D’ANGELO: “BRESCIA SQUADRA ESPERTA, CHE NON POSSIAMO SOTTOVALUTARE”

Il tecnico del Pisa è molto fiducioso in vista della partita di domani: «Abbiamo tutti a disposizione tranne Caracciolo, ho ampia possibilità di scelta. Lisandru Tramoni è una possibilità. La forza di un allenatore è data anche dalla serenità che trasmette la società in cui lavora»

Pisa. Clima particolarmente disteso in sala stampa a Pisa, nella conferenza della vigilia di Pisa-Brescia, con un D’Angelo in vena di battute e una sala stampa particolarmente abile a stare allo scherzo. Il momento è infatti opposto a quello del Brescia, con dodici risultati utili consecutivi, e la fiducia in vista della gara di domani è tanta, anche se D’Angelo invita a non sottovalutare l’avversario nonostante momento ed assenze. 

Domani il Pisa affronta la classica “squadra trappola”, che ha vinto solo una volta nelle ultime undici gare e che avrà tanti assenti. Come è stata la settimana di avvicinamento alla gara con il Brescia?

«Il Brescia è certamente una squadra forte, che è partita molto bene in campionato. Ora ha qualche difficoltà, mi sembra, però rimane molto insidioso, sia dal punto di vista dei singoli, di ottimo livello, sia a livello collettivo. È stata una settimana particolare, i campi sono pesanti, ma sappiamo di avere la possibilità di fare una buonissima partita anche domani. I giocatori sono tutti a disposizione tranne Caracciolo e dovremo cercare di scegliere il meglio per domani sera». 

Sono tutti recuperati quindi? Un giudizio sulla convocazione per lo stage in Nazionale di Canestrelli?

«Nicolas negli ultimi giorni si è allenato con la squadra; parlerò con lui ma penso che per domani sia convocato. La convocazione di Canestrelli penso sia un giusto premio per lui, è molto bravo ed è anche un bravissimo ragazzo. Non sta avendo molto spazio perché ha tanta concorrenza di giocatori altrettanto bravi, ma ha la stima mia e della dirigenza». 

Possiamo aspettarci Nicolas di nuovo titolare? Come sostituirai Beruatto?

«Su Nicolas non giocherà solo perché è rientrato dopo parecchio tempo. Rientrare dopo soli quattro giorni di allenamento non è possibile. Per quanto riguarda la fascia sinistra abbiamo più scelte, non ho nessun tipo di problema. Jureskin sarà molto pericoloso per il Brescia». 

Nelle tue valutazioni su chi scenderà in campo influirà anche il campo pesante? Che Brescia ti aspetti, impaurito o agguerrito?

«Non credo influirà, perché abbiamo un terreno di gioco che drena molto bene. Il campo sarà sicuramente più pesante, ma non così pesante da compromettere lo svolgimento della partita. Il Brescia è una squadra esperta, con tanti giocatori che conoscono bene la partita, e penso che si giocherà la partita». 

Lisandru Tramoni potrebbe essere una delle sorprese di domani?

«Si, perché ha tutto per giocare con questa squadra. A inizio settimana non decido nulla, decido il giorno della rifinitura chi gioca. Quelli che vedo star meglio e adattarsi al tipo di partita li schiero». 

Il Brescia soffre molto gli esterni che attaccano. Una carta da sfruttare…

«Abbiamo visto alcune loro partite, l’altro giorno quella con il Parma, almeno il primo tempo che si poteva vedere (ride, ndr). Il Brescia non sta collezionando vittorie, ma resta una squadra pericolosa. Se si guarda a chi potrebbe giocare domani non possiamo sottovalutarla. Abbiamo grande voglia e motivazione per fare bene. Il Brescia ha pareggiato a Genova tre settimane fa (era il 29 ottobre, ndr) giocando molto bene; quindi, non possiamo pensare che sarà una partita semplice». 

Non manca a Gliozzi un po’ di spunto in avanti?

«Gliozzi sta bene. Contro il Frosinone è stata una partita difficile per i nostri attaccanti, i palloni sono stati pochi. I nostri esterni hanno fatto un grande lavoro senza palla. Poi nel secondo tempo, quando abbiamo preso campo, è stato sostituito, quindi o porta sfiga (ride, ndr) oppure dobbiamo servirlo meglio e propendo per la seconda ipotesi». 

Il Pisa segna tanto nelle partite interne e poco in quelle fuori casa. C’è qualcosa da sistemare?

«Qualcosa da sistemare c’è. Nelle partite esterne siamo più preoccupati nel fare le cose bene dal punto di vista tattico e ciò va comunque bene, è una mia priorità. In casa siamo anche sostenuti dai nostri tifosi e ciò accende di più la genialità dei singoli. Fuori casa questo ci sta un po ‘mancando, dobbiamo migliorare». 

Ti fa piacere che ormai tutti associano il Pisa a te?

«Mi fa piacere, ma non è vero, perché i protagonisti assoluti sono gli atleti. Ciò lo pensavo anche da giocatore, quando osannavano gli allenatori che mi allenavano: mi dicevo “se invece di Varenne avesse avuto un asino avrebbe fatto molta più fatica” (risate in sala stampa, ndr), ma ciò non perché ce l’avessi con il mio allenatore, bensì perché i meriti vanno dati ai calciatori per le loro doti tecniche ed umane. Una cosa viene sottolineata poco in generale, ovvero che la forza di un allenatore e dei giocatori stessi è dettata dalla qualità di vita che la società in cui ti lavori ti permette di avere. Quando sono tornato a Pisa, in un momento in cui non eravamo messi bene in classifica, ho visto un gruppo non spaesato e di questo va dato merito alla società, perché è riuscita a tranquillizzare i giocatori in un momento complesso. Non mi rivedo dunque nella definizione». 

Però giornalisticamente parlando, tira…

«Quando segnavo -ogni tanto facevo gol- scrivevate sempre la stessa cosa, ovvero “gol a volo d’angelo” o “faccia d’angelo”. Il mio cognome è abbastanza semplice da abbinare a giochi di parole così (risate in sala, ndr)». Alla battuta di un giornalista che gli chiede se abbia mai segnato nel Lunedì dell’Angelo, D’Angelo risponde “no, non mi è mai capitato”, ridendo. 

Per chi tiferai tra Francia ed Argentina?

«Tiferò Argentina, perché non è che l’altra parte mi stia proprio simpatica (altre risate in sala, ndr)». 

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