BUDEL: ”IL BRESCIA, COME NOI NEL 2010, ADESSO DEVE REAGIRE CON PERSONALITA’ ”

L’ex rondinella, ora opinionista di Dazn, trova punti di contatto con la promozione in cui lui era in campo: ”Anche noi dovemmo riprenderci dalla batosta di Padova e lo facemmo con giocatori che tirarono fuori tutta la loro esperienza. Ora possono farlo Palacio e Bisoli, ma anche la brescianità di Cistana e Mangraviti può fare tanto”

Milano. Come ci si riprende dopo la botta della mancata promozione diretta? A Brescia è già successo. Dodici anni fa. Impossibile dimenticare quel giorno a Padova, quando con una vittoria le rondinelle di Beppe Iachini avrebbero staccato subito il biglietto per il Paradiso e invece perdendo, contro una squadra che era comunque in lotta per non retrocedere, furono costretti alla post-season poi vinta con la semifinale sul Cittadella e la finale sul Torino. Una situazione che ricorda quella di questa stagione dato che siamo ancora qui a dire che sarebbe bastato vincere a Cittadella, o battere la Spal e non perdere al “Tombolato”, per festeggiare. E invece bisogna partire addirittura dal preliminare con il Perugia. 

Alessandro Budel era in campo in quel Brescia di dodici anni fa, adesso è uno dei più apprezzati opinionisti di Dazn e proprio sabato commenterà la sfida in programma a Mompiano. 

Che ricordi hai di quella stagione?

“Indelebili. Facemmo una grande cavalcata nel girone di ritorno raccogliendo una quarantina di punti, ma incredibilmente dopo aver fatto così bene crollammo proprio sul filo del traguardo. Nessuno si aspettava che avremmo perso quell’ultima partita a Padova e infatti fu dura dover ripartire giocando i play off. Mi ricordo che venni sorteggiato al doping con Caracciolo e facemmo insieme il viaggio di ritorno in auto per tornare nelle nostre case di Milano: non ci siamo detti una parola, eravamo veramente affranti”. 

Budel con la maglia del Brescia

Quale fu la gara chiave dei play off?

“Proprio la prima, a Cittadella. Abbiamo fatto una partita da squadra esperta, che sapeva quello che voleva. Fu un valore aggiunto”. 

Come riusciste ad azzerare tutto?

“C’erano tanti giocatori di personalità. In difesa avevamo Bega, Martinez e Mareco, in mezzo al campo c’eravamo io, Baiocco, Cordova, davanti Caracciolo e Possanzini, tutta gente che aveva tante partite alle spalle e quello credo che sia stato fondamentale per recuperare a livello mentale”.

I tifosi delle rondinelle a Padova nel 2010

La chiave sabato con il Perugia quale dovrà essere?

“Proprio quella che trovammo noi a Cittadella: il Brescia dovrà fare una partita di personalità, senza pensare che ha buttato via la promozione diretta, dovrà farlo aggrappandosi a Palacio e Bisoli che di personalità ne hanno tanta, legandosi anche alla brescianità di Cistana e Mangraviti, giocatori che hanno qualcosa dentro e che devono tirarlo fuori. Ho appena commentato Salernitana-Cagliari, la squadra di Agostini tranne Joao Pedro non ha grandi giocatori di personalità, ma si è aggrappata all’anima sarda”. 

Cosa è mancato al Brescia?

“Continuo a pensare che insieme al Lecce fosse la squadra migliore, ma non deve perdere la rotta. Certo c’è un turno in più da fare, sarebbe stato meglio arrivare terzo o quarto, ma il Brescia ha le sue chances da potersi giocare dato che non è la prima volta che va in serie A una squadra che arriva tra la quinta e l’ottava. Deve solo riprendersi. Sono contento di poter commentare Brescia-Perugia per Dazn perchè voglio proprio vedere come reagiranno le rondinelle. Perchè possono e devono reagire, la forza di squadra c’è”.

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