RE FLAVIO

Un gol di Bianchi al 92’ consente al Brescia di battere anche il Benevento: la quarta vittoria consecutiva porta le rondinelle da sole in testa alla classifica almeno per qualche ora. Cellino: ”Godiamoci questo momento di positività, ne abbiamo tutti bisogno”

Brescia. Il Brescia continua a vivere sull’albero della cuccagna. Per risolvere l’enigma Benevento ci vuole ancora lui, il Signor Wolf della fiction pulp del campionato di serie B: si chiama Flavio Bianchi e risolve problemi. Al 92esimo di un episodio della lunga serie dove le rondinelle avevano fatto tanto, ma non ancora abbastanza, per vincere la quarta partita consecutiva, l’Altafini giovane, il sesto uomo del basket, colui che parte dalla panchina e risulta più decisivo di un titolare, piazza una sassata a fil di palo che fa sobbalzare gli oltre 7000 del Rigamonti e regala alla truppa biancoazzurra il primato in solitaria almeno per una notte: +3 sulla Reggina, +5 sul Cagliari, + 6 su Frosinone e Bari, + 7 sul Genoa, + 8 sul Benevento (e tale rimarrà). 

A fine gara i giocatori del Brescia festeggiano sotto la Curva Nord

Esame da grande superato. Dopo Sud Tirol, Como, Perugia e Modena anche la prima avversaria con velleità d’alta classifica deve inchinarsi a Sua Maestà La Sorpresa. E’ il Brescia già quasi a metà dell’obiettivo stagionale (leggasi salvezza) la squadra che tenta la prima, mini fuga. E’ la contrada nonna della cadetteria, chè una volta ogni tanto tutte quelle insopportabili partecipazioni vorranno pur dire qualcosa… 

Parte lasciando il pallino agli avversari, ma per non più di un quarto d’ora. Subisce qualche tiro da fuori, si mangia due gol, si vede negare un rigore sesquipedale, rientra in campo affamato come un lupo nel deserto, continua a spingere, cambia e ricambia modulo (dal 4-3-1-2 all’ormai più congeniale 4-3-3) e alla fine si prende tutto il bottino, questo Brescia che – come detta Cellino in un sms a notte ormai iniziata – è il gingillo più bello perchè inaspettato e che fa dire: “Godiamoci un momento di positività, ne abbiamo bisogno un po’ tutti”. Ora è tempo di sosta. Era dal 2 luglio che l’uomo venuto dalla Catalunya e i suoi monelli terribili faticavano per rendere speciale una notte di fine estate che mette la prolunga a un sogno che non sappiamo quanto sia reale, duraturo, possibile, ma che è sicuramente meritato. 

L’irrefrenabile gioia di Bianchi e del popolo biancoazzurro
Una conclusione di Benali
Mangraviti, sempre più autorevole nel ruolo di terzino sinistro

LE METAMORFOSI TATTICHE 

Dal 1’ (4-3-1-2)

Lezzerini; Karacic, Papetti, Adorni, Mangraviti; Bertagnoli, Labojko, Bisoli; Benali; Ayè, Moreo. 

Dal 15’ st (4-3-3) Ndoi e Galazzi per Bisoli e Benali 

Lezzerini; Karacic, Papetti, Adorni, Mangraviti; Bertagnoli, Labojko, NDOJ;  Moreo, Ayè, GALAZZI

Dal 27’ st (4-3-3) Bianchi per Moreo

Lezzerini; Karacic, Papetti, Adorni, Mangraviti; Bertagnoli, Labojko, Ndoj; BIANCHI, Ayè, Galazzi

Dal 41’ st (4-3-3) Niemeijer per Ayè

Lezzerini; Karacic, Papetti, Adorni, Mangraviti; Bertagnoli, Labojko, Ndoj;  NIEMEIJER, Bianchi, Galazzi.  

(Nella foto in evidenza, Paleari inutilmente proteso in tuffo sul siluro di Bianchi che non entra nell’immagine)

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