LE NOTIZIE, I RUMORS, LA DEONTOLOGIA E LA CRISI DEL SETTORE GIOVANILE

Brescia. Non siamo abituati a commentare quanto scritto da colleghi o da altre testate giornalistiche, non è etico ed è sempre piuttosto spiacevole a prescindere, ma quando sono loro a farlo con noi siamo quantomeno obbligati a rispondere. Su un quotidiano cittadino oggi (domenica 13 novembre) viene ripresa la notizia (sì, notizia) data in esclusiva da Bresciaingol.com sulla spaccatura esistente nel settore giovanile tra Paolo Migliorati e Nereo Omero Meloni, con la decisione del presidente Massimo Cellino di retrocedere il primo nuovamente a solo responsabile dell’Accademy togliendogli il ruolo di direttore tecnico di tutto il settore giovanile. A parte il fatto che il quotidiano in questione non cita la fonte (e anche questo va contro la deontologia professionale…), ovvero Bresciaingol.com, ci preme sottolineare la differenza che c’è tra “rumors” e “notizia” dato che è stato utilizzato il primo vocabolo, e non il secondo,, per riprendere la nostra news. 

I “rumors” sono voci, indiscrezioni, a volte semplici chiacchiere da bar. Dietro a una notizia c’è un lavoro, un’indagine giornalistica, la verifica continua e ossessiva con fonti di sicura affidabilità. Per sapere che a Paolo Migliorati era stata conferita la qualifica di direttore tecnico di tutto il settore giovanile, e non solo di responsabile dell’Accademy, bastava essere alla conferenza stampa del 22 marzo quando il Brescia calcio presentò in pompa magna (“faremo come il Barcellona, tutte le giovanili giocheranno con lo stesso modulo ovvero il 4-3-1-2”, situazione che non si sta verificando dato che nemmeno la prima squadra lo usa) il nuovo progetto dopo l’improvvisa, e difficilmente capibile, estromissione di Cristian Botturi, che ora veleggia nelle zone nobili della serie C con la Pro Sesto, squadra che ha costruito da diesse con il budget più basso della categoria. Lo stesso quotidiano, che ora sminuisce la nostra notizia, riportò il cambio di ruolo, una vera e propria promozione sul campo per Paolo Migliorati.

Il Brescia calcio può sostenere quello che vuole, e ci mancherebbe, sminuendo a sua volta la portata di una sconfitta per 7-2 della Primavera biancoazzurra in casa con il Monza, ma basterebbe dare un occhio anche ai risultati delle altre squadre per verificare che il problema è più ampio e non coinvolge solo la compagine allenata da Davide Possanzini. Troppo semplicistico rifugiarsi dietro alla solita frase fatta, che nel settore giovanile non sono importanti i risultati bensì la crescita dei ragazzi. I ragazzi non crescono subendo certe batoste, un settore giovanile professionistico non può ragionare come in un oratorio. Per quanto ci riguarda continueremo a fare il nostro lavoro, basato il più possibile su notizie e non su semplici rumors. A schiena dritta. Cercando di rispettare il lavoro dei colleghi. Ma pretendendo altrettanto.  

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