“TEN TALKING POINTS” SBARCA SU BRESCIAINGOL.COM: SI PARTE CON LO SPECIALE SULLA CONFERENZA STAMPA DI CELLINO

Brescia. Buonasera cari amici e Ben ritrovati a Ten Talking Points. L’incipit risulterà familiare a chiunque era solito leggermi sul gruppo Facebook “Brescia Club Io tifo Brescia Vittorio Mero”, a cui sono grato per lo spazio concessomi; da quest’anno però la rubrica più irriverente di tutto il Brescia web si trasferisce sul quotidiano online che da un anno circa mi ospita. Per chi non fosse invece avvezzo alla lettura dei miei scritti, alcune precisazioni: questa rubrica nasce con tono irriverente, prendendo in esame, tra il serio e il faceto, le grandi questioni relative al Brescia calcio, che siano partite, calciomercato o, più raramente, questioni che mi appassionano. Qui potrete trovare un ampio uso di iperboli, metafore, similitudini, innamoramenti calcistici che durano come un batter d’ali di farfalla oppure una vita intera (vedi Fridjonsson e Jonathas) e pennellate di colore sulla variegata fauna che ancora popola il mondo degli stadi (di cui ovviamente faccio parte pure io). Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente strumentale e funzionale alla creazione di un racconto. Parola d’ordine: mai prendersi troppo sul serio. In fin dei conti si sta parlando di calcio, la cosa più importante tra quelle meno importanti. Concluse le dovute premesse, andiamo ad analizzare la conferenza stampa di oggi del presidente Massimo Cellino. 

Un sorridente Massimo Cellino nella conferenza stampa di oggi

1)    Le conferenze stampa solitamente inanellano una serie di banalità sconcertanti, tra non domande e relative non risposte. L’intervista di oggi del presidente Cellino, da questo punto di vista, è quasi una boccata di ossigeno: c’è bisogno, per attirare un po’ l’attenzione sul mondo del calcio, anche di personaggi così. Talvolta nelle digressioni rischi di perderti, certe frasi sono (a mio avviso) frutto di eccessiva euforia e alcune uscite non gli riescono benissimo, ma sicuramente qualcosa su cui discutere c’è. Questo è solo che un bene.  

2)   Venendo al merito di quanto ha affermato, non si può non apprezzare l’onestà di ammettere alcuni sbagli: il rapporto con gli allenatori, la rosa dell’anno scorso forse troppo numerosa per quelle che sono state le reali necessità dettate dal campionato, i relativi soldi sprecati. Non è mai facile andare in una conferenza stampa ad ammettere i propri errori. Poi ce ne saranno sicuramente altri, ma nessuno chiede una gestione priva di sbagli; si chiede semplicemente, in caso di scelte “incomprensibili”, di metterci la faccia e spiegarle.

3)   Dal punto di vista calcistico, mi fa davvero piacere rivedere Ndoj in maglia biancazzurra, giocatore che con Clotet un anno fa ha reso al massimo sia dal punto di vista realizzativo sia come personalità e strapotere fisico. Non credo che la squadra di quest’anno, attualmente, sia superiore a quella dell’anno scorso; se davvero con due giocatori (così come dichiarato da Cellino) la rosa sarà ultimata, spetterà allora all’allenatore dare quel qualcosa in più alla squadra. 

4)   Sono altresì d’accordo con il Presidente riguardo la necessità di non sprecare e di costruirsi i giocatori in casa: proprio per questo spero che Tramoni possa spingere per tornare a Brescia. La volontà del giocatore sembra capace di miracoli, ultimamente…

5)   La Club House, con ristorante all’interno, per far entrare tutti mi sembra, citando Shakespeare, un “Sogno di Mezza Estate”. Poi se ovviamente si dovesse concretizzare sarei solo che felice. Personalmente cercherei innanzitutto di togliere quella sensazione di eterni “lavori in corso” e provvisorietà intorno al centro sportivo: reti, erbacce e calcinacci non fanno bella mostra di loro. Non conoscendo le responsabilità e i contratti in essere, è però possibile che in questo caso pure il Comune abbia le sue responsabilità. Prima allora di dire fesserie, sospendo il giudizio. 

6)   Un’altra cosa che non condivido sono le critiche al settore giovanile: Aragolaza ha lavorato benissimo e la sua primavera, per quel che ho potuto vedere, ha sempre ben figurato. Giocatori pronti a debuttare in prima squadra, con un Brescia in lotta per la A, non li ho poi visti. Credo inoltre che nessuno avrebbe capito una scelta simile, con una rosa a disposizione ampia e numerosa in ogni reparto . 

7)   Tornando al centro sportivo, mentre mi dirigevo alla conferenza stampa del Presidente ho attraversato il parco lì intorno. La sensazione che ho provato è stata qualcosa di simile al Gladiatore di Russel Crowe, nella famosa scena dei Campi Elisi: percorso sotto al sole, erba ingiallita e il sentiero. Ho temuto che i campi fossero pure la mia metà finale, ma invece sono ancora qua a scrivere. Menomale. A parte le battute, impressionante la differenza tra i verdi campi di Torbole e la siccità intorno. 

8)   “Andremo in serie A quando avremo l’abito adatto, perché soldi per rifare il guardaroba non ce ne sono”. Comprensibile ed apprezzabile. Peccato solo che il dress code per la festa serie A non venga deciso a priori e rinunciare all’evento, se invitati, sarebbe scortese, oltre che controproducente. 

9)   Una notizia per coloro che non dovessero leggermi abitualmente: il punto nove, a meno che non ci sia davvero nulla da dire, è abitualmente dedicato a Holmbert Aron Fridjonsson, massima espressione del “fenomeno parastatale”, che raccontava la Gialappa’s anni or sono, in salsa bresciana. Per chi dovesse condividere l’insana passione per calciatori di tal genere, mi rallegra dirvi che il bomber islandese è diventato il miglior realizzatore della coppa di Norvegia, grazie ad una tripletta realizzata contro l’Eidsvold, squadra di C e al gol decisivo messo a segno contro l’Aleesund. Non male. 

10) In conclusione, una conferenza stampa significativa, dopo le tante voci di “disimpegno” e vendita della società. Il Presidente sembra motivato e voglioso di far bene, avendo finalmente abbandonato quell’atteggiamento “vittimista” da “ospite indesiderato” che avrebbe pure regalato il Brescia, se qualcuno si fosse presentato. Di questo anche i suoi più strenui detrattori dovranno prenderne atto; al mondo dell’informazione non resta invece che continuare a fare il proprio lavoro: ovvero il cane da guardia e non da riporto. 

Anche per stasera siamo giunti alla fine. Un forte abbraccio a tutti i miei affezionati lettori e viva la Leonessa!

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