PENSIERI E PAROLE IN LIBERTA’: I GIOVANI, GLI ARBITRI, IL CAGLIARI

Brescia. Dopo le partite di Bari e, in casa col Cittadella, sembra che sia cambiato qualcosa, nel modo di giocare del Brescia, ma è difficile capire cosa: fortuna, episodi avversi, formazione sbagliata, stato di forma? Dobbiamo fare un passo indietro, e tornare al mercato estivo, dove sono arrivati alcuni giovani, almeno a me, sconosciuti, dei cavalli di ritorno di esperienza, altri ancora per completare la rosa, oltre a Viviani, che è un regista esperto, bravo sui calci piazzati, ma che sembra un po’ a corto di fiato.

Sono stato uno dei pochi, credo, ad essere contento dell’arrivo di giovani tutti da scoprire, gente che deve ancora dimostrare di potersela giocare nei campionati più prestigiosi, mentre, prendendo giocatori sulla trentina di categoria, che mai o poco hanno calcato campi della massima serie, sappiamo dove possiamo arrivare: al solito campionato di “vorrei e non posso”, perché i campioni formati costano e non fanno certo la fila per venire a Brescia, parliamoci chiaro, ed è soltanto con la benzina verde dei giovani di qualità, e ne abbiamo alcuni, che possiamo giocarcela ad un buon livello, valorizzando anche dei capitali da spendere in futuro. Ma i giocatori esperti? Nell’ottica delle 5 sostituzioni, sono più utili per gestire la partita, quando metti gente come Benali, che sa nascondere palla e far muovere i compagni secondo logica, devi avere messo la partita già in discesa, con i vari Galazzi, Olzer, Bianchi e anche Garofalo, se serve, perché sono quelli che hanno la fame che serve e tutto da dimostrare, che sono meno bravi a gestire le energie, ma le spendono senza risparmiarsi. In quest’ottica Clotet, sembra avere cambiato registro già a Bari, pensando a gestire il mix vecchi – giovani alzando l’età media, di fatto tenendo un centrocampo tecnico ma più statico, che marca gli avversari come una squadra “femmina”, rinunciando ad imporre gioco, in nome del primo non perdere. E’ chiaro che, per i giovani, non è facile giocare nei campi infuocati con tanti spettatori che incitano gli altri, oppure sfondare contro squadre chiuse a riccio e che perdono tempo in maniera sistematica, ma è così che ti fai le ossa: se arrivi ad essere il titolare a 27 anni, che carriera ti resta? I casi di Torricelli alla Juve  e del Mitico Villa a Bologna sono rari, elementi ignorati dal grande calcio per misteri di procuratori e direttori sportivi: bisogna capire che sono i giovani ad essere la forza trainante della squadra, con i vecchi a dare equilibrio, solo così si creano i mix vincenti.

Altro capitolo sono gli arbitri: quello col Cittadella è stato davvero scarso, fischiando male, usando i cartellini solo dopo il primo tempo, oltre a permettere di perdere due minuti ogni punizione, tra comizi coi calciatori e distanze da far rispettare.

Ultima cosa, è il numero dei giocatori in distinta, a detta del mister per creare più concorrenza ma che, di fatto, riducono le possibilità di intervenire a gara in corso ( possibilmente prima della metà del secondo tempo!). Cosa sono stati presi a fare i vari Niemeijer e Pace, se nemmeno vanno in panchina? Una volta rientrati Cistana e Karacic ne finiranno altri due in purgatorio, a quale pro?

Adesso ci aspettano a Cagliari, squadra che fatica a decollare: cerchiamo di andarci senza pensare al blasone: pochi calcoli e tanta corsa, tanto non siamo capaci, a giocare col braccino corto per portare a casa il punticino…

Ezio Frigerio

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