LA PICCHIATA DEL BRESCIA, IN TRE MESI DAL PRIMO AL DECIMO POSTO

Il 16 settembre la vittoria sul Benevento portò le Rondinelle in testa alla classifica, adesso invece è crisi nera

Brescia. Dalle stelle alle stalle, o se preferite, dal paradiso all’inferno. È così che si può riassumere finora il campionato del Brescia targato Colet 2.0. Una squadra in versione ‘Dr Jekyll e Mr. Hyde’, che in tre mesi è passata dall’esaltazione e l’entusiasmo per le cinque vittorie nelle prime sei partite stagionali, alla desolazione dell’unica – contro la Spal – nelle ultime dodici. Quindici punti raccolti in una partenza razzo che aveva illuso i più sognatori tra i tifosi, contro i soli 9 delle dodici uscite successive, che hanno determinato la caduta libera in classifica delle rondinelle, passate dal primo al decimo posto. 

È ormai lontano quel venerdì 16 settembre, quando il Rigamonti esplose di gioia al gol di Flavio Bianchi all’ultimo respiro contro il Benevento. Una rete che regalò al Brescia il momentaneo titolo di capolista in solitaria (raggiunto poi il sabato dalla Reggina dell’ex Pippo Inzaghi) e che suggellò il quinto successo – il quarto consecutivo – nelle prime sei giornate. Tre punti pesanti e meritati, che ripagarono gli sforzi di una squadra che tra le mura amiche dell’impianto di Mompiano sembrava aver creato una coesione speciale con i propri tifosi e che dava l’impressione di poter essere destinata ad un campionato al di sopra delle aspettative e degli obiettivi dichiarati ai nastri di partenza da società e allenatore. Sudtirol, Como, Perugia, Modena e Benevento: queste le cinque vittime di un Brescia divertente, propositivo e soprattutto vincente. Il ritorno in panchina di Clotet era cominciato come meglio non si sarebbe potuto chiedere, tra l’entusiasmo di una piazza vogliosa di bel calcio e di soddisfazioni dopo una stagione terminata con la delusione della mancata promozione. Un nuovo ciclo che, nonostante fosse partito a fari spenti, aveva vissuto un avvio strepitoso considerando anche il netto 4-1 con il quale le rondinelle si imposero in casa del Pisa in Coppa Italia, regalandosi così la sfida allo Spezia nel turno successivo, con in palio un posto per il derby contro l’Atalanta.

Classifica 6° Giornata

1Reggina15
2Brescia15
3Frosinone12
4Bari12
5Genoa11
6Cagliari10
7Ternana10
8Parma9
9Spal9
10Cosenza8
11Ascoli8
12Cittadella8
13Benevento7
14Palermo7
15Sudtirol7
16Venezia5
17Perugia4
18Modena3
19Como3
20Pisa2

A mettere fine alla luna di miele tra Clotet e il Brescia ci pensò però la trasferta di Bari. Un brusco risveglio per la leonessa, travolta 6-2 al San Nicola in una partita senza storia e che mise a nudo tutte le lacune che le quattro vittorie consecutive avevano nascosto come polvere sotto il tappeto dopo lo 0-3 di Frosinone alla seconda giornata. Novanta minuti che fecero dimenticare sia il primo posto che i 15 punti conquistati, i 9 gol fatti ed i 5 subiti, segnando di fatto la svolta della stagione. Da quel momento in avanti le rondinelle inanellarono sette partite consecutive senza vittoria (Coppa Italia compresa) giocando un calcio diametralmente opposto a quello proposto nei primisei incontri, con la conseguente messa in discussione dell’allenatore. A peggiorare la situazione ci pensò Cellino con i suoi problemi legali e la confusione creata dalle sue dimissioni, poi respinte dal CDA e dunque revocate, dalla carica di presidente. La vittoria per 2-0 contro la Spal al Rigamonti sembrò ridare slancio ad un Brescia che scese in campo con l’atteggiamento visto ad inizio stagione, ma che dalla giornata successiva si immerse nuovamente nella profonda crisi iniziata a Bari due mesi prima. Tre sconfitte nelle ultime quattro partite, 8 gol subiti e solo uno segnato, tanti infortuni ed una involuzione del gioco preoccupante fotografano il momento di grande difficoltà delle rondinelle, finite per la prima volta in stagione fuori dalla zona playoff e a solo cinque punti di vantaggio dalla zona playout. Un allenatore, che seppur con diverse attenuanti, sembra in stato confusionale e forse ormai poco seguito dalla squadra come le parole di Galazzi nel post-partita di Brescia-Parma hanno testimoniato: “Noi ce la mettiamo tutta affinché le idee del mister vengano applicate sul campo, ma sicuramente a volte non riusciamo a farlo. Inutile nascondersi”.

Con la panchina di Clotet sempre più traballante ed una situazione societaria extra-campo destabilizzante, le rondinelle hanno bisogno di una prestazione importante contro il Palermo dell’ex Eugenio Corini il giorno di Santo Stefano al Rigamonti per rialzarsi e ritrovare lo spirito combattivo e spensierato di inizio stagione, che aveva permesso loro di volare in alto.

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