MOREO: “MI SENTO AL CENTRO DEL PROGETTO, CELLINO HA FATTO UN GRANDE SACRIFICIO A TENERMI, VOGLIO BATTERE IL RECORD DI GOL DELL’ANNO SCORSO”

Premiato (da Caracciolo) con la “Rondinella d’oro”, l’attaccante delle rondinelle si racconta: “Fin da giovane mi paragonano all’Airone, ma mi mancano i gol che ha fatto lui. Faccio volentieri qualche corsa all’indietro, anche se quando un attaccante sta un po’ senza segnare rischia di cadere in brutte cose”

Brescia. Stefano Moreo ha ricevuto questa sera il premio “Rondinella d’oro, istituito dall’associazione “Giorgio Zanolli Editore”, che dalla stagione 1980-81 premia il miglior calciatore dell’anno per quanto concerne il Brescia Calcio. Nell’albo d’oro l’uomo partita della gara di sabato scorso contro il Modena succede ad Andrea Caracciolo, vincitore dell’ultima edizione, e ad altri prestigiosi attaccanti che han fatto la storia del club, come Davide Possanzini, Roberto Baggio, Tullio Gritti, Alessandro Altobelli e Titti Ascagni. 

Il “passaggio di consegne” tra i due attaccanti è stato sottolineato dal neo presidente del Lumezzane (premiato per la promozione ottenuta la stagione scorsa), che ha voluto evidenziare il grande lavoro che Moreo sta facendo al servizio della squadra. 

Moreo e Caracciolo, quasi un passaggio di consegne
Presente e passato del Brescia

Durante la serata ha ricevuto il premio di “Rondinella d’oro ad honorem” anche Egidio Salvi, celebrato per gli oltre cinquant’anni trascorsi a servizio del Brescia calcio. 

Prima di ritirare il premio c’è stato spazio per alcune domande al centravanti, che ha voluto pubblicamente ringraziare la società per aver rifiutato l’offerta del Pisa. 

Che effetto fa ricevere questo premio, dopo solo un anno al Brescia?

«È una grande soddisfazione, perché è un premio molto prestigioso qui in città. Ho visto che l’hanno vinto tanti campioni in passato, vincerlo dopo solo un anno è gratificante». 

Sei un po’ l’uomo del momento in casa Brescia. Quali sono i tuoi obiettivi personali e di squadra per questa stagione?

«Sicuramente cercare di migliorare quanto fatto l’anno scorso, poi come sempre cercare di dare di più per la squadra, come ho fatto l’anno scorso e come sto facendo quest’anno. Il mister apprezza ciò che faccio e mi da la possibilità di farlo». 

Quanto ti mancava il gol?

«Se uno non fa gol rischia di cadere in cose brutte, quindi meglio averlo ritrovato subito, e soprattutto che sia stato un gol buono per la vittoria». 

Come ti trovi in questo ruolo? Speri di tornare in una posizione più centrale?

«Credo sia un ruolo in cui mi trovo bene, perché non nasco prima punta e ho girato un po’ tutti i ruoli, quindi mi so adattare. Sono però comunque un attaccante, quindi quando la palla arriva in zona offensiva cerco di stare vicino alla porta. Poi per come sono fatto, se c’è qualche corsa da fare all’indietro la faccio volentieri». 

Qualche settimana la società ha rifiutato un’offerta di quasi tre milioni per te. Immagino che sia stata una grande soddisfazione…

«Assolutamente. Il presidente e la società hanno dimostrato che credono molto in me, perché rifiutare un’offerta così dopo la vicenda che ha colpito il nostro presidente è stata sicuramente una grande cosa. Sono molto contento che tutto il Brescia Calcio creda in me e sono felicissimo di essere rimasto». 

Ti sei posto qualche obiettivo numerico come gol? Magari migliorando la cifra dell’anno scorso…

«No, i numeri non li guardo mai. Voglio chiaramente migliorare il numero di gol fatti l’anno scorso, ma anche fare il meglio per la squadra e per gli obiettivi stagionali». 

Come hai vissuto i giorni in cui si pensava potessi partire? C’è stata qualche distrazione?

«No, assolutamente nessuna distrazione. Sapevano tutti dell’offerta, il mio agente ha fatto il suo dovere, la società mi ha dimostrato che ero al centro del progetto e sono contento di come sia andata. Ero serenissimo, anche a Como ho dato tutto per questa maglia come ho sempre fatto, senza pensieri negativi». 

A stare in alto in classifica vi è venuta un po’ di acquolina?

«È chiaro che quando guardi una classifica così è bello stare davanti a tutti, però siamo ancora all’inizio e ci sono ancora tantissime partite. È forse il campionato più difficile degli ultimi anni, non bisogna mai abbassare la guardia e bisogna sempre cercare di migliorare per affrontare al meglio le partite». 

Che tipo di gara vi aspettate contro il Benevento?

«Sicuramente una sfida difficilissima, loro hanno perso settimana scorsa in casa, quindi vorranno venire al Rigamonti per metterci in difficoltà. Noi faremo la nostra partita, cercando di andare a prenderli alti, poi si vedrà». 

La mentalità di Clotet è un po’ il bello di questa squadra: non rinunciare mai ad attaccare…

«Il mister ci ha trasmesso questo, il suo modo di giocare è fare un calcio offensivo. Poi è chiaro che qualcosa rischi dietro, ma quello non è un problema, perché abbiamo una difesa che sta lavorando molto bene». 

Quali sono i giocatori a cui ti ispiri?

«Quando facevo il trequartista o l’ala, era arrivato al Milan Kakà e il mio idolo era lui. Poi sono cresciuto, ho iniziato a vedere diversi attaccanti ed ora non ne ho uno preciso. Cerco di migliorarmi guardando tutti». 

Il tuo gol a Modena ha ricordato un altro stacco di testa vincente sullo stesso campo, ovvero quello di Andrea Caracciolo. C’è un legame con lui?

«Questo paragone me l’han fatto spesso, sin da quando ho iniziato a giocare in serie B. Mi hanno sempre accostato a lui, forse per l’altezza o per il modo di saltare di testa, fa piacere. Vorrei anche qualche suo gol in più (ride, ndr)». 

Moreo con il premio
Folta platea alla “Rondinella d’oro”

condividi news

ultime news