CELLINO, IN CAMPO I CONTI NON TORNANO: IN B A BRESCIA 1.53 PUNTI A PARTITA, UNA MEDIA CHE IN PROIEZIONE NON E’ DA PROMOZIONE

Con 58 punti a stagione (di media) è da sesto posto in cadetteria. Dati in linea con le le ultime stagioni di presidenza Corioni, calcolando anche l’anno di serie A con l’imprenditore sardo si scende a 1.37

Brescia. Massimo Cellino, con una lettera aperta, ha annunciato di aver rassegnato le proprie dimissioni (lo ricordiamo, non ancora ratificate) da presidente del Brescia Calcio. L’epopea del Lider Maximo, a meno di colpi di scena di cui non potremmo nemmeno stupirci troppo (la storia, come insegna Karl Marx, si ripete sempre due volte, prima come tragedia e poi come farsa e il precedente del Cagliari 2005/2006 che abbiamo raccontato qui su Bresciaingol.com in questo senso già c’è) è finita ed oltre alle tante considerazioni sui vari forum oscillanti tra il catastrofismo e il giubilo, in una piazza ormai totalmente incapace di un qualsivoglia equilibrio, non resta che lasciar parlare i numeri, che non raccontano tutto, ma possono aiutare a raccapezzarsi. 

Indicazioni metodologiche. Tuttavia, prima di raccontare e contestualizzare i dati, sono necessarie alcune specifiche per quanto riguarda il metodo seguito. Abbiamo preso in esame, oltre che le sei stagioni dell’era Cellino, le tre precedenti garantite da Marco Bonometti ed Ubi Banca ed infine le ultime sei annate con Gino Corioni al timone della società. Crediamo infatti che solo guardando al passato si possa comprendere il presente: una società di calcio è un organismo vitale di cui va visto tutto il percorso, per quanto possibile. 

La revolucion Celliniana. Massimo Cellino ha iniziato quest’anno la sesta stagione alla guida delle Rondinelle. I punti raccolti sono stati, fino ad ora, 20 in 13 partite, che, sommati ai 66 dell’anno scorso, ai 56 dell’annata precedente, ai 25 della disastrosa stagione in serie A, ai 67 dell’anno della promozione ed infine ai 48 della miracolosa salvezza ottenuta in quel di Ascoli targata Stefano Minelli, fanno un totale di 282 punti. Cellino chiude (forse…) dopo 205 gare alla guida delle Rondinelle: la sua media recita dunque 1.37 punti a partita. Volendo poi escludere, per carità di patria e per non sommare alle mele (gli anni di B) le pera (la serie A), i dati recitano 257 punti in 167 partite, media di 1.53 a gara. Che in proiezione, calcolando le 38 giornate del campionato cadetto, fanno 58 punti di media a stagione. Una quota che non ha mai garantito la promozione diretta, al massimo l’anno scorso il sesto posto. Quindi zona play off e con il fattore campo solo nel primo turno. Un po’ poco per chi aveva promesso di togliere il Brescia dalla mediocrità della serie B.

L’anno dei tre presidenti. La successione dell’imperatore romano Nerone, che aveva retto la vita politica dell’Impero per quattordici anni, fu talmente tumultuosa che un anno, più precisamente il sessantotto dopo Cristo è detto “l’anno dei quattro imperatori”, dato che nessuno, prima di Vespasiano, colui che trionfò nella disputa governando per dieci anni, era riuscito a prendere il potere in modo definitivo scalzando i rivali. A distanza di un paio di millenni, qualcosa di simile è successa nel 2014 dopo la fine della presidenza Corioni. Nel giro di un anno infatti divennero presidenti prima Luigi Regazzoni, in seguito (pro-tempore) Rinaldo Sagramola ed infine Alessandro Triboldi, costoro sempre garantiti da Ubi Banca e da Marco Bonometti. Le tre stagioni, calcisticamente ed economicamente parlando, non sono semplici: i punti sono infatti pochi, con Gigi Cagni a chiudere a cinquanta, Roberto Boscaglia a cinquantaquattro ed Alessandro Calori a quarantotto, escludendo la penalizzazione. Media punti di 1.2 a partita. L’entusiasmo e il grande credito concesso a Massimo Cellino in questi anni, oltre che per i suoi grandi meriti dal punto di vista imprenditoriale, dipendono anche da quanto sopra elencato. Brescia aveva ed ha ancora tanta voglia di sognare.

La fine dell’epopea Corioni. Il Brescia ha pagato un prezzo altissimo per vivere i migliori anni della sua vita. Fu vera gloria? Col senno di poi, avendo scampato il fallimento e con i conti attualmente a posto, possiamo concludere di sì. Ciò non toglie però che gli ultimi anni di presidenza Corioni siano stati comunque complicati, forse anche più di adesso: la squadra post retrocessione del 2011 fu costruita molto più al risparmio dell’attuale. Eppure si salvò. Ciò non conta ora. Restano infatti i numeri di quegli anni: 349 punti in 248 partite (59 nel 2013/2014, 62 nel 2012/2013, 57 l’anno ancora precedente, 32 in serie A, 72 con Beppe Iachini l’anno della promozione ed infine 67 nel 2008-2009), media di 1.40 a partita. Volendo scontare in egual modo all’era Cellino il disastroso anno in serie A, la media diventa di 1.51 a partita. Siamo lì. La dimensione è ancora quella. Dall’ultimo Corioni a Cellino non è cambiato poi molto.  

Con Gino Corioni i bresciani hanno visto il miglior calcio di sempre