PEP E QUEL BISOGNO DI SERENITA’

Brescia. Da qualche settimana è in atto il tiro al Clotet, dal quale francamente vorremmo smarcarci. O meglio, in questa analisi puntiamo ad entrare nel profondo dei tumulti che animano il tecnico delle rondinelle. Che fine ha fatto il calcio alla Bielsa, fondato sul recupero palla alto, l’intensità e le verticalizzazioni rapide e ficcanti che il tecnico spagnolo ha impostato nel laboratorio estivo di Ronzone? Sacrificato sull’altare delle prestazioni speculative viste nelle ultime due uscite al Rigamonti con Cittadella e Venezia. Con i granata si è puntato da subito al punticino, e il gol di Ayè per il momentaneo vantaggio non ha certo cambiato la prospettiva, anzi ha contribuito ad abbassare ancora di più il baricentro fino al più che meritato pareggio della squadra di Gorini. Con il Venezia la partenza è stata sofferta (ma di fronte c’era anche una squadra molto più forte, formato da giocatori passati da Real Madrid, Valencia, nazionale slovena, Borussia Dortmund: vedi Tcherychev, Crnigoj, Cusiance) e anche in questo caso essere passati in vantaggio non ha dato coraggio, anzi. Clotet ha man mano smontato l’attacco, ritrovandosi a un certo punto con un 4-4-1-1 nel quale Galazzi era il quarto di sinistro a centrocampo e Bertagnoli (!) il trequartista alle spalle di Moreo.

Perchè Clotet sta già pensando alla classifica dopo sole dieci giornate? Cosa sta succedendo nelle segrete stanze? La pressione fa parte del mondo del lavoro, non solo del calcio. Certo non è simpatico avere a che fare con un datore di lavoro che ti mette in discussione al primo risultato negativo. E la nostra sensazione è che già dopo il 3-0 di Frosinone siano arrivati frecce al curaro verso il buon Pep, che è andato a Como a vincere, ma dopo aver impostato una gara più sull’avversario (che aveva detto di guardare solo per il 10% nella fase di preparazione di un match) per altro ottimamente bloccato sugli esterni, che sulla propria squadra. Le premesse estive erano diverse. Siccome riconosciamo all’ex tecnico della Spal una buona dose di onestà intellettuale, ci preme richiamare un po’ di serenità attorno a un pianista sul quale non è giusto sparare dall’alto di una posizione di classifica ben al di sopra delle aspettative. Per far sì che possa tornare a giocare il calcio che predilige. Senza interferenze. 

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