BRESCIA, ATTENTO AGLI EX E AI BRESCIANI CHE VOGLIONO FARE GRANDE IL MONZA

Da Stroppa a Caldirola, da Mazzitelli a Machin fino a Colpani: una lunga lista di pericoli, ben conosciuti sotto il Cidneo, tra i biancorossi brianzoli

Brescia. Occhio all’ex. Se c’è una regola non scritta in casa Brescia, questa è proprio quella di prestare particolare riguardo verso coloro che, nella loro storia calcistica, sono passati sotto il colle Cidneo. E in questo caso il Monza ne ha da vendere. A riprova di quanto sostenuto, basti pensare al più recente dei precedenti al fu Brianteo: ovvero quello giocato la sera di Pasquetta. Chi segnò per il Monza? Machin. Chi fu il migliore in campo? Colpani. Quasi una maledizione. 

Stroppa. Partiamo allora dall’ex “meno pericoloso “, in quanto semplicemente sulla panchina dei brianzoli e non più in campo: checché se ne dica infatti, sul rettangolo di gioco scendono ancora i giocatori. Giovanni Stroppa giunge a Brescia dal Piacenza nel 2000, accettando di scendere di categoria, e qui contribuisce alla promozione della squadra allora allenata da Nedo Sonetti con quattro gol, di cui uno proprio contro il Monza. Il legame però con la nostra città non è più solo professionale: a Castegnato ha infatti casa da molti anni. 

Caldirola. Si prosegue poi con Luca Caldirola. Il ragazzo arriva in biancazzurro il 4 gennaio del 2012, in prestito dall’Inter. Il Brescia, una squadra di ragazzi terribili con una meravigliosa idea in testa, stava cercando in quel periodo pian piano di riprendersi, dopo un inizio sfolgorante e un altrettanto repentino crollo, preventivabile data l’età media della rosa. Caldirola contribuirà in maniera decisiva alla risalita biancazzurra, formando con De Maio, Martinez e Michele Arcari tra i pali un muro praticamente invalicabile per gli avversari. Sono infatti dieci le partite consecutive senza subire reti (otto per Caldirola) e 907 i minuti di imbattibilità per l’estremo difensore, record che in futuro sarà forse impossibile pure da avvicinare. Caldirola, via Inter, la stagione successiva si trasferisce al Cesena; nel gennaio dell’anno dopo torna però a Brescia, guidando la squadra al raggiungimento dei playoff, persi contro il Livorno per il peggior piazzamento in stagione regolare. Caldirola non ci sarà nel match di mercoledì per squalifica, ma giocherà quello di domenica. 

Mazzitelli. A proposito di “ragazzi terribili “, guai a sottovalutare il talento di Luca Mazzitelli. Il centrocampista romano resta infatti uno dei migliori ricordi dell’annata 2015-2016, stagione in cui il Brescia era guidato in panchina da Roberto Boscaglia. Insieme ad Alessandro Martinelli erano i due elementi chiave del modulo del mister di Gela, deputati a dare qualità, corsa e sacrificio. I due fecero un campionato strepitoso, con solo il rimpianto di non centrato la qualificazione ai playoff per appagamento: l’acquisto del centrocampista da parte del Sassuolo, squadra sempre attenta ai giovani, testimonia però quanto di buono fatto dal centrocampista prodotto del vivaio della Roma. Non mancano però, nel caso di Mazzitelli, i rimpianti, per una carriera che forse poteva essere, ma che per ora non è ancora stata, e per la sua frettolosa cessione agli emiliani; purtroppo, però, quando si è con l’acqua alla gola, si ha fretta di vendere e il prezzo lo fanno gli altri. Ma qui a Brescia lo sappiamo fin troppo bene.

Machin (nella foto in evidenza). Su Machin il discorso è invece molto più semplice: tutti sanno del suo talento, ma sono consapevoli di come il ragazzo abbia ancora tanto da lavorare sulla mentalità e sul lavoro quotidiano (considerazioni non nostre, ma di Giovanni Stroppa, post Monza-Brescia in conferenza stampa). Qui a Brescia Machin è rimasto solo un anno, sempre provenendo dalla Roma: di lui si ricorda principalmente un gol, realizzato con un bell’inserimento in una vittoriosa trasferta a Pescara. A Pasquetta è però andato a segno, quindi l’attenzione dovrà essere massima. 

Colpani. Dulcis in fundo arriviamo ad Andrea Colpani: la mezz’ala di San Zeno è da sempre tifosissimo del Brescia, ma fa parte di quei ragazzi che hanno trovato la loro carriera in altri lidi, in questo caso dall’altra parte dell’Oglio: al nostro quotidiano ha però raccontato, in occasione dell’ultimo Brescia-Monza, di avere ancora oggi come idolo Roberto Baggio e di essere andato allo stadio con suo papà il giorno del suo addio al calcio a San Siro. Ci ha anche rivelato di aver richiesto venticinque biglietti della partita per parenti ed amici nella gara giocata al Rigamonti a dicembre: siamo convinti che allora, per una semifinale playoff, la domanda sarà molto maggiore.

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