QUEL SENSO DI LIBERAZIONE

Il Brescia torna alla vittoria battendo 2-0 la Spal (gol di Ayè e Mangraviti) e si ritrova al terzo posto, a -3 dalla Reggina di Inzaghi vice capolista che domenica sarà al Rigamonti. Per qualche ora dimenticate le problematiche societarie

Brescia. Come un senso di liberazione. Un urlo represso, che si alza dalla pancia, arriva in gola ed esce dalla bocca per disperdersi nell’aria. Il Brescia torna alla vittoria dopo 72 giorni. Cominciava a pesare, anche se le ultime quattro partite erano pur state senza sconfitta. Già, quei quattro pareggi consecutivi, che tanto avevano fatto storcere il naso, ma che adesso assumono ancor più consistenza. Ce lo insegnò Carlo Mazzone: anche se ci sono i tre punti per la vittoria, saper costruire un successo su una sfilza di pareggi può essere la svolta. 

Abbracciamoci e vogliamoci tanto bene…

Sul podio. E svolta è perchè il Brescia, a cinque giornate dalla fine del girone d’andata, si trova improvvisamente al terzo posto a soli 3 punti dalla Reggina seconda in classifica che domenica sarà ospite al Rigamonti con tutto il carico di veleni che si porterà appresso il Grande Ex Pippo Inzaghi, uno che dalle dichiarazioni anche recenti dimostra di non aver ancora digerito il trattamento subito da Cellino. In un colpo solo il Brescia ha conquistato quattro posizioni. I passi falsi di Ternana, Parma, Bari e Genoa sono stati sfruttati a dovere da Bisoli e compagni. Come dite? Si certo l’obiettivo resta la salvezza e ci mancherebbe, ma dopo le due settimane trascorse a dover riportare e disquisire di tribunali, dimissioni, consigli di amministrazione, amministrazioni controllate e via dicendo, poter parlare di pallone, di una vittoria, di un terzo posto in classifica, è aria pura. 

Quinto gol stagionale per Florian Ayè, che sale al quarto posto della classifica cannonieri

Concreti. Non è stata una partita spettacolare, Brescia-Spal. Ma è stata la partita migliore che una squadra come quella biancoazzurra può permettersi in questo momento. E’ un nuovo Brescia, ormai da qualche settimana. Clotet ha capito che non riuscirà a far vedere quel gioco intenso, rapido, “alla Bielsa”, che aveva cercato di pianificare nel laboratorio estivo di Ronzone. Adesso c’è il Brescia versione 4-4-2, con le mezzali (Bisoli, Bertagnoli e Ndoj) a fare i quarti di centrocampo, che lascia la palla all’avversario (la Spal ha toccato anche picchi oltre il 70%), che colpisce quando si prospetta l’occasione. Non c’è da offendersi o vergognarsi nel rilevare che i gol di Ayè e Mangraviti sono anche gentile omaggio spallino. Nel primo vanno a chiudere in tre su Ndoj e nessuno ci riesce, lasciando che il solitario Ayè imbusti il suo quinto gol stagionale (solo Cheddira, Brunori e Coda hanno segnato più del francese), nel raddoppio su angolo di Viviani è addirittura Murgia che la “passa” a Mangraviti con uno sciagurato colpo di testa all’indietro in area (foto in evidenza). E’ segnale di umiltà quello di saper essere squadra operaia dopo aver studiato le pecche avversarie per sapere dove andare a colpire. Se chi ti è di fronte sa palleggiare più e meglio di te, ma là dietro ha grossi problemi, inutile inscenare la sfida dove puoi essere infilzato. Vero che nel secondo tempo ci hanno dovuto pensare Andrenacci (due volte) e il Var per disinnescare Moncini, ma vero anche che Galazzi avrebbe potuto siglare per ben due volte il 3-0. 

Ah, la scaramanzia… Poi forse Cellino penserà che un ruolo importante l’ha avuto la nuova inversione delle panchine, ma allora seguendo questi teoremi scaramantici bisognerebbe sottolineare che il ritorno alla vittoria è maturato proprio nel giorno in cui lui non si è presentato allo stadio. Meglio quindi parlare di calcio, che la settimana al via questo lunedì è già sufficientemente incasinata con il Cda di martedì dove l’uomo di Cagliari dovrà decidere se ritirare o ribadire le dimissioni. Che non è più tempo di capricci.     

L’ex di turno Federico Alfonso, applaudito dai tifosi della Curva Nord e anche dal resto dello stadio

LE METAMORFOSI TATTICHE

Dal 1’ (4-4-2)

Andrenacci; Jallow, Adorni, Papetti, Mangraviti; Bisoli, Viviani, Van de Looi, Ndoj; Moreo, Ayè.

Dal 1’ st (4-4-2) Bertagnoli per Bisoli

Andrenacci; Jallow, Adorni, Papetti, Mangraviti; BERTAGNOLI, Viviani, Van de Looi, Ndoj; Moreo, Ayè.

Dal 25’ st (4-4-2) Labojko e Galazzi per Viviani e Ndoj

Andrenacci; Jallow, Adorni, Papetti, Mangraviti; Bertagnoli, LABOJKO, Van de Looi, GALAZZI; Moreo, Ayè.

Dal 36’ st (4-4-2) Bianchi per Ayè

Andrenacci; Jallow, Adorni, Papetti, Mangraviti; Bertagnoli, Labojko, Van de Looi, Galazzi; Moreo, BIANCHI

Dal 43’ st (4-4-2) Nuamah per Moreo

Andrenacci; Jallow, Adorni, Papetti, Mangraviti; Bertagnoli, Labojko, Van de Looi, Galazzi; NUAMAH, Bianchi.

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