INZAGHI: “BRESCIA E’ NEL MIO CUORE, SONO DISPIACIUTO PER COME E’ FINITA, MA NON VOGLIO DIRE ALTRO. SERVIRA’ UNA GRANDE REGGINA”

“Il Brescia già l’anno scorso doveva andare in A, ha cambiato poco inserendo nuovi giocatori. Moreo è fortissimo e l’avevo voluto a tutti i costi. Le Rondinelle sono come noi, appena sotto le corazzate”

Reggio Calabria. È un Pippo Inzaghi in modalità “scurdámmoce ‘o passato” quello che si presenta in conferenza stampa a presentare lo scontro al vertice di domani. Non vuole infatti parlare sia delle polemiche dopo la gara contro il Benevento, sia della fine burrascosa del suo rapporto di lavoro con il Brescia. 

Che gara sta preparando, considerando il fatto che tornA a Brescia da avversario dopo le vicende dell’anno scorso e che il Brescia in casa non perde da un anno?

«Intanto penso che ad un certo punto si debba mettere una pietra sopra rispetto a quello che è stato: non ne voglio neanche più parlare, sono semplicemente felice di tornare in un posto in cui sono stato bene, in cui ho fatto il record di vittorie esterne in campionato e con tutti gli allenatori bravi che ci son stati a Brescia è un motivo di grande soddisfazione. A Brescia è nato mio figlio, ho tantissimi amici; domani sarà come contro il Venezia e il Benevento, avversari per novanta minuti poi torneremo a tifare l’uno per l’altro. Brescia è nel mio cuore, chiaramente mi dispiace per come è finita, ma poi è arrivata la Reggina e siamo tutti felici: questa è la cosa più importante. Il Brescia è un’ottima squadra, l’anno scorso eravamo costruiti per salire, ci sono giocatori come Moreo, che ho voluto a tutti i costi, davvero bravi; hanno valori ma siamo secondi, abbiamo tre punti di vantaggio sulla terza e una classifica che ci deve dare grande morale, le prestazioni sono ottime: ci vorrà una grande Reggina, ma questo lo sappiamo già». 

Annovera il Brescia tra le squadre “forti” di questo campionato? A che obiettivo può ambire?

«Il Brescia con me l’anno scorso doveva andare in serie A, ha cambiato poco, mettendo però nel contempo dentro giocatori importanti. È un gradino sotto alle corazzate del campionato di cui ho sempre parlato, è pari a noi; non mi meraviglia nulla, può andare ai playoff come è stato l’anno scorso. Il Brescia, soprattutto in casa, può creare grandi grattacapi». 

Chi sono gli arruolabili per la sfida di domani?

«A parte i due ragazzi della Primavera, Duttu e Agostinelli, ma solo perché siamo in tanti, ci sono tutti tranne Obi che non sta ancora bene: purtroppo quella botta che ha preso non lo fa ancora correre bene e quindi non ci sarà. Anche il terzo portiere ha la febbre». 

Sarà ancora 4-3-3?

«Direi di si (ride, ndr). Santander si allena da quattro, cinque giorni, sarebbe una follia cambiare tutto. Ho però in testa qualche cambiamento, ho ventisette giocatori in rosa di cui ventiquattro hanno giocato minuti in campionato, facendosi sempre trovare pronti. Avremo una settimana molto impegnativa, ci penserò». 

Che spiegazione si è dato del pareggio contro il Benevento? C’è stata magari anche un po’ di disattenzione?

«No, parlare ancora di quella partita penso sia superfluo. Credo invece che anche in quella occasione la squadra sia stata super: il 2-2 avrebbe ucciso sportivamente chiunque, temevo che la Reggina avrebbe perso quella partita, invece ha costruito altre tre-quattro occasioni su cui Paleari è stato super. La squadra ha cuore ed anima, mi ha dimostrato tante cose, andando oltre le aspettative: bisogna continuare così». 

A Fabian sta chiedendo un lavoro diverso rispetto a prima?

«No, non gli sto chiedendo nulla di diverso. Fabian è un 2003, so benissimo che avrà avuto momenti di euforia: giocare bene è anche poco per lui, per quello che ha dimostrato. Tatticamente fa il solito, è chiaro che magari si debba tenere conto anche della mezz’ala che ha contro». 

L’obiettivo di domani può essere anche non subire gol?

«Diciamo che l’obiettivo è fare sempre un gol in più degli avversari: essendo il miglior attacco, è chiaro che prima o poi il gol lo troviamo. Dobbiamo allora solo subire il meno possibile: contro il Benevento abbiamo subito due reti casuali, con rimpalli. Sono molto contento della fase difensiva che sta facendo la squadra, a partire da Menez, che è davvero il capitano di questa squadra per spirito di sacrificio. Sono tutti aspetti questi su cui dobbiamo insistere anche domani». 

Finito questo ciclo di partite, dovesse trovarsi la Reggina ancora in alto in classifica, alzerà magari la sua asticella degli obiettivi anche in sede di mercato?

«No, io in questo momento di mercato non ho mai parlato con nessuno. Ho un rispetto esagerato per questi giocatori che sono partiti venti giorni dopo gli altri, andando sopra ogni aspettativa. Non ce n’è uno che non abbia fatto ciò che gli ho chiesto. Ho una stima ed un affetto incondizionato per i miei giocatori, i nomi che escono sono inventati. Per quanto riguarda gli obiettivi vedremo a marzo-aprile dove saremo: a inizio anno ci eravamo dati il traguardo di salvarci. Poi sognare non costa nulla, se saremo bravi a continuare di questo passo vedremo. Sono curioso di vedere la reazione della squadra alla sfida impegnativa di domani».