NON PIANGERE SUL LATTE LATH VERSATO

Pareggio beffa per il Brescia con la Spal: in vantaggio grazie a Tramoni all’ 84’, viene raggiunto al 94’ dall’attaccante di proprietà dell’Atalanta. Sciupata una grande occasione: il secondo posto dista sempre 3 punti, ma a due giornate dalla fine non bisogna mollare anche in previsione dei probabili play off

Brescia. Di primo acchito verrebbe da scrivere che stavolta per la promozione diretta è proprio finita. E forse è davvero così. Ma un po’ perchè siamo alle prese con il campionato più folle di sempre, un po’ perchè non ha senso tirare le somme quando potrebbe esserci ancora un mese di gioco (la finale di ritorno dei play off è in programma il 29 maggio), tanto vale pensare che sia stato un altro step obbligato del mini campionato che il Brescia sta giocando con Eugenio Corini. Dopo cinque giornate con il tecnico di Bagnolo Mella, le rondinelle hanno 9 punti. Ne servono ancora 10 per andare in serie A. Già, perchè se bisognerà passare dalla lotteria degli spareggi bisogna farlo nella miglior posizione possibile ovvero il terzo posto (come nel 2010 quando poi arrivò la promozione): vincere a Cittadella e battere la Reggina, se non servirà per andare subito in A, potrebbe essere un buon viatico per mettersi nella condizione di saltare il primo turno della post-season e avere semifinale e finale di ritorno in casa ergo a quel punto salire al piano di sopra con quattro pareggi. Per una squadra che ha perso solo 5 volte, una nelle ultime 20 partite, che ha impattato 15 match su 36 (il 41%), andare ai play off da terza potrebbe essere un’ assicurazione non proprio banale.

I giocatori del Brescia escono delusi a fine gara

Che spreco ! Certo sale la rabbia ripensare che al 93’ del match con la Spal gli uomini di Corini erano solo a -1 dalla Cremonese seconda in classifica (che sabato prossimo avrà un match casalingo non proprio agevole con l’Ascoli) e già terzi da soli avendo scavalcato in un colpo solo Pisa, Monza e Benevento. Il tavolo era ben apparecchiato: Pisa, Monza e Cremonese avevano già perso quando le rondinelle hanno cominciata giocare, lo stadio era gremito come non mai da due anni a questa parte (circa 9.000 spettatori), caloroso e ben disposto verso chiunque (sì, anche verso Ayè). Dopo una gara decisamente complicata (brutto primo tempo seppure con due palle gol, ma altrettante per la Spal, ripresa decisamente meglio), il Brescia era riuscito a passare in vantaggio con una magia del Piccolo Principe, alias Matteo Tramoni, a sei minuti dal Novantesimo. Il momento giusto per vincere una partita brutta e sporca, ancora una volta di corto muso, chè senza un attaccante di razza e con Moreo a mezzo servizio di più non si può pretendere. Ma le rondinelle non avevano fatto i conti con l’atalantino Latte Lath in prestito sulla via Emilia: un colpo di testa al 94’ (foto in evidenza), Pajac (fin lì uno dei migliori) che non tiene la marcatura, Joronen che resta impalato sulla riga di porta e in dieci minuti ecco il passaggio dal sogno ancora possibile a un incubo gelato.

Il tiro di Tramoni che passa sotto le gambe di Thiam per il momentaneo vantaggio
Bisoli abbraccia Tramoni dopo il gol del momentaneo vantaggio
L’ammucchiata dopo il gol di Tramoni

Prospettive. Così, di primo acchito verrebbe da scrivere che le lacune strutturali di questa squadra si sono palesate anche nella partita cruciale: senza uno che segna con continuità e uno che detta i tempi a centrocampo è dura vincere i campionati in questo sport. Ma a questo punto che senso avrebbe? Non è il momento. Se il Brescia ha i suoi problemi, non è che le altre (escluso il Lecce) possano dire di essere arrivate a questo finale di stagione più brillanti. Se l’uomo è dominante perchè il più adattabile degli animali, questo è il momento di adattarsi meglio di chiunque altro al più pazzo campionato del mondo. E così sia.

Sono tornati allo stadio anche i ”Brescia 1911”
La Curva Nord ha tifato incessantemente per tutto il match

LE METAMORFOSI TATTICHE

Dal 1’ (4-3-1-2)

Joronen; Sabelli, Cistana, Adorni, Pajac; Bisoli, Van de Looi, Bertagnoli; Léris; Ayè, Bajic.

Dal 15’ st (4-3-1-2) Tramoni per Léris, Moreo per Ayè

Joronen; Sabelli, Cistana, Adorni, Pajac; Bisoli, Van de Looi, Bertagnoli; TRAMONI; MOREO, Bajic.

Dal 29’ st (4-3-1-2) Behrami per Van de Looi e Jagiello per Bertagnoli

Joronen; Sabelli, Cistana, Adorni, Pajac; Bisoli, BEHRAMI, JAGIELLO; Tramoni; Moreo, Bajic.

Dal 36’ st (4-3-1-2) Karacic per Sabelli

Joronen; KARACIC, Cistana, Adorni, Pajac; Bisoli, Behrami, Jagiello; Tramoni; Moreo, Bajic.

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