CLOTET: “LA SQUADRA E’ A BUON PUNTO E STA CAPENDO IL CALCIO CHE VOGLIO. LA COPPA NAZIONALE PUO’ DARE MOLTO ANCHE PER IL CAMPIONATO, LA FA CUP E’ IL MODELLO GIUSTO”

Il tecnico biancoazzurro alla vigilia della gara di Pisa: “Cellino vuole due terzini e un centrocampista di qualità, sono in sintonia su tutto con lui. La prima volta non rimasi perchè avevo paura di deluderlo”

Torbole Casaglia. Vigilia di debutto ufficiale per il Brescia di Pep Clotet che questo sabato a Pisa (ore 17.45) si gioca il primo turno di Coppa Italia a eliminazione diretta. Il tecnico biancoazzurro in conferenza stampa ha dimostrato di tenere molto a questo appuntamento.

Mister, a che punto è il suo lavoro?

“Penso che siamo arrivati al punto che volevamo. Abbiamo messo la prima base del calcio che vogliamo proporre, a livello fisico la squadra ha lavorato bene, con la nostra metodologia. Siamo a buon punto considerando che siamo solo a inizio agosto. Non è facile lavorare con questo caldo, ma sono soddisfatto. Soprattutto di come la squadra ha capito l’idea di calcio che voglio proporre. Tutti hanno la stessa mentalità. La partita che ci aspetta è bellissima per continuare a crescere e iniziare a ritrovare la passione del calcio vero”. 

I tifosi vorrebbero tanto giocare il derby con l’Atalanta negli ottavi di finale, per farcela bisogna passare due turni: giocate la Coppa Italia anche per fare questo regalo alla gente?

“Io voglio che ogni partita sia interpretata come una finale. Il futuro non esiste, esiste solo la partita con il Pisa. Ai tifosi dico che la squadra è matura e ha tanto da dare. Certo che vogliamo far felice i tifosi, ma l’unica garanzia che diamo è che lotteremo fino alla fine in questa partita. Se non passeremo sarò soddisfatto se avremo messo in campo tutto, con grande cuore. Sono sicuro che giocheremo con la giusta mentalità, i giocatori sono molto stimolati”. 

Ha problemi sugli esterni bassi: a destra c’è solo Karacic, a sinistra non c’è un giocatore di ruolo. Come pensa di risolvere questa emergenza?

“Huard ha recuperato e viene con noi a Pisa, ma è anche vero che ha iniziato a lavorare completamente solo questa settimana, farlo giocare all’inizio è un rischio, abbiamo comunque le giuste alternative per sostituirlo. Noi vogliamo fare un calcio di molta mobilità e tutti i giocatori possono trovarsi in ruolo diversi dal solito quindi devono essere pronti, per un valore aggiunto”. 

Com’è cambiato Clotet rispetto a quando arrivò a Brescia la prima volta?

“Arrivai in un paese completamente nuovo, con una visione del calcio diversa dalla mia. Ho ancora più fiducia rispetto ad allora, mi piace la cultura del calcio italiano, la prima esperienza mi ha aiutato a capire la piazza e cosa significa il Brescia per la gente. I valori della società bresciana sono simili a quelli di noi catalani: piedi per terra e tanto lavoro. Abbiamo una squadra giovane, ma c’è anche esperienza, fiducia e mentalità. Alla Spal la situazione era diversa: società smembrata, non facemmo mercato”. 

Da spagnolo di formazione inglese cosa pensa della Coppa Italia?

“A me piace molto la Fa Cup perchè partecipano tutte le squadre del calcio inglese, gli si dà molta importanza. Con il Birmingham facemmo molto bene, ho capito che fare bene la coppa ti dà il senso del “dentro o fuori”, della lotta immediata, si gioca per qualcosa di grande. Una squadra se affronta la Coppa nazionale nel modo giusto poi questo ti aiuta anche per il campionato”. 

Lezzerini come sta?

“Sta migliorando, ma è ancora troppo rischioso farlo giocare”. 

Cellino ha detto che servono ancora due terzini e un centrocampista di qualità, è d’accordo?

“Sono in sintonia su tutto con il presidente. Ho fiducia totale. Faccio l’allenatore, non il direttore o il presidente. Sono molto contento di lavorare con Cellino perchè pensiamo il calcio allo stesso modo”. 

Sarà un Brescia con l’ “1+2” o il “2+1” davanti?

“Ho giocatori che possono fare più ruoli. A me piace che la squadra sia aggressivamente alta. Sono due moduli che possiamo usare, l’importante è fare pressione sui difensori avversari”.

E’ fondata l’impressione che Ndoj sia un giocatore ritrovato?

“Io ho sempre avuto fiducia in lui. Ha la capacità di essere creativo e lo fa bene, altri non hanno questa caratteristica. E’ molto maturo, ha fatto un grande precampionato, mettendoci cuore e testa senza perdere un allenamento. Non voglio mettergli pressione, ma a livello di qualità e mentalità sta facendo benissimo”. 

E’ vero che lei nell’estate del 2021 non rimase perchè aveva paura di deludere Cellino?

“E’ vero, sentivo che dovevo fare tutto perfetto per aiutarlo e non ero sicuro di riuscirci. Adesso sento che posso dargli tutto quello che serve. Esiste l’allenatore giusto al posto giusto, non il grande allenatore. Non ho la presunzione di sentirmi l’allenatore giusto al posto giusto, voglio però dimostrarlo con il lavoro”. 

Come terzino sinistro chi le ha dato spunti più interessanti in assenza di Huard?

“Mangraviti, Galazzi e Garofalo sono tre soluzioni di emergenza, ognuno con le proprie caratteristiche, che sono diverse tra loro. Chi giocherà sono sicuro che darà tutto”.

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