E’ NORMALE AVERE UN PO’ DI NAUSEA? LA DURA VITA DI UN TIFOSO DELLE RONDINELLE

Brescia. Voglio rassicurare chi mi conosce personalmente: non sono “incinto”, ma provo quella fastidiosa sensazione, tipo una nausea, nei confronti del prossimo impegno del Brescia, contro la Reggina. E non sono un occasionale, e neppure pessimista, mi sono guardato tutte le partite in casa del campionato di A col record negativo di punti, sono quello che, sullo 0-2 al novantesimo pensa: mancano 5 minuti di recupero, ci stanno giusto un paio di golletti, tanto per non perderla, ma oggi gira così, infatti, non ho ancora comprato il biglietto.

Chiedendomi cosa stia succedendo ad una squadra che è stata nei primi posti per tre quarti di campionato con Inzaghi, poi silurato sperando nelle idee del Genio, ma niente: anche lui non ha sfregato la lampada nel modo giusto. Sono tutti incapaci gli allenatori, oppure c’è qualcosa che non va nella rosa della squadra? 

Carenze che sono state nascoste dalle prodezze di alcuni singoli, fino a che è durato, adesso, non funziona più, e allora ho fatto il compitino, facendo qualche ricerca, su una squadra allestita più con il cuore (diciamo così va…) che con la testa.

Su una rosa di quasi 30 persone, sapete quanti sono i mancini? Quattro: Mangraviti, difensore centrale, in panchina, Pajac, terzino sinistro, Huard idem, ed è la sua riserva, nessun centrocampista, Bajic, attaccante obiettore di goal.

Viene da chiedersi se, chi ha fatto la campagna acquisti, anche a gennaio, sia del mestiere, per non avere almeno bilanciato la cosa.

Mancano, inoltre, un regista di personalità, un bomber di quelli che la mettono dentro spesso, per far coppia con Moreo, uno che sappia tirare le punizioni dal limite direttamente a rete, un trequartista vero ( l’unico in grado è Jagiello).

Per sopperire a tutte queste lacune, ci dobbiamo aggrappare all’estro di Tramoni, alla classe di Palacio, e agli inserimenti di Bisoli, oltre al solito Moreo, che fa appieno la sua parte.

E allora mi è scappata la voglia di vedere una partita, quella con la Reggina, che rischia di essere l’ennesima incompiuta, con i soliti difetti, i soliti cambi, al solito minuto, sperando nel quarto d’ora finale.

Ma poi mi conosco, ho preso il giorno di riposo per venerdì, e al cuor non si comanda, finirò per fare il biglietto, solito posto in curva, con i soliti vicini, in quello che ho battezzato “il club degli ottimisti”, per i commenti disfattisti che sento da parte di alcuni, e sarò lì, a smadonnare e a soffrire, come al solito.

E’ una vita dura, essere tifoso delle Rondinelle…

Ezio Frigerio

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