BRESCIA INCORONA IL PICCOLO PRINCIPE: E’ TRAMONI L’ARMA IN PIU’

Con sei gol e tre assist ha una media di una giocata decisiva ogni 4 partite o 200 minuti, in una sola parola: imprescindibile. Non solo Corini deve trovargli una maglia da titolare, ma anche Cellino non può tirarsi indietro sul riscatto da versare al Cagliari

Brescia. Matteo Tramoni, basta la parola. Il Piccolo Principe ha trovato il suo regno nella Brescia biancoazzurra. Con quello alla Spal, ha aggiornato a 6 i gol stagionali, ai quali vanno aggiunti anche 3 assist. Nove giocate decisive in 36 partite: una ogni 4. I minuti in cui è stato in campo finora sono 1847, il che significa che ogni 200’ di media il francesino, anzi il piccolo grande uomo della Corsica, crea qualcosa di grande. Lui che grande lo è diventato in questa stagione, la prima da professionista in Italia dopo la polvere accumulata a Cagliari dove, dopo averlo portato nel campionato tricolore, lo impiegavano con il contagocce convinti che fosse ancora troppo giovane e quindi acerbo per la serie A italiana. Che brutto modo di ragionare, tipicamente italiota.

I numeri. Matteo sta recitando da protagonista in serie B, anche se le partite in cui è partito titolare (18) sono le stesse in cui ha dovuto entrare dalla panchina. E’ stato Inzaghi a scartare subito il regalino che Cellino gli aveva fatto trovare in ritiro. Non ha avuto dubbi il primo tecnico stagionale delle rondinelle e ha impostato la squadra con Tramoni e Léris punte larghe a supporto di Bajic o Moreo. Subito un assist a Terni per Bajic e un gol con il Cosenza, nelle prime due giornate. Il gol vittoria di rapina a Benevento, quello rompighiaccio alla Spal all’andata, l’assist a Moreo nel ritorno con l’Alessandria per evitare una bruciante sconfitta, il rigore tirato magistralmente a Crotone (segno della fiducia che Inzaghi aveva in lui), il gol del momentaneo 1-1 con il Frosinone al Rigamonti (nel match finito 2-2), l’assist a Monza per Bisoli e la gemma di lunedì sera alla Spal, vittima designata quindi sia all’andata che al ritorno. Un dribbling secco per liberarsi di Zanellato, la palla fatta passare sotto le gambe di Thiam. Oplà. Ullallà. 

Lo scenario. A Matteo Tramoni adesso non si può proprio rinunciare e Corini, dopo aver ammesso di aver pensato fino all’ultimo di schierarlo dall’inizio per poi dare invece fiducia (non proprio ripagata) al duo Ayè-Bajic, lo sa e sabato a Cittadella gli darà una maglia da seconda punta. Perchè schierarlo trequartista sarebbe un errore: il 22enne non va ingabbiato in un ruolo dietro le punte, dev’essere lasciato libero di svariare, un po’ largo e un po’ ad entrare nel campo. Così come un grave errore sarebbe, da parte di Cellino, non esercitare il diritto di riscatto con il Cagliari per poco più di 2 milioni di euro. Il Piccolo Principe ha trovato il suo regno e i sudditi adesso vogliono goderselo. 

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