IL CASO DISABILI AL RIGAMONTI: TRA ACCUSE, RIMPALLI BRESCIA-COMUNE E L’IDEA DI UNA SPONSORIZZAZIONE PER UNO SPAZIO DEDICATO

Anche la nuova campagna abbonamenti ha messo in evidenza una lacuna allo stadio per una categoria che meriterebbe maggior tutela

Brescia. Abbiamo letto in questi giorni, su una pagina di Facebook, ed abbiamo voluto approfondire, la questione che riguarda alcuni tifosi, quelli che, per spostarsi, devono usare la carrozzina, che sono, in pratica, abbandonati a se stessi.

Allo stato attuale, e la nuova campagna abbonamenti lo conferma, non hanno uno spazio dedicato, devono recarsi in tribuna, dove ci sono delle rampe parecchio ripide e c’è il rischio, in caso di emergenze non impossibili negli stadi che, le persone in carrozzina, possano venire travolte da un flusso anomalo e disordinato di persone spaventate. Oltre al fatto che questi tifosi delle Rondinelle devono pagarsi l’ingresso per intero e proprio loro ci hanno assicurato che succede soltanto qui e in un altra piazza di B mentre anche in serie A quasi tutte le società hanno predisposto un accesso privilegiato.

C’è da dire che la legge prevede che il disabile paghi il costo del biglietto, negli stadi e negli spettacoli in genere, mentre c’è l’ingresso gratuito per l’accompagnatore.

Pensiamo che la questione vada messa maggiormente in evidenza: il giornalismo è anche non aver paura di pestare qualche piedino immacolato, soprattutto quando si parla di questioni che riguardano persone fragili e siamo francamente delusi da questa indifferenza.

Ma chi mette i bastoni tra le ruote, è proprio il caso di dirlo, alla passione di questi tifosi del nostro amato Brescia? Facciamo il punto della situazione.

Il Brescia Calcio non è proprietario dell’impianto, ne è solo il locatario, colui che paga l’affitto per l’uso, ed è il Comune, ad esserne il proprietario, e dovrebbe essere lui, ad allestire uno spazio idoneo, come in ogni altra struttura atta ad ospitare eventi, come teatri o palazzetti. O quantomeno è questa la risposta del Brescia Calcio a specifica domanda: non tocca a loro occuparsi della messa in opera dello spazio apposito. La versione che ci è stata data dal Comune è invece l’esatto opposto: “la gestione e manutenzione del Rigamonti, compreso il tema disabili, è di esclusiva competenza del Brescia calcio come prevede il contratto di concessione”. Siamo al rimpallo delle responsabilità.

Ma, in sostanza, cosa serve? Proviamo a cercare noi una soluzione.

Innanzitutto trovare il settore adatto: la gradinata bassa potrebbe essere quello più indicato, poi occorre dedicare un parcheggio apposito, interno od esterno vicino allo stadio, una rampa di accesso riservata con una pendenza lieve, una pensilina coperta che possa contenere 30 o 40 carrozzine con relativi accompagnatori, un servizio igienico attrezzato, la presenza di un paio di steward, non necessariamente della società, magari di qualche associazione di volontari. Punto.

Quindi perchè non chiedere a qualche ente, azienda, o società, di farsi carico della spesa della pensilina, se serve (il fine giustifica i mezzi) anche con una pubblicità sulla struttura stessa.

Ammesso di riuscire ad erogare questa spesa, la palla passerebbe al Brescia Calcio, a mettersi la mano sul cuore, e l’altra sul portafoglio (dai, per 30-40 + 30-40 persone!) e concedere un accredito gratuito, o a prezzo simbolico, per questi tifosi speciali.

Concludiamo dicendo che, la nostra amata Brescia, sarà, l’anno prossimo, capitale della cultura insieme alla confinante Bergamo: arrivarci senza risolvere questo problema, sarebbe un bel biglietto da visita? Crediamo proprio di no.

Chi ha orecchie per intendere…

Ezio Frigerio

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