CORINI: ”SERVE UN’IMPRESA, MA LA GARA DI ANDATA HA DETTO CHE POSSIAMO FARCELA”

«Huard recuperato, con Karacic siamo al limite, Cistana speriamo ci sia per la finale. Mercoledì la gara è svoltata dopo il doppio infortunio: l’approccio è stato infatti ottimo, poi il Monza ha potuto riorganizzarsi. Contando però le occasioni che abbiamo avuto, la partita avremmo dovuto almeno pareggiarla. Domani ci vorranno grande lucidità ed equilibrio, consapevoli della forza dell’avversario»

Brescia. Eugenio Corini, nonostante la sconfitta della gara d’andata, è comunque fiducioso di poter ribaltare il risultato, facendo un’impresa. Il Brescia non avrà infatti nulla da perdere. 

Un doveroso passo indietro: mercoledì ci sono state due partite, prima e dopo l’infortunio di Sabelli…

«Penso che mercoledì sia stata una partita importante, nonostante il risultato. Per me la squadra ha lavorato bene, stava chiudendo il primo tempo in vantaggio di un gol. Poi la partita è cambiata, sia dal punto di vista emotivo, dati i gravi infortuni di Stefano e Huard, sia dal punto di vista tattico, dovendo adattare Dimitri a destra. Si è tutto riequilibrato, non potevamo pensare di continuare tutto l’incontro con la stessa intensità, ma comunque facevamo le nostre cose e il Monza le proprie. L’1-1 per me è stato immeritato, dato lo sviluppo del primo parziale: poi avevo solo uno slot per tre cambi, quindi ne ho fatto uno tra primo e secondo, perché se avessi dovuto fare tre cambi assieme avrei dovuto dilatare ancora di più il tempo, dati gli imprevisti che possono sempre capitare. Con Van de Looi ammonito è stato poi necessario un altro adattamento, dovendo mettere Bertagnoli a fare il vertice. Anche rivedendo la partita, abbiamo comunque fatto molto bene: dopo il rigore, preso su un contrattacco rapido, abbiamo avuto l’occasione di Leris, poi un altro cross che è rimasto lì: se proprio fosse dovuta andar male, sarebbe stata comunque da pareggio. Meritavamo un risultato diverso, c’è stata una sconfitta ma dobbiamo accettarla, perché ci sono tutte le possibilità per ribaltarla nella gara di domani». 

Come sta la squadra a livello mentale, dopo l’altalena di emozioni con il Perugia e la sconfitta di mercoledì?

«La reazione della squadra l’avete vista da come abbiamo approcciato la gara con il Monza. Abbiamo saputo reggere nonostante le difficoltà emotive e tattiche che vi ho descritto, contro una squadra forte che veniva da un periodo di riposo ed allenamento. I miei ragazzi mi hanno dato delle belle risposte, poi nel calcio le sfumature sono tantissime, il Monza ha potuto giocare con dei cambi freschi. Solo negli ultimi dieci minuti c’è stata la percezione che gli avversari fossero in controllo. I loro cambi hanno tenuto alto il livello di freschezza e qualità»

C’è la consapevolezza che domani ci vorrà un’impresa?

«Io l’ho detto ai ragazzi: bisogna incominciare a costruire la gara e a sognarla nella nostra testa. Oggettivamente ci vorrà un’impresa, il Monza avrà anche il piccolo vantaggio di avere due risultati su tre. Addirittura anche perdendo con un gol di scarto possono passare. Penso però che, considerata la gara d’andata, noi ce la possiamo fare, pur nel grandissimo rispetto che abbiamo per le qualità del Monza. Determinate situazioni dovranno però girare meglio».

Nella gara d’andata, dopo gli infortuni di Sabelli e Huard, è girata la partita. Loro hanno infatti potuto giocare il loro calcio…

«L’intensità l’avete vista tutti. Poi nei sette minuti di pausa, dovuti agli infortuni di Sabelli e Huard, il Monza ha potuto riorganizzarsi e noi non abbiamo potuto portare avanti quell’intensità con cui siamo scesi in campo. Il primo tempo è stato comunque di buon livello, abbiamo fatto più cose rispetto al Monza. Abbiamo avuto quattro/cinque possibilità di fare il secondo gol e non ho in mente cose straordinarie da parte loro. I loro contrattacchi li avevamo infatti letti in anticipo. Nella gestione della gara abbiamo dovuto riadattarci, ma comunque rivedendo la partita è una gara che non possiamo mai perdere».

