CARBONE NELLA NEBBIA

Nella notte di Santa Lucia, Brescia sconfitto 2-0 in casa dal Parma e scavalcato proprio dai ducali che si prendono il quinto posto. Decidono i gol di Man al 16’ e di Bonny al 95’. Nessun tiro biancoazzurro nello specchio della porta, il Rigamonti fischia e Cellino stavolta non può rifugiarsi nel “solito” esonero

Brescia. Non c’è che dire, a Brescia sono state vissute notti di Santa Lucia più gioiose. Chi glielo spiega adesso a quei bambini tifosi delle Rondinelle che la donna sull’asinello ha solo del carbone da lasciare e che i fischi dei 3500 nel gelo e nella nebbia del Rigamonti sono meritati? No, non è un bel momento: il Brescia perde la quinta gara stagionale, seconda consecutiva in casa e aggiorna il suo bottino a un solo punto nelle ultime tre giornate e una sola vittoria nelle ultime undici. Fallita l’operazione aggancio al Genoa al quarto posto, anzi il Parma si prende tutto: gioco, partita, incontro e quinto posto dove scavalca proprio gli uomini di Clotet.

Il gol dello 0-2 con cui Bonny al 95esimo ha chiuso i conti

La qualità paga. Se il Brescia aveva assenze pesanti (Bertagnoli, Bisoli, Huard e un Cistana in campo seppure palesemente non al meglio) il Parma ne aveva anche di più, ma i ducali hanno una rosa lunga e competitiva (do you know Cellino?) e possono comunque schierare un giocatore di pura qualità come il nazionale romeno Man. Lui da solo è costato come tutto il Brescia (Centro Sportivo escluso, of course): 13 milioni. Lui da solo fa la differenza nel primo tempo segnando un gol (con la complicità di Mangraviti e Lezzerini) e colpendo un palo (sempre con i biancoazzurri in versione statue di sale). Il Brescia è lento, prevedibile, zavorrato da due giocatori che sono (forse) lontani di parenti di ciò che furono: Viviani e Benali. Nella ripresa Clotet osa, mette la verve di Bianchi e Galazzi, passa alle tre punte e a un centrocampo finalmente dinamico, ma cala anche la nebbia sul Rigamonti e si inghiotte presunte migliorie che non vanno comunque oltre un gol giustamente annullato per fuorigioco ad Ayè e un colpo di testa di Moreo. Arriva anzi il 2-0 ducale, con il 19enne Bonny. Che uno così magari farebbe comodo anche in biancoazzurro…

Esulta Man con i suoi compagni dopo il gol dello 0-1 al 16esima

Il riassunto reale è che alla voce tiri nello specchio della porta, al triplice fischio del modesto Maggioni, c’è scritto zero per le V bianche. Ed è una sentenza senza appello. In attesa che quella che tiene “prigioniero” Cellino e di conseguenza il Brescia calcio arrivi presto, qualunque essa sia. Perchè adesso l’uomo di Cagliari non può nemmeno fare ciò che vorrebbe e che da sempre gli riesce meglio: esonerare l’allenatore. Detto che non risolverebbe un bel tubo, perchè la mancanza di qualità e personalità in questa squadra non si trasformerebbero nell’esatto opposto dall’oggi al domani, è persino buffo e compassionevole che si sia arrivati a questo punto.

LE METAMORFOSI TATTICHE

Dal 1’ (4-4-2)

Lezzerini; Karacic, Cistana, Adorni, Mangraviti; Benali, Van de Looi, Viviani, Ndoj; Moreo, Ayè.

Dal 17’ st Galazzi, Labojko e Bianchi per Benali, Viviani e Ndoj (4-3-3)

Lezzerini; Karacic, Cistana, Adorni, Mangraviti; LABOJKO, Van de Looi, GALAZZI; BIANCHI, Moreo, Ayè.

Dal 34’ st Pace per Cistana (4-3-3)

Lezzerini; Karacic, Adorni, Mangraviti, PACE; Labojko, Van de Looi, Galazzi; Bianchi, Moreo, Ayè.

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