ANDRENACCI: “NON E’ VERO CHE MI MANCA PERSONALITA’, SE SARO’ IL TITOLARE SONO PRONTO”

«Inizio la mia ottava stagione al Brescia, sento che stavolta il momento è arrivato. C’è concorrenza, ma mentalmente sono sul pezzo» 

Ronzone. Lorenzo Andrenacci per la prima volta da quando è arrivato a Brescia, nel 2014, avrà grosse chance di essere il titolare tra i pali. Le gerarchie sono infatti ancora tutte da stabilire.

Quest’anno per te potrebbe essere molto diverso dagli altri…

«Spero di sì e penso di sì. Sono pronto a giocarmi le mie carte. È l’ottava stagione, se non ho fatto male i conti, che inizio con questa maglia, sono contento e felice di essere tornato e voglio provare a dare tutto me stesso, perché sono convinto che il momento sia arrivato».

La concorrenza sarà comunque di alto livello…

«Sì, c’è concorrenza. È arrivato Lezzerini che è un gran portiere, c’è anche Perilli. Però sono tanti anni che sono qui, voglio stupire».

Ti ha detto qualcosa Joronen quando è andato via?

«Ci siamo sentiti telefonicamente, facendoci in bocca al lupo a vicenda per le nostre stagioni. Colgo l’occasione per rifargli gli auguri, siamo grandi amici, è un grande portiere. Se li merita tutti». 

Qual è il bilancio di questi sette giorni, compresa l’amichevole odierna?

«Il bilancio è estremamente positivo. Stiamo cercando di seguire ciò che il mister ci ha indicato: alzare l’intensità, correre più degli altri se possibile e penso che oggi si sia visto. La mentalità è quella di cercare di segnare il più possibile. Stiamo lavorando bene, sono contento: continuiamo così». 

Cosa è cambiato nel tuo approccio mentale, sapendo che quest’anno le gerarchie tra i pali non sono ancora decise?

«Penso che il portiere sia comunque un ruolo delicato: anche da secondo devi infatti sempre pensare che l’occasione, da un momento con l’altro, possa capitare. Un infortunio può sempre succedere: basta infatti un’uscita o un contrasto. Mentalmente sei sempre sul pezzo, partendo dall’allenamento ogni giorno per poi arrivare alla partita». 

Il presidente Cellino, prima della partenza del ritiro, aveva chiesto al popolo bresciano di aiutare la squadra. Che effetto fa vedere così tanti tifosi al seguito della squadra, in un’amichevole contro una squadra di prima categoria?

«A me fa un effetto incredibile. I tifosi sono i primi ad incitarci e supportarci. Li ringrazio, anche a nome di tutta la squadra, per il supporto. Spero di vederne così tanti anche venerdì (per la seconda amichevole)». 

Di te si dice spesso che sei troppo un “bravo ragazzo”. Pensi di dover lavorare ancora sotto l’aspetto della personalità?

«Penso di averla la personalità. Non sono convinto che il portiere debba essere “matto”, un po’ lo siamo tutti, poi però la personalità viene fuori».

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