IL CASO TRAMONI. SERAFINI: “ASSURDO NON RISCATTARLO”. VETTORE: “NON TENERLO METTE IN DISCUSSIONE IL PROGETTO”. PIOVANELLI: “QUESTIONE DI BILANCIO, MA IO LO TERREI”. SAURINI: “SOLDI DA USARE PER ALTRO”. JADID: “E’ UN VORREI, MA NON POSSO”

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Brescia. Sul tema del momento, ovvero la decisione da parte del Brescia di non riscattare Matteo Tramoni dal Cagliari, abbiamo chiesto un parere a cinque ex rondinelle. Il fantasista corso ha giocato 42 partite (tutte le 38 di campionato, 3 di play off, 1 di Coppa Italia) per un totale di 2.292 minuti, segnando 8 gol e firmando 3 assist. I numeri sarebbero dalla sua parte, ma Cellino non ritiene valga la pena sborsare subito 2.5 milioni dovendo riconoscere poi anche una percentuale (quanto sia esattamente resta un mistero) sulla rivendita a Giulini, l’uomo al quale Cellino vendette il Cagliari nel 2014 dopo una trattativa ricca di scintille tra i due.

Matteo Serafini: «Il Brescia non può lasciarsi scappare un giocatore così, mi verrebbe da dire. Dopo averlo valorizzato e dopo che questo francese di sicuro avvenire nel panorama calcistico italiano ha sostenuto la causa del Brescia, se ci fosse la possibilità di tenerlo in rosa, anche per essere d’esempio per altri giovani che possano prendere le Rondinelle come trampolino di lancio della loro carriera, credo che la società debba fare di tutto per tenerlo. Sarebbero soldi ben spesi: nel giro di poco tempo sono convinto che anche in serie A sarà in grado di imporsi, magari cambiando anche ruolo, arretrando un po’ il suo baricentro, per essere ancora più determinante. Ha molta forza fisica, rapidità: ad oggi, per la prossima stagione, dovrebbe essere e diventare un punto di forza di questo Brescia e farselo scappare, dopo averlo valorizzato e avendogli dato fiducia, sarebbe un po’ da incoscienti, a mio parere. Se uno ha una logica e della programmazione, è uno che ti porta soldi veri». 

Toni Vettore: «Cellino ci ha abituato a fare e disfare ciò che ha fatto il giorno prima, un po’ come la tela di Penelope. In questi cinque anni abbiamo avuto modo di verificare quanto di buono e quanto di meno buono ha fatto, perché alla fine bisogna essere anche grati al Presidente per alcune cose che ha compiuto. Detto questo, in un progetto di rigenerazione come quello che sembra essere in atto, rinunciare a Tramoni per soli due milioni e mezzo significherebbe mettere in discussione quanto deciso, perché Tramoni ha dimostrato di essere un calciatore importante, con ottime doti tecniche, l’unico che l’anno scorso, insieme a Palacio, era in grado di saltare l’uomo, in dribbling nell’uno contro uno. Di questi tempi, con un calcio diventato sempre più dinamico e tattico, con la circolazione della palla più orizzontale che verticale, Tramoni sulla verticalità ha sempre fatto la differenza. Si potrebbe obiettare sulla tenuta e sul rendimento: ma il suo comportamento in campo, essendo il primo campionato vero che andava ad affrontare, è stato più che positivo. C’è ancora l’immagine del palo colpito a Pordenone che avrebbe potuto salvare la panchina di Inzaghi, ma, al di là di quella situazione, in tante altre occasioni ha fatto vedere di essere un giocatore su cui si poteva fare affidamento. Mi auguro non sia un problema di soldi, perché altrimenti passeremmo un altro anno a sperare nella dea bendata e ad auspicare che le stelle ci siano favorevoli, visto il panorama delle squadre che ci aspettano». 

Marco Piovanelli: «Per quanto riguarda il riscatto di Tramoni, io personalmente lo eserciterei, anche se due milioni e mezzo non sono sicuramente pochi. Si parla però di un ragazzo che ha fatto sempre bene, nonostante non sia partito sempre da titolare: ha fatto sette gol e parecchi assist, nonostante la sua giovane età. Altra nota importante da dire è che potrebbe essere un investimento, perché gioca in un ruolo in cui basta una stagione fatta bene per far lievitare il suo valore in maniera esponenziale. Mi ripeto, bisogna far quadrare i bilanci, due milioni e mezzo non sono pochi, ma io lo terrei». 

Giampaolo Saurini: «Tramoni secondo me è un ottimo prospetto che ha fatto una stagione molto positiva: è naturale che io, da osservatore esterno, lo terrei. Poi però bisogna comunque entrare nelle dinamiche societarie e vedere che tipo di situazione si è venuta a creare: lo devono riscattare, ma c’è anche da vedere il nuovo allenatore che sistema vorrà attuare; è anche possibile che i soldi per l’eventuale riscatto potrebbero essere utilizzati per un nuovo acquisto che il nuovo allenatore potrebbe volere in un ruolo a suo avviso più determinante. Secondo me Tramoni è comunque un ottimo prospetto, dove andrà farà sicuramente bene». 

Abderrazzak Jadid: «Sul discorso del non riscatto di Tramoni ti posso dire che, a sensazione, sembra un vorrei ma non posso, perché probabilmente il ragazzo ha anche un altro valore in prospettiva. Con i rapporti che ha Cellino con il Cagliari può sorgere qualche dubbio. Se tornasse in Sardegna tornerebbe comunque in una grande piazza, con ambizione, così come il Brescia: il suo valore può solo crescere. Se il Brescia non vorrà riscattarlo avrà le sue ragioni, non mi sento di dire altro. A Cagliari comunque il suo valore non diminuirà sicuramente». 

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