LABOJKO: “ORA GIOCO COME… VOGLIO. DOPO IL KO DI FROSINONE, CLOTET CI HA CAMBIATO LA MENTALITA’ ”

Il centrocampista polacco, protagonista di un ottimo inizio di stagione: “Cipro mi ha reso un giocatore più consapevole. Momento sereno dentro e fuori dal campo, tra un mese nascerà anche mia figlia. Ho il contratto in scadenza, ma penso troveremo una soluzione per farmi rimanere” 

Torbole Casaglia. Conferenza stampa infrasettimanale quest’oggi per il Brescia. A parlare è stato Jakub Labojko, che ha rivelato le chiavi del suo ottimo inizio di stagione: la fiducia di Clotet e la figlia in arrivo. 

Che momento è per te? È una rivincita dopo un’estate vissuta nell’incertezza?

«Sì, questa è la mia terza stagione a Brescia. Da mister Clotet ho ricevuto tanta fiducia, qui gioco come voglio, spero di poterlo fare allo stesso modo fino a fine stagione. Il campionato è comunque lungo, poi vedremo per il mio contratto (scade a giugno, ndr) come andrà tra il mio procuratore e la società. Penso troveremo una soluzione che mi permetterà di rimanere qua a Brescia, ma decideranno loro. Io sono contento qua, ho voglia di rimanere». 

Cosa intendi con “gioco come voglio”? Ti riferisci alla continuità di rendimento in campo o al tuo ruolo?

«Penso tutte e due, sia perché gioco con continuità sia per il mio ruolo davanti ai difensori. Questa è la mia posizione naturale, prima ho giocato anche da mezz’ala, ma non era il mio ruolo. Comunque sia sono a disposizione del mister, ovunque metto il 100% per aiutare la squadra a vincere». 

Come è stata la tua esperienza a Cipro? Con che consapevolezze nuove sei tornato?

«La scorsa stagione è stata molto dura, perché dopo il ritiro estivo mi si è girata due volte la caviglia, poi sono tornato e mi son rotto il piede, stando tre mesi fuori. All’inizio a Cipro è andata bene, poi non ho più giocato tanto perché hanno cambiato il mister, ma alla fine abbiamo concluso secondi, qualificandoci per l’Europa League. C’erano giocatori forti, l’esperienza mi ha forgiato il carattere. Sono tornato qua più motivato, tra un mesetto nascerà anche mia figlia, la mia famiglia diventerà più grande. Non sono più da solo, quest’anno è importantissimo per me, voglio fare qualcosa in più grazie al mister che crede molto in me». 

La tua serenità sul campo è quindi legata anche alla serenità fuori?

«Io vivo a Brescia, qua in Italia io e mia moglie viviamo bene. Spero sarà lo stesso anche per mia figlia. Questa stagione per la nostra squadra è importante, perché noi giovani per crescere dobbiamo dare tanto. Il nostro modo di giocare mi sembra ottimo, ma non voglio rivelare il nostro obiettivo: concentriamoci solo sulla prossima gara». 

Come state vivendo la vostra ottima partenza in campionato? Ci faresti un mini bilancio?

«Sei partite non sono tante, ne mancano trentadue. Siamo ovviamente contenti di aver fatto quindici punti, le partite non sono state facili. La svolta c’è stata a Frosinone: da lì in poi abbiamo cambiato la nostra mentalità, imponendoci di reagire per non ripetere una prestazione simile. Dopo la seconda giornata il mister ha cambiato qualcosa nella nostra mentalità, ora lavoreremo duro durante la sosta». 

Come è il centrocampo del Brescia?

«Penso che a centrocampo abbiamo tanti giocatori di qualità, ma anche altri di esperienza ed alcuni giovani. Il mister è bravo ogni volta a trovare la soluzione migliore e questo vale anche per me. Ci sono comunque anche gli avversari, ogni tanto qualcosa cambiamo anche per loro. A centrocampo abbiamo tanta qualità, ma possiamo anche correre come leoni». 

Dopo queste sei partite vi sentite di poter ambire a qualcosa in più della salvezza?

«Ci sentiamo più forti, ma siamo all’inizio, quindi non posso dire niente di più. Ora affronteremo tante gare dure, contro squadre forti; sarà difficile, tutti vogliono raggiungere la promozione, per ora il nostro obiettivo resta la salvezza». 

C’è un feeling particolare tra te e Clotet?

«Sì, il mister arriva dall’Inghilterra e mi ha detto che ama allenare giocatori dalla Polonia, perché hanno un buon carattere. Dall’inizio abbiamo trovato un grande feeling e sono contento che mi abbia dato la possibilità di giocare». 

La chiave di questo inizio è stata la mentalità?

«Per il mister è molto importante la mentalità: ogni tanto in allenamento facciamo amichevoli undici contro dieci, e a volte quella in dieci vince. Questo sarà importante per il prosieguo del campionato. Ci crediamo sempre alla vittoria, come contro il Benevento».

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