EGIDIO SALVI: “BRESCIA, ATTEGGIAMENTO SBAGLIATO. BENALI, VIVIANI E BISOLI PRENDANO IN MANO LA SQUADRA. DIMITRI PUO’ BATTERE IL MIO RECORD”

L’ex rondinella, secondo giocatore con più presenze nella storia biancoazzurra: “La gara di Coppa Italia con lo Spezia non arriva nel periodo migliore, ma bisogna fare il possibile per giocare il derby con l’Atalanta”

Brescia. In un calcio contaminato dal re denaro e nel quale non esistono più le bandiere, è sempre rigenerante confrontarsi con chi ha fatto la storia del Brescia Calcio. È questo il caso di Egidio Salvi, giocatore che ha vestito la maglia delle rondinelle in ben 401 occasioni (secondo solo a Stefano Bonometti a quota 422) e che ha realizzato per la leonessa 32 reti tra il 1963 ed il 1980. Esclusa la parentesi di un anno a Napoli (stagione 1968-69) e la chiusura di carriera alla Romanese, Salvi ha passato l’intera vita calcistica in biancoazzurro, restando in società anche dopo il ritiro con il ruolo di allenatore delle giovanili. 

Oggi l’ex bandiera bresciana è un tifoso ed opinionista del Brescia, speranzoso che la squadra possa tornare a volare in alto.

Come ha visto la squadra a Cagliari sabato pomeriggio?

“Il Brescia si è trovato ad affrontare un Cagliari che doveva vincere a tutti i costi, sia per la classifica che per riappacificarsi con i propri tifosi. La squadra però ha avuto ancora una volta un atteggiamento sbagliato, soprattutto nel primo tempo, chiuso senza neppure un tiro in porta. Nei secondi 45 minuti il Brescia ha giocato un po’ meglio, senza però costruire grandi occasioni. Anche dopo il gol di Olzer non si è riusciti a creare episodi che potessero portare al pareggio. Mi auguro che Clotet possa trovare presto la quadra giusta, perché sta continuando ad alternare tanti giocatori e questo non credo sia ideale. Preferirei 4/5 partite con la stessa formazione iniziale cosicché i giocatori possano trovarsi a memoria. Mi preoccupa anche la condizione fisica e la mancanza di personalità. Ad inizio stagione il Brescia andava ai duemila all’ora, mentre adesso sembra sulle gambe e non ha la cattiveria sportiva necessaria per queste partite. Il campionato è ancora lunghissimo e c’è tempo per recuperare, ma se non si scende in campo con occhi della tigre diventa tutto più difficile”.

Secondo lei chi può prendere in mano le redini della squadra?

“A centrocampo il Brescia ha tanti giocatori di personalità e di esperienza come Benali, Viviani e Bisoli, che è anche il capitano. Lo stesso Bertagnoli è un giocatore di personalità e molto grintoso, ma in queste ultime settimane sembrano tutti impauriti. Purtroppo manca Ndoj che a Cagliari non è stato convocato per scelta tecnica. Lui è un giocatore molto talentuoso, tecnico e che può decidere le partite, ma non si capisce cosa sia successo da quando ha recuperato dall’infortunio. Con i rientri di Cistana e Huard mi auguro che la difesa possa trovare la stabilità necessaria per affrontare un campionato di Serie B, perché anche se il presidente Cellino ha dichiarato di voler puntare alla salvezza, questa squadra ha le qualità per ottenere un risultato migliore”.

Ora arriva la partita di Coppa Italia contro lo Spezia. Un match del genere è di disturbo per il campionato o la prospettiva del derby con l’Atalanta può dare motivazioni alla squadra?

“La rosa non è particolarmente profonda e la scelta di convocare solo un limitato numero di giocatori non aiuta, quindi questa partita non arriva nel periodo migliore. Mi aspetto che venga dato spazio a qualche ragazzo che gioca meno, anche se preferirei vedere la stessa formazione di sabato per dare continuità. La prospettiva di un derby con l’Atalanta deve essere uno stimolo ulteriore a tirare fuori l’orgoglio, anche perché la società ci tiene ad andare avanti in Coppa Italia. Inoltre i derby sono partite speciali, molto accesi, che vanno giocati coi coltelli fra i denti, sempre restando nei limiti della sportività, anche fra i tifosi. Ricordo che ai miei tempi nell’Atalanta giocava Cabrini e in campo c’era tanto agonismo. Il tutto però finiva lì, invece nel calcio di oggi c’è sempre un clima molto pesante”.

A proposito di calcio moderno. Esistono ancora le bandiere come lo è stato leii vari Maldini, Totti, Del Piero che giocano 400 partite con la stessa maglia? A Brescia un giocatore come Bisoli può avvicinarsi al record di presenze suo e di Bonometti?

“Oggi purtroppo le bandiere sono completamente ammainate. Il calcio è nelle mani dei procuratori che dopo aver firmato contratti con le società spingono i propri assistiti a cambiare maglia. A Brescia Bisoli sta facendo qualcosa di speciale. Nel corso della sua carriera ha rifiutato proposte di altre squadre perché voleva restare in biancoazzurro e diventare una bandiera di questa società, quindi spero che possa avvicinarsi al mio numero di presenze con questa maglia”.

(Foto: frame Brescia Calcio)

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