ECCO COSA C’E’ DA SAPERE SUL SEQUESTRO DEI BENI DI CELLINO E SULL’EVENTUALE AMMINISTRATORE GIUDIZIARIO

Il commercialista bresciano Andrea Piatti ci aiuta a fare il punto della situazione: “Al momento, da quanto si evince, si tratterebbe di un sequestro conservativo il che non comporta seri danni alla natura del bene”

Brescia. Sono giorni di grandi domande tra i tifosi bresciani: cosa succede adesso al Brescia calcio dopo il maxi sequestro ai danni del presidente Massimo Cellino? Quest’ultimo ha già tranquillizzato assicurando che “sono un presidente previdente e attento quindi i soldi per pagare gli stipendi e fare eventuali nuovi acquisti ci sono, il Brescia è in sicurezza”. Bresciaingol.com ha deciso però di chiedere al commercialista bresciano (e tifoso delle rondinelle) Andrea Piatti di aiutarci a capire qualcosa di più su questo sequestro e su possibili conseguenze.

Andrea Piatti, commercialista bresciano

Dottor Piatti, cosa significa in concreto questo provvedimento giudiziario subito da Massimo Cellino?

“Per avere una idea più precisa sarebbe necessario poter leggere le carte in modo completo e approfondito, l’analisi che farò ha il solo fine di aiutare a comprendere chi tiene alle sorti del Brescia Calcio, ma non è avvezzo a trattare con tribunali e legali. Pare di capire che il sequestro (conservativo) è relativo alle quote della società che detiene a sua volta le quote del Brescia Calcio spa e quindi qualora venisse nominato un amministratore giudiziario questo dovrà avere cura della società da lui gestita e di tutti i suoi beni, tra i quali appunto vi è il Brescia Calcio spa. Questo non vuol dire vendere giocatori o la società stessa ma, semplicemente per esempio conservare il valore patrimoniale, tutelare l’occupazione (posti di lavoro)”.

Intanto definiamo cosa si intende per sequestro?

“Il sequestro è un vincolo reale su un bene (le quote/le azioni di una società sono un bene) e quindi il proprietario/iltitolare/il possessore/il detentore del bene viene privato della disponibilità del bene e quindi non può compiere atti dispositivi. Il sequestro, questo pare essere conservativo o almeno così si è appreso dagli organi di stampa, è una misura cautelare prevista dall’art. 316 del Codice di Procedura Penale, la finalità è di preservare il bene al fine di garantire la pena pecuniaria e le spese a favore dello stato o a garanzia delle obbligazioni civili derivanti dal reato. La natura conservativa del sequestro non comporta seri problemi alla gesitone del bene, ma è consentita la nomina di un custode ad opera del Giudice che dispone il sequestro, ciò solitamente avviene per gli immobili. Nel caso di sequestri di aziende o di beni aziendali che necessitano una gestione dinamica o sia necessario assicurarne l’amministrazione nulla vieta la nomina di un ammnistratore giudiziario pescando da un apposito albo”.

Se invece il sequestro fosse preventivo?

“Il riferimento è all’art. 321 del Codice di Procedura Penale, la finalità in questo caso va ricercata nell’impedire che il reato si possa aggravare o protrarre e quindi il giudice per le indagini preliminari può disporre la confisca per equivalenti dei beni aziendali fino alla concorrenza della somme contestate. Per la gestione vale quanto già indicato prima. Al momento altro non è dato sapere”.

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