IN CODA BOTTEGHIN, PER UN FILM GIA’ VISTO

Brescia raggiunto in pieno recupero dall’Ascoli: ad Ayè risponde il difensore bianconero ex Feyenoord. L’arbitro ci mette del suo, alle Rondinelle saltano i nervi: espulso Lezzerini, finisce con Bisoli portiere. Sesta partita (più la Coppa Italia alla Spezia) senza vittorie, altro finale amaro come già con il Venezia due settimane fa

Brescia. E’ uno psicodramma quello che i tifosi del Brescia devono sorbirsi al Rigamonti per la seconda volta consecutiva. Nemmeno il tempo di aver assaporato al Marassi di Genova il senso di una rivincita con il destino, che dalle parti di Mompiano tornano a volteggiare le streghe con le Rondinelle riprese in un finale di partita al cianuro. Due settimane fa con il Venezia era stato Crnigoj a farsi quasi tutto il campo senza che Viviani prima e Adorni poi riuscissero a fermarlo, stavolta è Botteghin che gela i circa 5000 presenti. Ancora una volta è Adorni che non tiene la marcatura mentre Karacic concede una punizione gratis dalla quale nasce la nuova beffa, ma stavolta ci mette del suo anche il fischietto: Gariglio inverte una punizione, solo un minuto prima del pari ascolano. Succede che Nuamah subisce fallo proprio da Botteghin, ma l’ineffabile arbitro di Pinerolo non solo nega il vantaggio alla ripartenza biancoazzurra, ma anche vede un fantomatico fallo del 16enne nativo del quartiere di Sant’Anna. Chiaro che senza quella topica, la partita sarebbe finita con una vittoria santa e benedetta del Brescia che invece allunga a sei la serie senza successi (quattro pari e due sconfitte), sette considerano anche la gara di Coppa Italia alla Spezia.

Il gol di Florian Ayè (quarto centro stagionale)

Ma è giusto così. Occorre avere però la l’onestà intellettuale necessaria per giudicare giusto, anche se amarissimo e bruciante, questo pareggio. I 12 angoli a 1 per l’Ascoli sono solo un segnale seppure già abbastanza limpido di come sia andata la partita, in particolare il secondo tempo. Il Brescia, che era passato in vantaggio a inizio ripresa con una bella torsione di testa di Ayè su cross di Ndoj, ha iniziato ad abbassarsi troppo presto. Immaginiamo che adesso i commentatori da bar o da social si scateneranno contro Clotet, ma la verità è che lo spagnolo ha approcciato il match con un aggressivo e propositivo 4-2-4, ma il controllo della gara e il possesso della prima manche sono stati sterili. Il distillato? Solo un tiro da fuori di Van de Looi e una punizione dalla lunga distanza di Ndoj, situazioni episodiche sventate da Guarna.

L’esultanza dopo il gol del momentaneo vantaggio

Nel secondo tempo Clotet si è messo 4-4-2, ha concesso campo e nel finale la Dea Eupalla si è voltata dalla parte opposta rispetto alla riva del fiume biancoazzurro. Non ci sembra però realistico attaccarsi (solo) a una pur errata interpretazione arbitrale, anche perchè dopo quella mancata punizione è passato un minuto abbondante e il gol di Botteghin è stato preso a difesa schierata. La sceneggiata di Lezzerini espulso per proteste per la mancata punizione di cui sopra (potrebbe costargli anche due turni di squalifica e poteva costare carissima alla squadra dato che gli ultimi due minuti hanno visto…. Bisoli portiere) è uno dei tanti segnali di una squadra non tranquilla, così come non appare più sereno e lucido Clotet. Ma una volta tanto bisognerebbe chiedersi il perchè, andare oltre il dito e puntare alla luna, visto che dall’alto, tanto per cambiare, non arrivano input di equilibrio e serenità. Non è edificante vedere un presidente (prontamente ripreso dalle televisioni nazionali) che ogni settimana si agita in tribuna, lancia anatemi udibili da tutti, invocando non si comprende bene quale santo. Le partite non si vincono lanciando “lacrime avvelenate” agli avversari, con i vittimismi o i silenzi stampa, ma con una programmazione, un’organizzazione e una serenità (dentro e fuori dal campo) che anche quest’anno sembrano essere merce rara.

Bisoli in versione portiere indossa la maglia di Lezzerini al rovescio
Pep Clotet

METAMORFOSI TATTICHE

Dal 1’ (4-2-4)

Lezzerini; Karacic, Adorni, Cistana, Huard; Bisoli, Van de Looi; Olzer, Bianchi, Ayè, Ndoj. 

Dall’ 11 st (4-4-2)

Lezzerini; Karacic, Adorni, Cistana, Huard; Olzer, Bisoli, Van de Looi, Ndoj; Ayè, Bianchi. 

Dal 28’ st: Mangraviti e Moreo per Cistana e Bianchi (4-4-2)

Lezzerini; Karacic, Adorni, MANGRAVITI, Huard; Olzer, Bisoli, Van de Looi, Ndoj; Ayè, MOREO. 

Dal 37’ st: Nuamah per Ayè (4-4-2)

Lezzerini; Karacic, Adorni, Mangraviti, Huard; Olzer, Bisoli, Van de Looi, Ndoj; Moreo, NUAMAH. 

Dal 42’ st Galazzi per Ndoj (4-4-2)

Lezzerini; Karacic, Adorni, Mangraviti, Huard; Olzer, Bisoli, Van de Looi, GALAZZI; Moreo, Nuamah. 

Dal 49’ st (4-4-1)

Bisoli; Karacic, Adorni, Mangraviti, Huard; Olzer, Van de Looi, Galazzi, Nuamah; Moreo.