BRESCIA, ATTENTO AL PASSATO: SABELLI E JAGIELLO SPAURACCHI DI GIORNATA

Il terzino e il fantasista sono rientrati al Genoa dopo le esperienze a luci ed ombre in biancoazzurro: sabato l’incrocio da avversario. Non ci sarà invece Marko Pajac

Brescia. Strane cose accadono sul pianeta Brescia. Colui che fino a metà novembre dell’anno scorso era il miglior crossatore d’Europa con centoventisei traversoni può diventare a fine anno, nonostante i sette assist complessivi messi a referto e i due rigori realizzati, un problema secondo gran parte dei tifosi e della critica per i suoi svarioni in fase difensiva. Chi invece è uomo chiave può all’improvviso muovere mari e monti per essere ceduto, per poi voler tornare dopo un anno ma iniziando a giocare ai suoi livelli solo al cambio dell’allenatore. Esistono infine storie più ordinarie: due prestiti e un mancato rinnovo per la terza stagione. Per fortuna, verrebbe da dire. 

Dagli altari alla polvere. Marko Pajac sabato non sarà della partita e al 99.9% nemmeno per la gara del Rigamonti recupererà. Nell’ultimo martch che il Genoa ha disputato a Terni si è infatti lesionato il legamento crociato e dunque prima di ogni discorso va un abbraccio al giocatore e un augurio di pronta ripresa. L’esterno fino a questo momento era stato uno degli “irrinunciabili” di mister Blessin, tanto che anche in Coppa Italia (competizione solitamente terra di turnover) contro la Spal aveva giocato novanta minuti. La sua presenza in campo era stata una costante simile a quella avuta a Brescia la scorsa stagione: Pippo Inzaghi infatti, pur amando il turnover, all’esterno croato a cui aveva dato piena “licenza d’uccidere” e alla sua intesa con Stefano Moreo non rinunciava mai. I numeri sopra ricordati testimoniano il grande apporto dato alla manovra e neanche il calo di condizione finale con qualche disattenzione di troppo, dovuta alle tante partite giocate, inficiano sulla sua passata stagione, che si può comunque giudicare positivamente. 

I due Sabelli. Stefano Sabelli, nel gennaio scorso, ha fatto di tutto per tornare a Brescia. Nonostante infatti la lite con il presidente Cellino, con cui non aveva trovato l’anno prima l’accordo sul rinnovo, è voluto fortemente tornare in città, nel tentativo di riprendere da dove aveva finito: dopo infatti la cessione del 2021 all’Empoli, per lui le presenze in un anno erano state molto poche, solo diciannove, di cui pochissime dal primo minuto. Tuttavia per rivedere il pendolino dell’anno della promozione e parzialmente anche in serie A (fu uno dei meno peggio di quell’annata) abbiamo dovuto attendere l’esonero di Filippo Inzaghi, con cui probabilmente non era mai scattata la proverbiale “scintilla”: dopo infatti l’arrivo di Eugenio Corini si è iniziato a rivedere il vero Sabelli, terzino duttile, veloce, a tratti anche “sanguigno” ma generoso. La sua ultima immagine in maglia Brescia resta purtroppo l’uscita in barella con una flebo al braccio, colpito duramente da Carlos Augusto in un contrasto durante la semifinale playoff dello scorso maggio. A Genoa fino ad ora le presenze sono state solamente quattro: probabile però che possano aumentare, con il suo possibile spostamento sulla sinistra al posto proprio di Pajac.

A scendere. Durante la rimonta dalla zona playout alla zona playoff durante il Clotet I, uno dei “tre tenori” del centrocampo biancazzurro insieme a Bjarnason ed Emanuele Ndoj è stato proprio Filip Jagiello. Alla fine di quella stagione le reti furono infatti sei, di cui alcune balisticamente molto belle (come ad esempio il gol del 2-0 messo a segno dalla distanza sul campo del Cosenza). Il rendimento del centrocampista polacco invece, sotto la gestione Inzaghi, è un po’ calato, complici anche gli infortuni; in generale però l’impressione era che del centrocampista centrale nel progetto dell’anno prima si fossero un po’ perse le tracce. 

Al Genoa Jagiello ha già avuto modo di tornare ad essere decisivo: una sua conclusione ha regalato i tre punti al Grifone  contro il Modena. 

condividi news

ultime news