ALESSANDRO MARTINELLI: “IL 6-0 DI CAGLIARI FA ANCORA MALE. SABATO SI SFIDANO DUE SICURE PROTAGONISTE DEL CAMPIONATO. MI RIVEDO IN BISOLI”

L’ex centrocampista del Brescia ricorda la batosta del 2016 in Sardegna e va sull’attualità: “Vincere in trasferta è la chiave per fare il salto di qualità necessario per salire in A. Giocatori come Dimitri sono fondamentali per raggiungere obiettivi importanti”

Mendrisio. Alessandro Martinelli riflette per Bresciaingol.com sul momento di Cagliari e Brescia che si sfideranno sabato pomeriggio, con un occhio rivolto anche al penultimo precedente, terminato 6-0 per i sardi, e più in generale all’annata con Roberto Boscaglia allenatore in cui lui ha vestito la maglia biancazzurra. 

Innanzitutto come stai? Abbiamo visto che hai ripreso a giocare dopo che eri stato fermato per problemi al cuore…

«Io sto bene, grazie. Riesco a vivere la mia vita quotidiana tranquillamente, per fortuna. Ho anche ripreso a giocare nella squadra del mio paese (Il Castello calcio, ndr), ma diciamo che con il calcio professionistico tutto ciò non c’entra nulla». 

Sabato si sfideranno Cagliari e Brescia. Che partita ti aspetti?

«Si affronteranno due squadre davvero forti, due sicure protagoniste del campionato cadetto di quest’anno. Sarà una partita da seguire». 

L’ultimo precedente in serie B terminò, nella primavera del 2016, 6-0 per il Cagliari. Tu quel giorno rimanesti in panchina per tutti i novanta minuti. Che ricordo hai di quella sfida?

«Un ricordo davvero brutto. È stata una brutta parentesi di quel campionato, e mi dispiace ancora per i tifosi quel giorno presenti allo stadio e in generale per tutta la tifoseria bresciana. Quel 6-0 fa ancora male». 

Come mai secondo te quel Brescia, a parte alcuni grandi exploit (come la vittoria a Bari per 1-2) fuori casa faticava così tanto?

«Non lo so come mai. Quell’anno è stata una cosa che ci chiedevano tutti, credo faccia parte di un processo di crescita normale per una squadra. Se infatti incominci a vincere in trasferta, sei pronto a fare il salto di qualità». 

Vedi qualche somiglianza tra il tuo Brescia e quello attuale?

«Non troppe. Questo Brescia ha giocatori con molta più esperienza in serie B». 

Ti rivedi in qualche giocatore di questa squadra?

«Nello spirito mi rivedo in Bisoli. È con giocatori come lui che si riescono a raggiungere obiettivi importanti». 

Ultima domanda su un ambiente che conosci bene come Palermo (proprio lì fu fermato due anni fa per problemi al cuore) e un allenatore che qui a Brescia è ancora molto apprezzato come Eugenio Corini e che anche tu hai avuto (nella stagione 2018-19, quella della promozione in serie A). Cosa sta succedendo, secondo te? Quali sono le cause di un momento così negativo?

«Non stanno certamente vivendo il miglior momento. Tuttavia hanno cambiato tanto, quindi credo che con il lavoro pian piano cambieranno le cose e, conoscendo Corini, sono convinto starà insistendo molto su questo concetto». 

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