CLOTET: “VITTORIA DA CUORE APERTO, MA GUAI A CHI TOGLIE I PIEDI DA TERRA”

L’allenatore del Brescia tra soddisfazione e consapevolezza che il campionato è solo agli albori: “Non possiamo cambiare i discorsi fatti con serietà all’inizio, il nostro obiettivo è far crescere i giovani”

Brescia. Arriva in sala stampa con il viso finalmente disteso, ma ad essere contratti sono i muscoli delle sue gambe. Si trascina la destra, Pep Clotet.

Mister, hai corso anche tu in panchina, ti sei stirato?

“Non so se sono stirato, ma è sicuramente una contrattura molto forte e mi fa male. E’ successo sul contropiede di Galazzi, quando lo stavo accompagnando e non è riuscito a segnare. Avrò un problema al flessore… Abbiamo vissuto una sera speciale, con uno stadio bellissimo, c’è stata comunione tra tifoseria e squadra, un’atmosfera bellissima che ci ha dato la spinta necessaria per andare a prenderci questa vittoria. Ringrazio i tifosi, tutti. E’ stata una partita molto bella. Il Benevento è una squadra di esperienza e qualità che sa che in B può avere l’occasione giusta per sfruttare l’errore avversario, la nostra invece è una squadra che vuole mettere in difficoltà l’avversario per essere verticale e dominante. Oggi siamo riusciti a farlo per più tempo di altre volte, abbiamo fatto un calcio da cuore aperto”.  

Negli ultimi anni in B la salvezza è stata a quota 36, vuol dire che il Brescia è già quasi a metà dell’opera?

“In Championship ho sempre dovuto salvarmi con 51… (ci sono però 24 squadre e non 22, ndr). L’importante è la mentalità, abbiamo un gruppo giovane, rimaniamo con piedi a terra e pensiamo alla prossima partita. Se non sarà così, non sarà servito a nulla quanto fatto finora. Mai pensare che il calcio sia facile”. 

La panchina corta si dimostra una scelta vincente. E’ un segnale per il calcio, dato che oggi hai fatto anche solo 4 cambi anzichè 5?

“Faccio così perchè è in allenamento che bisogna cominciare a guadagnarsi il posto. Il Covid ha cambiato il calcio, allungato le panchine e… accorciato il campo. Se uno sa che in panchina possono andare fino a 15 giocatori, è difficile avere sempre la testa giusta e qualcuno rischia di non andare al massimo durante la settimana”. 

Moreo voleva restare in campo?

“Pensava che lo stessi cambiando per la botta presa e mi diceva che stava bene, ma io l’ho cambiato per avere più energia e freschezza”. 

Il rigore non dato su Benali che idea le ha lasciato?

“Se l’arbitro non fischia io non ci penso più. Mi hanno detto che era rigore. Così come settimana scorsa a Modena. Il Var comunque è giusto che ci sia, protegge il calcio. Lavora su quattro protocolli, può dire all’arbitro che c’è un contatto, ma non può capire se il contatto è forte o minimo. Quello deve giudicarlo solo l’arbitro. E comunque è giusto che si comincino a non dare più i rigorini”. 

Cellino davvero si accontenta solo della salvezza? Di cosa parlate in settimana?

“Sono venuto qui per dargli una mano. Siamo stati chiari all’inizio: dobbiamo far crescere i giovani, che è un rischio enorme in serie B. Ma è un discorso che con serietà non si può e non si deve cambiare. Non si può decidere il percorso di una corsa e poi cambiarlo all’improvviso. Siamo in sintonia totale”.

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