BRESCIA-VENEZIA E’ LA SFIDA DEGLI EX

La partita di questo sabato pomeriggio vivrà anche di tante “storie nella storia”: il ritorno di Joronen al Rigamonti, i rimpianti dei lagunari per Galazzi, il rilancio di Lezzerini, un diesse prezioso come Perinetti, un amore tra San Zeno e gli USA per dare vita a Busio e un allenatore come Javorcic bruciato forse troppo presto in biancoazzurro dove iniziò giovanissimo da calciatore

Brescia. La storia non dice tutto. Tuttavia, come insegnano le difficoltà recenti contro il Cittadella giustificate da “una partita storicamente complicata”, può aiutare a capire qualcosa. Poniamo ad esempio le ultime sfide contro “gli ex”: sconfitta a Frosinone contro la squadra di Fabio Grosso e doppio confronto dell’anno scorso contro il Monza di Giovanni Stroppa e dei vari Colpani, Mazzitelli, Machin e Caldirola concluso con due sconfitte e tante recriminazioni per gli uomini di Eugenio Corini. Probabilmente è solo un caso. Anzi, sicuramente. Tuttavia le motivazioni agli ex Brescia sembrano non mancare mai. 

Nicholas Galazzi, centrocampista-attaccante del Brescia ex Venezia

Estate bollente. Sulla rotta tra Brescia e Venezia, quest’estate, c’è stato traffico. Non solo come sempre di turisti e gitanti, ma anche di calciatori. “Deus ex machina” di tutto ciò è stato Giorgio Perinetti: l’esperto direttore sportivo biancoblu ha infatti lavorato per due stagioni in Laguna, mantenendo buoni rapporti con la proprietà dei veneti anche a distanza di anni. Anche grazie a quest’ultimi la principale operazione del mercato estivo 2022 del Brescia è potuta infatti andare in porto: Jesse Joronen (foto in evidenza) a Venezia e Luca Lezzerini, accompagnato da Nicolas Galazzi ed un milione (abbondante) di euro, per il Brescia. Ad oggi la bilancia dell’affare pende decisamente dalla parte delle Rondinelle: Nicolas Galazzi, a parte la brutta prova di Cagliari, è stato grande protagonista dell’inizio di stagione del Brescia (soprattutto a Como e in casa contro il Perugia) e per mister Clotet è il perno del gioco offensivo; Lezzerini invece, a parte qualche recente incertezza, si è dimostrato un portiere affidabile capace di picchi di rendimento, come il miracolo sul tiro a botta sicura di Deiola che avrebbe potuto portare il Cagliari sul 3-0. 

Luca Lezzerini è arrivato dal Venezia a rinforzare la porta del Brescia

“Portiere che non esce”. La sentenza era arrivata, inappellabile ed ingiusta, da parte del solito tribunale social specializzato in pubblica gogna: Joronen “non esce”, “ha dei limiti”, “aveva finito l’anno scorso la sua esperienza al Brescia”, “non aveva più motivazioni”. Per un gioco strano della memoria si tendono poi a ricordare più gli errori che i miracoli (vedi la mancata uscita sul gol di Latte Lath in Brescia Spal dell’anno scorso); capita anche questo, per il ruolo più ingrato che il gioco del calcio abbia mai partorito. Ora per Jesse ci sarà il ritorno in quella che è stata la sua porta per tre stagioni, con centocinquantatre gol subiti in centonove presenze (dato chiaramente “drogato” dalla disastrosa stagione in serie A di tutta la squadra, con trenta presenze e sessantuno gol incassati). Per restituire un po’ di giustizia al terzo acquisto più costoso di tutta la storia del Brescia (arrivato per 5 milioni dal Copenaghen, dopo aver contribuito ad eliminare l’Atalanta nei playoff di Europa League) è dunque doveroso menzionare altri numeri: sei rigori parati, 468’ minuti di imbattibilità esterna, (iniziata all’ottantaquattresimo di Vicenza Brescia 2-3 il 20 novembre dell’anno scorso e conclusa al dodicesimo di Como Brescia 1-1 del febbraio scorso con il gol di Cerri), 390’ minuti consecutivi senza subire gol sotto il Clotet I. Non male per un portiere ed una retroguardia da molti anni non propriamente solida, soprattutto in assenza di Andrea Cistana. 

Giorgio Perinetti è stato direttore sportivo del Venezia prima di approdare al Brescia

Amore senza confini. Cosa unisce il comune di San Zeno e uno dei tanti stati degli USA, più precisamente il North Carolina? Presto detto. Su quella direttrice è infatti nata la passione per il soccer che ha contagiato Gianluca Busio, centrocampista americano del Venezia, nato da padre brescianissimo (e tifoso dell’Inter) e madre statunitense: nel vedere le partite con papà Gianluca si è poi appassionato al pallone, volendo imitare le gesta di coloro che vedeva in TV. Il trasferimento in Italia è dell’anno scorso (superando la concorrenza del Sassuolo) ed è condito da trentuno presenze ed un gol, realizzato contro il Cagliari. 

Gianluca Busio: il centrocampista del Venezia ha origini bresciane

Troppo presto. Talvolta, quando la situazione di classifica è difficile, si punta sull’azzardo, che una volta su cinque può anche pagare, ma nelle altre occasioni si rivela un fallimento. Questo è il caso di Ivan Javorcic, che da allenatore della Primavera (ed ex calciatore, avendo vestito la maglia biancoblu in quarantanove occasioni tra il 1996 e il 2000), reduce da tutta la trafila nelle giovanili, viene catapultato in prima squadra a sostituire Ivo Iaconi, nel tentativo di raddrizzare una stagione ormai compromessa. Il Brescia da lui guidato insieme a Salvatore Giunta (Javorcic infatti in quel momento non aveva il patentino) manifesta qualche timido segnale di ripresa, con tre vittorie, un pareggio e quattro sconfitte: ma dopo due rovesci consecutivi, contro Ternana e Lanciano, la nuova proprietà decide di puntare su Alessandro Calori, che tuttavia non riesce a fine anno ad evitare la dolorosa retrocessione sul campo. L’attuale allenatore del Venezia è poi riuscito a fare la necessaria gavetta con calma, guadagnandosi infine l’anno scorso una storica promozione in serie B con il Sudtirol, subendo, lungo tutto il campionato, solamente nove gol. Per lui tornare a Brescia sarà solamente una soddisfazione.

L’allenatore del Venezia Ivan Javorcic è un ex rondinella

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