CASO CELLINO: IL VENERDI’ DELLA PRIMA SVOLTA CON L’ADDIO DEL CDA, MA NON SARA’ DEFINITIVA E A GENNAIO NON CI SARA’ ALCUNA SENTENZA DEL TRIBUNALE

Attese le dimissioni dei consiglieri poi starà a Seri e Midolo, con la regia del Tribunale, formare le nuove nomine nel Brescia Calcio. L’udienza in programma tra due e mesi e mezzo non cambierà la sostanza del maxi sequestro

Brescia. Venerdì storico per il Brescia Calcio. Il cda con Massimo Cellino presidente e amministratore si scioglierà: verranno ratificate le dimissioni dell’imprenditore sardo e a cascata anche quelle dei consiglieri Angelo Rampinelli Rota, Aldo Ghirardi, Luigi Micheli, Daniel Arty e Niccolò Barattieri.

Non sarà però una svolta definitiva perchè Cellino rimarrà comunque il proprietario del Brescia Calcio, starà agli amministratori Pierangelo Seri e Stefano Midolo, con la regia del Tribunale di Brescia, formare il nuovo Cda con nomine di persone che facciano al caso.

In questi giorni si fa inoltre un gran parlare di quanto accadrà in aula a fine gennaio quando verrà discusso il ricorso dei legali di Cellino contro il maxisequestro cautelativo di 59 milioni di euro ai danni dell’imprenditore sardo. Quel giorno però non ci sarà alcuna sentenza. Quella Cassazione è infatti un ricorso che tecnicamente si può fare, ma che fondamentalmente è un “nonsense” della nuova ordinanza del Tribunale del riesame che ha recepito l’annullamento della Corte di Cassazione, ma così facendo i legali di Cellino impugnano un provvedimento che ha semplicemente recepito quello che la stessa Corte di Cassazione ha deciso: non comporta nessun giudicato, dato che il giudicato cautelare del maxi sequestro c’è e rimane tale. Per ribaltare la situazione servirebbe un accoglimento, che è però praticamente impossibile perchè la stessa Corte di Cassazione dovrebbe rimangiarsi tutto quanto ha detto nella scorsa ordinanza. Per avere una sentenza servirà il processo di merito sui capi d’imputazione di Cellino e per quello i tempi saranno lunghi.

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