Quali saranno gli ingredienti per la gara di domani?

«Penso ci vorrà una grande lucidità, unita ad una grande intensità emotiva. Credo che la partita di mercoledì abbia espresso un risultato, per me, non giusto. Sulle cose non giuste o ci si ferma o si reagisce. Per fortuna non è finito tutto, ci andiamo a giocare una partita in cui può succedere di tutto, l’avversario è sicuramente forte ma nelle due partite che nella mia gestione ho giocato contro il Monza ho capito che alcune cose si possono fare. Stiamo lavorando per ottimizzare le nostre risorse e limare quegli aspetti sui quali il Monza ci può mettere in difficoltà».

Karacic come sta?

«Vi do allora delle valutazioni generali sugli infortuni: Sabelli ha chiaramente finito il campionato. Riguardo Cistana coltiviamo la possibilità di recuperarlo, se dovessimo andare in finale. L’infortunio non è comunque dei più semplici. Huard è recuperato, nonostante la botta che ha subito. I controlli medici hanno scongiurato qualsiasi problema. Karacic siamo al limite, oggi fa la rifinitura, poi farò delle valutazioni sul convocarlo e farlo partire dall’inizio». 

Avete ricevuto delle scuse o parole di conforto dalla società Monza per i due gravi incidenti occorsi sul campo?

«Devo essere sincero, non lo so. Mi hanno però girato la conferenza di mister Stroppa, in cui si dice dispiaciuto per i due infortuni. Quindi va bene così». 

Può essere Leris il sostituto di Sabelli sulla fascia destra?

«Sono aperto a tutte le soluzioni. Nell’ultima partita mi è dispiaciuto perdere Dimitri in mezzo al campo, ma mercoledì mi sembrava il giocatore più adatto sia per adattabilità sia per solidità mentale, anche per reggere l’assalto di un quinto forte come Carlos Augusto. Bisoli con me il laterale destro lo aveva già fatto in caso di emergenza. Ho consolidato qualcosa che avevo già provato. Leris può essere certamente una soluzione, sa lavorare, c’ha passo, magari però più a partita in corso».

È paradossalmente più facile preparare la partita di domani?

«Non credo lo sia (ride, ndr). Avremo di fronte una squadra molto abile nel palleggio, quindi sappiamo di non poter regalare nulla. Qualche rischio dovremo prendercelo, ho una strategia iniziale in mente, poi se sarà necessario faremo qualche forzatura. Se penso al primo tempo di Monza fatto a Pasquetta, credo avremmo meritato di concludere in vantaggio. Dopo i quindici minuti della ripresa bisognerà comunque fare delle valutazioni, se non saremo in vantaggio o lo saremo solo di un gol».

Prima della partita contro la Reggina ci avevi raccontato la differenza tra ambire e volere. Hai in testa di dire qualcosa di specifico ai ragazzi?

«Sicuramente dirò qualcosa nella riunione pre-gara. Credo che la nostra squadra abbia capito questa differenza: con il Perugia abbiamo voluto la vittoria e l’abbiamo ottenuta. Aver perso Cistana, Huard e Sabelli in ventiquattro ore ha condizionato proprio lo sviluppo intero della gara, nonostante l’approccio sia stato comunque ottimo. Abbiamo la possibilità di fare una partita di livello, per i compagni che hanno subito infortuni, per la società, per le carriere dei ragazzi e la loro ambizione. Sono partite in cui può succedere di tutto. Ci vorrà equilibrio, ma una grande consapevolezza di poter fare l’impresa». 

Inevitabilmente iniziano a girare voci sul futuro. Disturbano?

«Penso che chi vive il mondo del calcio deve abituarsi a tutto questo. Quando sei protagonista di quello che puoi fare, solo questo conta. Ho accettato di tornare qui a Brescia con la speranza di poter fare qualcosa di straordinario e ho ancora la possibilità di farlo. La mia concentrazione è rivolta alla gara di domani. Tutto il resto è noia, come dice una canzone. Non mi interessa, conta solo conquistare la doppia finale playoff». 

Un anno fa il Brescia di Clotet vinceva due a zero a Monza. Quindi si può fare…

«Si può fare assolutamente. È già successo, perché non può succedere un’altra volta»!

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