CORINI: ”PRENDIAMOCI LE NOSTRE RESPONSABILITA’ E TRAIAMO LEZIONE PER I PLAY OFF. L’OBIETTIVO RESTA LA SERIE A”

“Ora vogliamo arrivare almeno quarti o terzi per evitare il primo turno della post-season. C’è grande delusione per quello che poteva essere e non è stato. Accettiamo le reazione della tifoseria, quando l’obiettivo che sembra a portata di mano sfugge è normale l’arrabbiatura”

Cittadella. Eugenio Corini si presenta in conferenza stampa deluso sia per il risultato finale, sia per un approccio iniziale decisamente non buono.

Mister, purtroppo una partita deludente…

«Indubbiamente c’è una grande delusione per quello che poteva essere e non è stato. Dobbiamo fare anche un’assunzione di responsabilità, potevamo fare sei punti tra Spal e oggi e non siamo riusciti a farli. Non siamo stati bravi a sufficienza. C’è rammarico, sarà importante vincere con la Reggina per migliorare la nostra classifica in chiave playoff. L’esperienza che abbiamo fatto in queste due partite ci servirà dopo, soprattutto per quanto riguarda la pressione. C’è sempre da poter trarre un insegnamento».

La sensazione è stata di un approccio iniziale non buono…

«I primi quindici minuti non sono stati sicuramente positivi, eravamo contratti, nonostante abbia cercato in settimana di togliere le scorie dell’ultima partita in casa contro la Spal. Dopo la rovesciata ci siamo comunque liberati psicologicamente, creando qualche presupposto per fare gol. Abbiamo approcciato bene anche il secondo tempo, poi non abbiamo poi gestito bene la rimessa da cui è scaturito il gol loro. In seguito abbiamo spinto, rischiando anche qualcosa in contropiede, come era normale. Con un eventuale gol l’inerzia mentale sarebbe potuta diventare nostra, peccato, dovremo forse fare qualcosa in più, perché non basta ciò che abbiamo fatto fino ad adesso».

Sei anche arrabbiato per oggi?

«L’arrabbiatura c’è sempre, deve essere però lucida. Dobbiamo capire dove dobbiamo migliorare. Non ho nulla da rimproverare riguardo la generosità ai nostri calciatori. Sono ragazzi che lavorano e si impegnano. Dobbiamo essere più decisi su alcune situazioni che potrebbero orientare la partita in un certo modo: tendiamo infatti a lasciare sempre aperte le partite, ma anche gli avversari hanno qualità. Tornare a giocare il pomeriggio probabilmente è stato anche un fattore, pur essendoci sempre allenati in orario partita. C’è delusione, potevamo vincere questa partita su alcune situazioni e non siamo stati capaci a farlo». 

Nonostante i regali, il Brescia non è riuscito a scartarli…

«Purtroppo no. È stato un campionato equilibratissimo. La percezione nostra era che vincendo le ultime tre gare saremmo potuti andare in A, siamo arrivati a un centimetro con la Spal e oggi invece è mancato qualcosa in più. C’è rammarico grande, ma non dobbiamo punirci. Il nostro compito è preparare al meglio i playoff, evitando il turno preliminare e cercando quindi di chiudere almeno quarti o anche terzi se fosse possibile». 

Non hai visto una squadra anche un po’ spenta?

«Secondo me i primi venti minuti sono stati come dici tu. Poi sono intervenuti il caldo, era difficile per entrambe le squadre. Abbiamo preso un gol che non dobbiamo prendere, era una situazione che potevamo gestire decisamente meglio. La squadra ha spinto, ha creato tantissimi presupposti per fare gol ma non ha segnato. Lavoreremo anche su questo». 

Il modo di giocare diverso era con le due torri davanti?

«Si, l’idea era quella: schierare due prime punte e un trequartista tra le linee, con in aggiunta la grande spinta dei terzini. Con Matteo volevamo costruire gioco tra le linee, con in aggiunta i due interni di centrocampo ad occupare l’area. Per un po’ l’abbiamo fatto, poi ho visto che c’era difficoltà, quindi ho preparato il cambio di Palacio, con l’obiettivo di provare a scardinare le loro linee difensive». 

Pensi di andare avanti con questo modulo?

«Credo che 4-3-1-2 o 4-3-2-1 non cambi molto, perché come attitudine abbiamo quella di giocare con i due giocatori offensivi. Non penso di poter giocare con due esterni d’attacco e una punta, perché a parte Tramoni mancano gli uomini per giocare in questo modo». 

L’impatto di Palacio è stato devastante…

«Palacio è un giocatore importante, mi ha dato grande disponibilità dopo un infortunio particolare, e ciò certifica la professionalità di questo ragazzo. Ha fatto mezz’ora di livello, ogni volta che tocca la palla pensi possa succedere qualcosa d’importante. Averlo ritrovato è fondamentale». 

Chi vorresti evitare nei playoff?

«Noi accetteremo ciò che la classifica dirà. Dobbiamo pensare a migliorare la nostra, battendo la Reggina. L’avversario sarà comunque di livello, perché se è arrivato fin qua vuol dire che ha dei valori. Vorrei evitare i preliminari, quello sicuramente». 

La squadra è stata mandata indietro dai tifosi. Come pensi possa reagire la città, tu che la conosci?

«Credo che i tifosi abbiano un grande amore verso la loro squadra. Bisogna accettare le reazioni della tifoseria, capendo che siamo noi a determinare il nostro futuro. Il Brescia ha avuto tutto l’anno la sensazione di poter raggiungere il grande obiettivo, poi, sancito che non si può più raggiungere, l’obiettivo resta comunque la serie A. È normale dover accettare le critiche dopo una sconfitta».

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