CLOTET: “I FISCHI DEI TIFOSI UNO STIMOLO A MIGLIORARE. CON CELLINO UN CONFRONTO COSTANTE”

Il tecnico catalano analizza la brutta prestazione della squadra, che a suo avviso però ha anche delle attenuanti: «È mancata verticalità, precisione e capacità di saltare l’uomo. Siamo comunque in emergenza, le tre partite in una settimana si son fatte sentire, speriamo di recuperare qualche calciatore in più»

Brescia. Pep Clotet si presenta in conferenza stampa, dopo un confronto con il presidente Cellino e il suo staff. È duro in alcune critiche, accettando la contestazione dei tifosi. Ma ci tiene a ricordare le tante assenze e la tabella di marcia salvezza, che il Brescia sta rispettando a pieno. 

Qual è il suo umore dopo questa sconfitta? Come è stato il confronto con Cellino? Cosa vi siete detti?

«Noi ci confrontiamo sempre dopo la partita. Viene sempre nello spogliatoio, parliamo, siamo in sintonia. Io faccio sempre con tutto lo staff una riunione per parlare di cosa è successo durante la partita, e il presidente, quando è allo stadio, spesso si aggiunge. È abituale. Per quanto mi riguarda siamo dispiaciuti di non aver fatto risultato: il Parma dopo l’1-0 ha gestito bene, attaccando con pochi e difendendo con molti giocatori. Era molto concentrato per non lasciarci spazio. Nel secondo tempo la squadra ha fatto un passo in avanti, giocando con più verticalità. Nel primo infatti non mi era piaciuto che la squadra fosse andata molto in orizzontale nei passaggi. Con Bianchi, Aye, Galazzi e Moreo abbiamo invece provato ad alzare il ritmo, soprattutto da sinistra. C’è stata una fase con un gol annullato e tanti angoli, ma alla fine il Parma ha gestito bene, mettendoci in difficoltà». 

Dove finiscono i vostri demeriti ed iniziano i meriti del Parma?

«È sia demerito nostro, sia merito del Parma. Il calcio è così. A noi è mancata pericolosità, capacità di saltare l’uomo, precisione nell’ultimo passaggio, ma giocavamo comunque contro una squadra forte. Ad incidere sulla cattiva prestazione ci sono comunque le tre partite in una settimana: siamo pochi e la squadra non ha avuto freschezza offensiva. Non è comunque un alibi. Vogliamo fare meglio e lavoriamo per fare meglio». 

È deluso per la contestazione dei tifosi? È d’accordo che a questa squadra è mancato dinamismo?

«Siamo alla terza partita in una settimana, siamo pochi e ciò si fa sentire ancora di più. Il Parma è molto rapido sugli esterni. È difficile essere sempre concentrati: se vai a fare la preventiva, non puoi attaccare dopo. Abbiamo giocato con Mangraviti per chiudere la fascia sinistra e spingere con Karacic, ma il Parma ha avuto la capacità tecnica per tenere le distanze sul campo. Noi comunque possiamo fare meglio, oggi è andata così. Sul pubblico io ho sempre rispetto per i tifosi: sono concentrato su quello che devo fare, ma prendiamo anche ciò che ci han detto come stimolo. Alla fine dobbiamo stare con i piedi per terra, siamo in un momento di emergenza: oggi abbiamo recuperato Cistana, e già è tanto. Speriamo di recuperarne anche altri, apprezziamo che i tifosi ci chiedano di più, perché anche noi siamo ambiziosi al massimo».