CORINI: ”ATTENTI E UMILI, IN 90’ PUO’ ANCORA CAMBIARE TUTTO”

“Conosco bene le qualità della Spal, con una partita persa o vinta possono mutare gli orizzonti, ma tutto dipenderà soprattutto da noi. Spero che i nostri tifosi possano portarci alla vittoria come contro il Parma. Voglio valutare tre quattro situazioni, tra cui Moreo»

Torbole Casaglia. Eugenio Corini è carico per il rush finale, ma invita a non sottovalutare i pericoli della sfida di domani.

C’è una frase che dice “punta alla luna, al massimo avrai ballato tra le stelle“. Può essere questa la filosofia delle ultime tre partite?

«Si, la filosofia di crederci sempre passa però da quello che possiamo fare noi, ovvero provare a vincere la nostra partita. Abbiamo le qualità per poterlo fare, di conseguenza il nostro obiettivo vero e concreto è stato preparare bene la partita e domani mettere in campo ciò che abbiamo preparato. La Spal ha qualità, ha giocatori importanti, alcuni di loro li conosco bene come Mancosu, Meccariello e Dickmann, oltre ad Alfonso che conoscete bene anche voi, grande protagonista del campionato che ci ha portato poi alla promozione. So lo spirito di quei ragazzi, le loro qualità come quelle di tutta la Spal, quindi voglio vedere un’attenzione massima e una squadra umile in campo. L’umiltà è un grandissimo valore, ti fa stare attento, rispettare gli avversari e ti fa dare il massimo. Domani voglio vedere una squadra umile in campo, che sa su cosa abbiamo lavorato in questi ultimi giorni, un punto di partenza da cui crescere ogni giorno». 

In cosa credi che il Brescia sia migliorato in queste quattro partite?

«Io penso che la squadra abbia lavorato sulla propria identità, c’è una grande volontà di andare a fare le cose assieme. Abbiamo fatto a mio avviso ottime prestazioni, costruendo le premesse per andare a vincere le partite. Due volte ci siamo riusciti, e due volte ci siamo andati vicini, nonostante la forza delle avversarie. Questo è il solco che abbiamo tracciato e su cui vogliamo proseguire». 

Scoraggia l’essere in questo momento sesti, nonostante i soli quattro punti dalla vetta?

«È la stranezza di questo campionato. Con una partita possono cambiare tutte le prospettive. È per quello che noi dobbiamo pensare a fare bene il nostro, perché poi può succedere sempre di tutto e l’importante è che ciò che è accaduto a te sia qualcosa di positivo (ride, ndr). Se non hai ottenuto un risultato positivo, è inutile andare a vedere cosa hanno fatto gli altri. La nostra concentrazione è su questa partita, da inizio campionato sei squadre si stanno giocando la promozione, noi cercheremo di fare il nostro meglio da una posizione di attuale svantaggio». 

Il fatto di avere tutto da guadagnare e poco da perdere vi può aiutare?

«Io penso che sostenere la pressione faccia parte dell’essere un calciatore o un allenatore professionista. Non bisogna farsi schiacciare da essa, ma ti deve spingere ad alzare il tuo livello e a continuare a lavorare. Su questo stiamo continuando ad insistere, ma so che dobbiamo continuare ad avere la visione di cui parlavo prima: capire cosa è realmente importante, cosa dobbiamo fare e cosa faremo. Valuterò tutto questo, se la prestazione sarà positiva spesso viene anche accompagnata dal risultato, e noi lavoreremo per ottenerlo. Noi comunque abbiamo un obiettivo grande, e bisogna avere questo tipo di consapevolezza. Per pensare in grande devi però avere l’umiltà di comprendere come domani sarà una partita complicatissima, in cui avremo bisogno del supporto dei nostri tifosi, così come è stato con il Parma: quella partita l’abbiamo vinta assieme, con qualche difficoltà, ma la squadra c’ha creduto e con un grande secondo tempo è riuscito a vincerla». 

A che punto è il recupero di Moreo?

«Devo essere sincero, non comunico i convocati perché ho tre/quattro situazioni da gestire, a parte Stefano, e un allenamento domani mattina. Voglio valutarle in maniera approfondita. Le scelte saranno ponderate con attenzione, in vista non solo di domani ma del prosieguo del campionato. Stefano siamo riusciti a farlo allenare, però voglio valutarlo ancora». 

Palacio invece come sta?

«Ha fatto gli ultimi due allenamenti bene, però bisogna capire il percorso che ha fatto, non solo riguardo la condizione atletica ma anche dal punto di vista psicologico, perché è un infortunio che bisogna avere la forza di superare. È un ragazzo libero, voglioso di darci una mano, è una delle situazioni che voglio valutare per capire se sia convocabile». 

Bajic non segna dal 3 ottobre e Aye non ha ancora segnato in casa. Domani può essere la giornata giusta?

«È sempre la giornata giusta (ride, ndr). L’importante è crederci, con grande umiltà». 

Fino ad adesso hai sempre schierato praticamente gli stessi undici, invece domani potrebbero esserci dei dubbi…

«Sì, tendenzialmente è così. Solitamente nel penultimo allenamento comunico sempre ai ragazzi gli undici titolari, ma oggi non l’ho fatto. Questo vuol dire che ho dei dubbi, legati sia alla gestione delle partita-magari qualche giocatore può essere più utile a partita in corso-, sia invece alla condizione vera e propria». 

C’è la sensazione che sia la giornata “più cruciale“ di altre, considerando Lecce-Pisa e Frosinone Monza?

«Credo siano state tutte cruciali, ma più passano le partite più aumenta l’importanza delle partite stesse. Questa secondo me oggettivamente sarà molto importante, per capire ciò che si potrà fare nelle ultime due». 

La Spal qualche giornata fa sembrava tranquilla, invece adesso ha tre partite complicate per salvarsi…

«È la bellezza di questo campionato. Io lo conosco, mi è successo l’anno scorso lo stesso. Settimana scorsa la Reggina ha battuto il Lecce, quella prima il Cosenza ha battuto il Benevento, che ha una struttura di squadra molto importante. Non bisogna dare niente di scontato, può succedere di tutto, ma ogni cosa dipenderà da noi: sarà quindi fondamentale battere la Spal, che ha bisogno di punti per completare il discorso salvezza».

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