FORSE È MEGLIO COSÌ, MA ORA BASTA BLUFF

Brescia. Anche se in superficie può sembrare una notizia che fa piombare il Brescia calcio in un caos ancora più grande, la decisione del Cda di respingere le dimissioni di Massimo Cellino da presidente (perchè di questo si tratta, al di là delle dolci parole del comunicato stampa dove “semplicemente” lo si invita a ripensarci) può essere un bene.

L’uomo di Cagliari viene messo una volta di più di fronte alle proprie responsabilità. Troppo facile, troppo comodo, fare adesso un passo indietro. Lui, con i suoi guai giudiziari, ha messo il Brescia in una situazione drammatica (forse era meglio la mediocrità…) facendo commissariare il club biancoazzurro dal Tribunale, lui ora deve trovare una soluzione per non far ulteriormente peggiorare le cose. E l’unica strada possibile ormai è la cessione del club. Quindi basta bluff. Cellino finora si è lasciato andare a parole strappalacrime, nelle quali c’è cascato più di un tifoso, ha fatto nuovamente la vittima del caso (“non capisco di cosa mi accusino” eppure la carte sono chiare), ora si metta davvero a disposizione per un’eventuale cessione. La sua strategia era quella di un passo indietro facendo vedere che tutto cambiava senza che così davvero fosse. Ci risulta infatti che in questi giorni abbia continuato a tenere incollati al telefono Micheli, Perinetti e Clotet per dettare le sue linee guida. Ma colui che resta a tutti gli effetti il proprietario delle Rondinelle (le dimissioni non sono infatti ancora nemmeno ratificate) ora deve anche mettersi a disposizione del Tribunale e dell’amministratore giudiziario Pierangelo Seri per valutare la più congrua offerta d’acquisto. Il suo tempo a Brescia è terminato. Se invece il suo obiettivo è continuare la battaglia legale convinto di venire assolto lo dica, non tanto ai tifosi e alla stampa (che pure meriterebbero chiarezza) quanto alle autorità giudiziarie. Non è più il momento di giocare a carte coperte. E a poco servono i commenti sui social delle sentinelle celliniane che ripetono lo stucchevole ritornello: “Dove sono i compratori?”. Come se comprare una squadra di calcio fosse semplice quanto andare a fare la spesa nel supermercato sotto casa.

Chi sta davvero cercando di prendere il Brescia non uscirà mai allo scoperto, se non quando sarà in dirittura d’arrivo. E anche se c’è chi ha interesse a far passare il messaggio che a Brescia non c’è entusiasmo, che allo stadio vanno in pochi (dimenticando i 14.000 nei play off con il Perugia e il Monza del maggio scorso, ma anche i quasi 8000 in quella che ad oggi rimane l’ultima vittoria, quella del 16 settembre con il Benevento), la verità è un’altra. A Brescia c’è fame e voglia di vedere un calcio di buon livello. Ma con i fatti, non con le promesse non mantenute.

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