E’ STATA TUA LA COLPA…

E’ stata tua la colpa…

Dopo ben undici partite, delle quali una sola vittoria, si sono accorti un po’ tutti, che qualcosa non stia andando per il verso giusto. Nonostante i proclami al ribasso, a cui molti si sono assoggettati fin dall’inizio, l’involuzione di risultati e di gioco, ha fatto suonare il campanello d’allarme: fino a quando si potrà fare come l’orchestra del Titanic, che continuò a suonare mentre la nave affondava? E allora parte la caccia alle streghe, capire di chi sia la colpa, anche se, come sempre, ci sono più colpevoli, seppur con percentuali diverse. Mettiamoci pure anche un pochino di sfiga, quella che ci sta togliendo sistematicamente un numero elevato di giocatori, in una rosa che non eccelle certo in qualità, ma è proprio nei momenti di difficoltà che si vedono le qualità di chi dirige la baracca. Di sicuro ha colpe Cellino, che ha messo la società in condizione di essere commissariata, quindi con risorse limitate al minuto mantenimento, al direttore sportivo, ammesso che conti qualcosa nelle scelte dei movimenti di mercato, e anche dell’allenatore, che avrebbe l’obbligo di schierare l’undici migliore, basandosi sui ruoli e sulle condizioni atletiche, piuttosto che sui curriculum.

E non si tratta solo di preferire l’esperienza alla dinamicità, ma anche di pensare alle plusvalenze: l’utilizzo di giocatori giovani, pagati poco e motivati ad avere una carriera decente, potrebbe creare quelle plusvalenze che sono la benzina per il bilancio, consentendo operazioni future: non credo che l’utilizzo dei vari Viviani e Benali, se non per i finali di gara da gestire, possa portare benefici di alcun tipo.

Partendo dal presupposto che la squadra è questa, e non si possono cambiare i giocatori a piacimento, resta un mistero come si insista nella politica demenziale di portare la panchina corta, scelta avallata dal presidente e condivisa anche dal mister, dal momento che tutti vengono pagati lo stesso, anche chi viene escluso per questioni ideologiche. Volendo entrare nel contesto tecnico, va messo sotto accusa soprattutto il modulo a centrocampo, dove giocano due registi compassati e con poca propensione all’inserimento, relegando i due esterni a fare l’uno contro uno per sfondare, aiutati dai terzini. Contro il Parma abbiamo toccato il fondo, con Viviani a camminare senza costrutto, Van De Looi a preoccuparsi solo di chiudere i varchi, Ndoj a cercare di sfondare, spesso marcato da tre, e Benali completamente fuori posizione, e anche poco tonico. Se aggiungiamo che il terzino sinistro è un adattato, che Moreo fa tutto fuorché la punta, vien fuori un quadro di caos che difficilmente può portare a qualcosa di buono, infatti nessuna parata del portiere in quasi 100 minuti. Garofalo e Labojko non sono fenomeni? Pace e Niemeijer nemmeno? Per carità, nemmeno sarebbero nel Brescia, ma davvero non sono meglio di gente che regge l’anima coi denti? E quel Galazzi che faceva sognare all’inizio, come mai viene messo solo come carta della disperazione? Tutte domande da fare a chi muove le pedine dalla panchina, che poi si presenta in sala stampa snocciolando spiegazioni quanto meno discutibili.

La soluzione non è facile: difficile pensare ad un cambiamento di rotta da parte di chi ha scelto la via della paura dell’avversario a scapito della logica, poco praticabile la soluzione interna, il cambio con Gastaldello che non sappiamo quanto sia complice di Clotet, o Possanzini, la cui competenza in panchina è ancora da verificare. A meno che, in panchina, non ci andasse lui, il leader Massimo, ma poi, con chi potrebbe prendersela…?

Ezio Frigerio

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