DALLA (FATAL) SPAL ALLA… SPAL: SETTE MESI PER CHIUDERE UN CERCHIO E RINASCERE

Il 25 aprile il pareggio beffa al Rigamonti costò la promozione diretta, domenica sempre contro gli estensi a caccia di una vittoria che al Brescia manca dal 16 settembre

Brescia. 25 aprile 2022-27 novembre 2022: ancora Brescia-Spal. Sono passati sette mesi da quel 25 aprile, giorno che avrebbe potuto essere della “liberazione” dalla mediocrità. Già perché quel Brescia combatteva ancora per il sogno della serie A, era stato costruito per andare in serie A: c’erano Joronen, Pajac, Sabelli, Tramoni, Jagiello, Proia (non però contro la Spal) e Bajic, giocatori che ora sono solo un ricordo. C’era Eugenio Corini (subentrato al posto dell’esonerato Pippo Inzaghi) per cercare di portare a termine il sogno della serie A interrotto qualche anno prima.

Se avesse vinto, come stava vincendo, il Brescia forse ora starebbe scrivendo un’altra storia: chissà come sarebbe andata, sliding doors, molto probabilmente sarebbe stata promozione diretta. Chissà se Cellino ora avrebbe davvero rassegnato le dimissioni, peraltro respinte dal Cda. Chissà…Il super gol di Matteo Tramoni all’84’, davvero uno dei più belli siglati dal giocatore corso in quella stagione, aveva illuso tutti. Chi si sarebbe aspettato che proprio un giocatore cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, Latte Lath, al 94’ anticipando tutti di testa (nella foto), avrebbe bruciato in un nanosecondo un sogno che poteva diventare realtà? Angolo, colpo di testa, difesa ferma e palla in rete: 1-1 e addio serie A diretta. Certo si sarebbe potuto vincere a Cittadella la settimana dopo (dove tra l’altro si perse malamente 1-0), ma ormai la frittata era fatta. Domenica il Brescia riaffronta la Spal non più della bestia nera Venturato, ma di Daniele De Rossi. L’affronta in un momento delicato, con una situazione societaria e “climatica” completamente diversa, ma tutto sommato che importa. Se ragioniamo infatti a mente lucida anche il Brescia dell’anno scorso, pur costruito dichiaratamente per la serie A, alla fine restò con un pugno di mosche. Ora Pep Clotet, pur avendo  infatti una rosa di gran lunga inferiore rispetto a quella dello scorso anno, viaggia comunque dall’inizio del campionato in piena zona play-off. Il catalano non deve quindi farsi condizionare da alcun evento esterno e puntare a far giocare il suo Brescia come all’inizio di questa stagione, cercando di aggredire e possibilmente tornando a vincere, come non succede dal 16 settembre. Non c’è infatti miglior rimedio alla situazione surreale che si è creata.

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