A…GGRAPPATI AL SOGNO

Sotto per due volte, il Brescia rimonta il Perugia nel secondo supplementare e si guadagna la semifinale play off con il Monza. Mercoledì l’andata al Rigamonti, domenica il ritorno in Brianza con solo poco più di 600 tifosi al seguito

Brescia. Vede in faccia l’inferno, si scotta senza bruciarsi e quando tutto sembra perso, si aggrappa a un ragazzo di 22 anni, che meno gioca e più sa essere determinante. La stagione dei paradossi prosegue per il Brescia ed alla fin fine è anche un bell’andare perchè è solo dopo aver sofferto tanto che si possono apprezzare certi momenti. 

L’esultanza di Pajac dopo aver segnato l’1-1 su rigore

Tu chiamale, se vuoi, emozioni… Cinque gol, passaggio del turno sempre in altalena, Perugia che si sente derubato. Niente male come inizio play off. La strada resta lastricata di ostacoli e con asticelle che si andranno sempre più alzando, ma dopo essere passati indenni da una caienna del genere, cos’altro può spaventare i Corini’s ? E’ ancora poco, non è abbastanza per sentirsi da serie A, ma è pur sempre meglio del niente. Quel niente che il Brescia ha tenuto in mano per 40’ nel primo tempo e soprattutto nei cinque minuti (più intervallo) a cavallo tra il primo e secondo supplementare; ha visto la morte calcistica in faccia, andando sotto per due volte, il terrore del Grande Flop è aleggiato su un Rigamonti vestito a festa, gelato e poi determinante con i suoi circa 12.000 spettatori per spingere la banda della V bianca ad andare a svaligiare la cassaforte della qualificazione, che a un certo punto sembrava stregata, impossibile, chimerica. 

Il rigore trasformato da Pajac

Il match. Sotto dopo soli 10’ (Kouan), il Brescia ha acciuffato il primo pareggio nel maxi recupero del primo tempo (rigore di Pajac), si è ritrovato spalle al muro al 12’ del primo supplementare (Matos), ma negli ultimi 15’ di extra time ha dimostrato di avere un’anima, se non proprio delle idee, prendendosi tutto: game, set and match con SuperBianchi; un assist per Ayè e il gol del definitivo 3-2, così l’ex genoano è diventato l’eroe non per caso. Tutto è bene con quel che ne segue, ma come avrebbe detto De Luigi-Lucarelli ai tempi di Mai dire Gol: “Paura, eh?”. Eh si. Non poca. Il Brescia che passa il turno è l’immagine forse meno instagrammabile del creato, ma estremamente reale. E tanto basta. Ai play off non va avanti sempre e solo chi gioca bene, vince e convince, ma chi sa coniugare al meglio la parola resilienza. 

L’abbraccio di fine partita

Il futuro è adesso. Mercoledì sarà già gara 1 con il Monza al Rigamonti alle 19, domenica 22 alle 18 il secondo ciak in terra brianzola con la brutta notizia per il pubblico bresciano che nemmeno stavolta, come già accaduto in campionato, i residenti nel Bresciano potranno comprare più dei circa 600 biglietti a disposizione per il settore ospiti. E questo è un fattore che pesa perchè il tifo del Rigamonti oggi è stato decisivo almeno tanto quanto Bianchi, Ayè, Jagiello, Pajac, Cistana, Palacio. Non resta quindi che portarsi avanti con il lavoro, facendo in campo e sugli spalti il massimo possibile già a metà settimana per poi non dover trascorrere un (altro) tranquillo week-end di paura. 

Ayè deposita in rete il gol del 2-2
Bianchi calcia il pallone del 3-2
L’esultanza di Bianchi

LE METAMORFOSI TATTICHE

Dal 1’ (4-3-1-2)

Joronen; Sabelli, Cistana, Adorni, Pajac; Bertagnoli, Bisoli, Léris; Tramoni; Palacio, Moreo.

Dal 14’ st (4-3-1-2) Huard per Pajac e Jagiello per Tramoni

Joronen; Sabelli, Cistana, Adorni, HUARD; Bertagnoli, Bisoli, Léris; JAGIELLO; Palacio, Moreo.

Dal 38’ st (4-3-1-2) Proia per Bertagnoli e Ayè per Palacio

Joronen; Sabelli, Cistana, Adorni, Huard; PROIA, Bisoli, Léris; Jagiello; AYE’, Moreo.

Dal 1’ primo tempo supplementare (4-3-1-2) Van de Looi per Léris

Joronen; Sabelli, Cistana, Adorni, Huard; Bisoli, VAN DE LOOI, Proia; Jagiello; Ayè, Moreo.

Dal 1’ secondo tempo supplementare (4-3-3) Bianchi per Sabelli

Joronen; Bisoli, Cistana, Adorni, Huard; Jagiello, Van de Looi, Proia; BIANCHI, Moreo, Ayè.

Azzeccati i cambi operati da Corini
Il Perugia di Alvini esce dai play off a testa alta

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