AGLIETTI: “TORNIAMO A VINCERE E RITROVEREMO IL SORRISO. CON IL PALERMO VOGLIO UN RIGAMONTI BOLGIA”

Presentazione ufficiale per il nuovo allenatore del Brescia: “Porto il mio entusiasmo, siamo in una serie B importante, ma ci siamo anche noi. Non abbiamo esterni quindi avete capito già come non giocherò. Ingerenze presidenziali? Noi allenatori ci giochiamo il c… quindi è giusto che ascoltiamo, ma poi dobbiamo fare le nostre scelte”

Torbole Casaglia. Presentazione ufficiale per Alfredo Aglietti, nuovo allenatore del Brescia, tredicesimo dell’era Cellino a Brescia. Il tecnico toscano si è presentato con entusiasmo, pacatezza, educazione, ma anche risolutezza nelle risposte e lanciando pure un appello alla città. 

E’ stato introdotto così da Giorgio Perinetti: “Ho apprezzato l’entusiasmo con cui è arrivato, gli auguriamo buon lavoro”. 

Mister Aglietti e Giorgio Perinetti.

Pensa di poter incidere subito come fece quell’anno a Verona quando poi ottenne la promozione?

“Sono situazioni diverse, ma certo metterò tutto me stesso per partire subito bene come feci in quell’occasione quando entrai in corsa”. 

Nessun dubbio ad accettare quando l’ha chiamata Cellino?

“Si legge tanto degli esoneri di Cellino, ma solo i diretti interessati sanno com’è lavorare con lui. Non si può dire di no a questa piazza, quando mi hanno chiamato ho pensato subito al blasone che ha il Brescia”. 

Cosa le ha chiesto la società e come ha visto il Brescia nelle ultime settimane?

“Ho visto una squadra in difficoltà soprattutto nella testa. Cellino e Perinetti mi hanno chiesto di dare fiducia, entusiasmo, poi stileremo un primo bilancio e vedremo quale può essere l’obiettivo. Dobbiamo tornare a fare prestazioni importanti. Una volta che torna la vittoria torna anche il sorriso, la convinzione nel fare le giocate”. 

Quando l’ha chiamata Cellino?

“Ci siamo sentiti l’altro ieri sera, è stata una trattativa lampo poi mi ha chiesto di incontrarlo, ma i dettagli erano già chiari. Era giusto vedersi di persona, non avendolo mai fatto per una trattativa. Immagino che lui sarà rimasto favorevolmente impressionato, altrimenti non mi avrebbe preso. Ho subito un esonero l’anno scorso, so che non è mai bello sia per l’allenatore che per la società. Il mio entusiasmo spero sia contagioso”. 

Come giudica questo campionato?

“Negli ultimi 20-25 anni non c’è mai stato un livello così alto. Si dice spesso che è un A2, mai come quest’anno si va vicino. C’è anche il Brescia però e non dobbiamo solo pensare a quanto sono grandi le altre. Servirà sacrificio oltre alla tecnica. Dobbiamo calarci in un campionato dove ci sono delle insidie. Ho trovato una squadra  attenta come sempre accade in un cambio, con giocatori che hanno voglia di mettersi in mostra, mi han detto che si era sempre allenata bene”

Questa è una piazza ferita da tante delusioni e da troppi allenatori che ha visto passare negli ultimi anni, che non ha più entusiasmo e che nell’ultima gara ha portato solo 3000 spettatori al Rigamonti. Cosa pensa di poter dare di più e di meglio di chi è passati di qui prima di lei visto che è il tredicesimo allenatore in cinque anni e mezzo?

“Nella mia carriera ho sempre riconosciuto il peso dei tifosi. Spero che lo stadio ci dia la mano che ci serve, mi piacerebbe che già lunedì sia una bolgia. Capisco che abbiate visto passare tante persone in questi anni nel mio ruolo, ma io mi metto in gioco, con le mie caratteristiche. Quello che sposta poi sono i risultati poi vedremo. Non mi faccio spaventare dai numeri che ha appena citato”. 

Che modulo ha in testa?

“Impostare la squadra in base alle caratteristiche dei giocatori è fondamentale. Il nostro vantaggio è che il Palermo non sa come giocheremo. Cerco di mettere i giocatori nel loro ruolo. Altrimenti anche la testa si appesantisce. Avremo una base e poi vedremo dove spaziare.”. 

Ha in mente di fare dei colloqui individuali ?

“Ai ragazzi ho chiesto di essere come spugne e di cercare di portare a casa una vittoria che manca da tanto, sarebbe tanta roba”. 

Mister Alfredo Aglietti sorride.

La B è difficile anche per le grandi squadre, se l’aspettava?

“Nessuna squadra tranne il mio Verona negli ultimi anni è riuscita a risalire subito. Se poi si intende che per ingaggi e proprietà Cagliari, Genoa e altre devono stravincere il campionato ok, ma la serie B non è questa. Non credo che le squadre che sono là davanti siano inferiori a quelle attardate. C’è tempo per recuperare, ma anche per peggiorare. Ogni anno puoi vincerle e perderle tutte. Finora mi sono divertito a vedere tante partite, è una bella serie B”. 

Galazzi e Bianchi sono talenti che non hanno avuto continuità d’impiego, come li vede?

“Non ci sarà un Brescia tipo, ma un’idea di gioco con degli interpreti. I giocatori vanno allenati, non basta vederli da fuori. Ho bisogno di conoscerli. Uno dei due o tutti e due potrebbero partire dall’inizio con il Palermo”. 

Ci sono giocatori con caratteristiche adatte alla sua idea di gioco o ci saranno aggiustamenti da fare a gennaio?

“Un allenatore si deve anche adattare, noi oggi dobbiamo essere elastici e lavorare con quello che abbiamo a disposizione per metterli nelle migliori condizioni per far bene. Di mercato non abbiamo parlato con Cellino, è l’ultimo dei pensieri. A livello tattico questa squadra non ha esterni quindi avete già capito cosa non si può fare (il 4-4-2, ndr). A livello concettuale bisogna essere più convinti di aggredire in avanti, pressare e ripartire”. 

A Brescia ci sono ingerenze e pressioni per far giocare questo piuttosto che quello. E’ al corrente della “regola” celliniana dei 19 giocatori a referto?

“A me piacerebbe arrivare a 22-23. Ne parleremo meglio con il presidente. Presunte ingerenze? Il nostro mestiere è brutto, ogni allenatore deve essere bravo anche a saper ascoltare, ma le scelte devono restare dell’allenatore perchè il culo, scusate la parola, è suo. Se facciamo la formazione con le scelte dell’altro e poi il risultato non arriva paghiamo comunque noi. Anche da altre parti ci sono pressioni, si prendono giocatori e poi magari stanno fuori”.  

Sul piano del gioco che Brescia sarà a Santo Stefano?

“Col Palermo mi aspetto una prestazione importante, diversa dalle ultime. Loro sono in crescita, ma dobbiamo esserlo anche noi. Mi auguro che il Rigamonti ci dia una mano, anche se giocare il 26 dicembre alle 12.30 non aiuta. Non occorre ci siano 15000 spettatori, ne bastano la metà e che si facciano sentire, a partire dai ragazzi della Curva. Sono convinto che se la squadra darà tutto riceverà applausi. Qui di calcio di un certo tipo ve ne intendete, sono passati tanti allenatori e calciatori importanti”.

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