IL NUOVO CLOTET, PIU’ BIELSA CHE GUARDIOLA

L’allenatore spagnolo sta impostando le rondinelle secondo l’idea di calcio del tecnico argentino dopo che nella prima esperienza biancoazzurra aveva virato su dettami simili a quelli dell’allenatore suo connazionale

Ronzone. Marcelo Bielsa è più di un allenatore. E’ un’icona, un pezzo di letteratura calcistica, un ”oggetto” di culto per molti appassionati. Il suo calcio è fatto d’intensità, palla che scivola rapida sull’erba, velocità d’esecuzione, dominio del gioco. Come spesso è accaduto nella storia di allenatori divisivi (li ami o li odi), anche “El Loco” non ha un gran bottino di vittorie nel palmares, ma il suo calcio fa sognare e anche Pep Clotet è un discepolo del mister argentino ormai prossimo ai 67 anni (li compirà il 21 luglio, una settimana prima del 66esimo compleanno di Massimo Cellino) e il conducator catalano delle rondinelle proprio sui dettami bielsiani sta impostando il nuovo Brescia. 

Marcelo Bielsa ha conquistato tre titoli nel campionato argentino (due con il Newell’s Old Boys, nel 1990 e nel 1992, uno con il Velez Sarsfield nel 1998), ha vinto una Championship (con il Leeds nel 2020) e un torneo olimpico con l’Argentina (2004). Tutto qui. Ha guidato anche Espanyol, Cile, Athletic Bilbao, Lille e ha solo sfiorato la Lazio nel 2016 quando il suo mancato approdo nella Capitale fece la fortuna di Simone Inzaghi. Eppure Bielsa è un sogno, forse un’utopia, di certo è un’idea, un progetto, un gioco. 

A Brescia abbiamo conosciuto un Clotet in stile Guardiola (da Pep a Pep…) nei quattro mesi (febbraio-maggio 2021) in cui portò i biancoazzurri dalla zona retrocessione ai play off: possesso palla, dominio del match, un tiki taka che si concretizzò nella conquista di 34 punti in 17 partite. Entrò in corsa con l’unico, tassativo compito di mettere la squadra in sicurezza e, anche se arrivò a sfiorare la serie A, non poteva permettersi il lusso di giocare fino in fondo come voleva. Troppo poco tempo a disposizione e troppo alto il rischio di non riuscire nemmeno a salvare il Brescia. Adesso è un’altra storia. Clotet comincia dal principio. Nel ritiro di Ronzone balza all’occhio la sua cura maniacale nel chiedere ogni giorno di bagnare il campo, anche quando come nel caso di lunedì piove ininterrottamente per un paio d’ore sul manto erboso del campo della Val di Non che per altro drena meravigliosamente. Il Pep vuole che la palla scivoli via veloce. “Rapidi, rapidi” urla il catalano. Qualità nei passaggi, estrema cura nella trasmissione del pallone, velocità e intensità sono i concetti base. Gli serve ancora un po’ di qualità nella rosa però e per questo il duo Cellino-Perinetti sta cercando di dargli una mano trovando un paio di elementi che facciano al caso suo e del suo gioco. Perchè per stare nel solco di Bielsa ci vogliono pur sempre gli interpreti giusti, le idee da sole non bastano.

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