I TEN TALKING POINTS DOPO COSENZA-BRESCIA

Brescia. Buonasera cari amici e Ben ritrovati a Ten Talking Points. Il capitolo sedici del Campionato degli Italiani si è da poco concluso, e il suo protagonista (almeno per questa rubrica) è uscito imbattuto da Cosenza, risultato certamente non disprezzabile, considerate le traversie affrontate prima e durante l’incontro. Andiamo allora, senza ulteriori indugi, a sviscerare la mia opinione sul match, prima però la consueta premessa. 

Questa rubrica nasce con tono irriverente, prendendo in esame, tra il serio e il faceto, le grandi questioni relative al Brescia Calcio, che siano partite, calciomercato o, più raramente, questioni che mi appassionano. Qui potrete trovare un ampio uso di iperboli, metafore, similitudini, innamoramenti calcistici che durano come un batter d’ali di farfalla oppure una vita intera (vedi Fridjonsson e Jonathas) e pennellate di colore sulla variegata fauna che ancora popola il mondo degli stadi (di cui ovviamente faccio parte pure io). Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente strumentale e funzionale alla creazione di un racconto. Parola d’ordine: mai prendersi troppo sul serio. In fin dei conti si sta parlando di calcio, la cosa più importante tra quelle meno importanti. 

Ormai fa più colore che altro. Transeat. Andiamo oltre. 

1)   Detto fatto. Dopo Brescia-Reggina scrissi che un pareggio a Cosenza non sarebbe stato disprezzabile. Accontentato. Copione standard, con squadra più forte che attacca, non segna, viene punita e poi pareggia di carattere. Tuttavia non c’è troppo da lamentarsi. Sarebbe potuta andare anche molto peggio. 

2)   Sterilità. La squadra di Clotet ieri ha segnato solo un gol, e per la quantità di occasioni create è davvero un peccato. È chiaro che gli attaccanti biancazzurri quest’anno la vedono poco in area (soprattutto il povero Moreo, che ormai fa tutto fuorché l’attaccante). Nella classifica dei migliori attacchi il Brescia è nono e i cinque gol di Aye sono più frutto del suo alto tasso di realizzazione che della mole di gioco creata dalla squadra. In sedici giornate di campionato, solo in cinque occasioni il Brescia ha segnato più di un gol, di cui una è la sconfitta di Bari e tre sono del Brescia A.B., ovvero avanti Bari. 

3)   Difesa in crescita. Nonostante i tanti infortuni che attanagliano il reparto, la difesa è sicuramente il reparto più solido della banda Clotet. Qualcuno mi potrà dire “bella forza, con la squadra che rinuncia a giocare ci mancherebbe solo di prendere tanti gol”. Tuttavia ho visto anche avversari totalmente rinunciatari subire lo stesso tante segnature a causa di errori individuali. Invece il reparto del Brescia tiene e la prova dei singoli (vedi ieri Karacic) talvolta anche eccelle. 

4)   I migliori di ieri. Se il Brescia ieri ha pareggiato, il merito è tanto di Bianchi quanto di Pace. I due si prendono dunque il titolo di uomini partita. Il premio di migliore di giornata se lo guadagna invece Karacic, tornato anche abbronzato dal mondiale in Qatar. Il terzino è stato puntuale e preciso in ogni chiusura, ed è sembrato anche più maturo rispetto a quando è partito. Chiaro che un mondiale non possa fare miracoli, ma gestire la pressione di giocare per la propria Nazione non è facile. 

5)   Figlio mio. “Un pazzo, ma molto intelligente e un grande appassionato di calcio. Lui credeva tanto in me e quando sono andato via mi ha abbracciato e mi ha detto che per lui ero come un figlio. Credo mi abbia apprezzato come ragazzo, mi consigliava quale macchina dovessi acquistare, in quale casa abitare, mi ha fatto studiare la chitarra ad Assemini e ricordo che rimase molto contento per come la suonassi. Ovviamente però non sempre lo ascoltavo e facevo di testa mia”.

“Una volta dopo aver cambiato tre allenatori ci venne a parlare negli spogliatoi e ci disse che dovevamo prenderci le nostre responsabilità. Quelle parole sono servite davvero, perché poi la squadra ha iniziato a fare punti per la rimonta salvezza”. Pensieri e parole rilasciate a GianlucadiMarzio.com il 16 dicembre 2020 da Joaquin Larrivey, soprannome “El Bati”, riguardo la sua esperienza a Cagliari e al suo rapporto con il presidente Massimo Cellino. Insegnamento per il futuro: i figli saranno anche “piezz’ ‘e core”, ma guai ad abbassare la guardia!

6)   Un nuovo miracolo è possibile? Riguardo la prova del Cosenza, sono incerto. Da un lato mi pare una buona squadra in alcuni singoli, dall’altro non credo che sia possibile un’altra impresa, soprattutto in un campionato così incerto come questo, in cui la tradizionale “squadra materasso”, retrocessa dopo 10 giornate, non si è vista. 

7)   Ha stato Clotet. Leggendo i vari forum di tifosi, mi sono imbattuto nei primi #Clotetout. Segnalo due cose: innanzitutto che l’amministratore dovrebbe autorizzare la spesa per un nuovo allenatore. Secondo: esonerando Clotet, bisognerebbe anche per correttezza allontanare chi gli ha messo a disposizione una rosa deficitaria in molti reparti e da playoff solo negli undici titolari. E chi gliel’ha allestita? Ecco. Non è possibile che il credito di un allenatore qui a Brescia duri solo tre mesi massimo.

8)   Jallow. Tuttavia una colpa ieri, a mio avviso, l’allenatore catalano ce l’ha: l’aver spostato dalla sua fascia di competenza il terzino svedese. Dato che, giocoforza, non ha ancora le conoscenze necessarie per giocare da terzino destro di alto livello in B, spostarlo pure in un ruolo non suo mi è sembrata una scelta azzardata che puntualmente non ha pagato. Ma a suggerirmelo è la logica, non tanto il campo. 

9)   Viviani. Prova in crescita per il centrocampista ex Spal, da cui però vorrei vedere di più su situazioni di palla inattiva. Ho perso il conto ieri dei corner calciati o troppo lunghi o troppo corti. 

10) Ciò che resta di noi. Un buon punto, che mi ha lasciato anche sorpreso in positivo. Temevo infatti una sbandata, dopo il gol del vantaggio del Cosenza e le tante incertezze delle ultime settimane. Il Brescia ha invece reagito e di questo possiamo essere tutti felici. Appuntamento allora per un lunedì da leoni contro il Parma. Mi raccomando, ben coperti che ci sarà da gelare. 

Un abbraccio a tutti gli affezionati lettori di Bresciaingol.com

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