IL FUTURO E’ (ANCORA) UN’IPOTESI

Il Brescia pareggia in rimonta a Monza, perde un punto sulla zona promozione diretta (ora distante tre punti), ma a tre giornate dalla fine coltiva pur sempre qualche speranza

Monza. A tre giornate dalla fine siamo ancora qui a chiederci dove sia il filtro tra pregi e difetti del Brescia, quale la sua reale consistenza, il suo spessore, quali i suoi confini. Restano i numeri, che nonostante la mancata vittoria nella partita che si doveva “solo vincere” regalano ancora speranze di promozione diretta. Perchè se in questo folle campionato il Lecce capolista (ora ex) si fa battere da una Reggina che nulla ha più da chiedere al campionato, allora tutto è davvero ancora possibile negli ultimi 270’ della regular season.

Di Gregorio nulla può sul rigore in movimento di Bisoli
Bajic nel finale ha avuto la palla della vittoria, ma Di Gregorio gli ha detto di no
Buon impatto per Tramoni che ha dovuto sostituire Moreo dopo soli 15 minuti

Il punto della situazione. Certo il Brescia ha perso un punto sulla serie A diretta (ora è a -3), c’è una giornata in meno, e anche se nella pur buona prestazione di Monza come spirito, mentalità e gioco, sono emerse una volta di più le lacune strutturali per la mancanza di un regista e di un bomber, non ce la sentiamo proprio di dire che è finita qui. Lunedì prossimo non sarà una passeggiata di salute affrontare una Spal che non è ancora salva, più semplice dovrebbe essere schienare Cittadella e Reggina ormai fuori dai giochi (un conto è giocare a Reggio a quattro turni dalla fine e un altro lo è ospitare gli amaranto all’ultima giornata), salire subito resta un’impresa, ma un grillo parlante che abbiamo sulla spalle ci dice che a 71 punti si va in serie A. Nel campionato dell’equilibrio assoluto e come non mai, oggi facciamo fatica a immaginare una classifica con ben due squadre capaci di fare 72 o più punti. Certo il Brescia adesso non può più sbagliare, di reti protettive (leggasi rammarichi o alibi) contro le quali pensare di rimbalzare per evitare la caduta non ce ne sono più: non resta che fare 9 punti. Potrebbero non bastare per via di scontri diretti e differenza reti che non sorridono alle rondinelle (-8 con il Lecce, -2 con la Cremonese ed era meglio il contrario visto che i grigiorossi hanno un punto in più), ma guai ad avere rimpianti lasciando altri punti per strada oppure pensare già ai play off.

Per Eugenio Corini 8 punti in 4 partite
L’infortunio a Moreo che ha tolto al Brescia il suo miglior marcatore dopo soli 15’

La partita. L’ 1-1 di Monza – che è comunque in rimonta (il gol di Machin è giunto dopo 368’ d’imbattibilità di Joronen) e per questo non può lasciare del tutto insoddisfatti anche se Bajic si è visto deviare da Di Gregorio il diagonale della vittoria, ma onestà intellettuale impone allora di dire che anche la deviazione sotto porta di Mancuso e il colpo di testa da distanza ravvicinata di Marrone hanno girato bene – dice che il Brescia gioca a calcio. E gioca bene. Ma che continua ad avere dei buchi in mezzo al campo e davanti. Manca chi accende la luce in fase d’iniziazione del gioco e chi spegne l’interruttore dopo aver mandato a nanna gli avversari. La Leonessa allo U-Power Stadium si è fatta preferire in tutte le statistiche: tiri totali (+5), tiri in porta (+1), possesso palla (+2%), passaggi (+11), precisione nei passaggi (+1%). Di solito in partite così equilibrate certi dati bastano per prendersi tutto il malloppo. Non è successo e dato che abbiamo già spiegato il nostro perchè, non ci rimane che pensare a Enrico Ruggeri e a una sua canzone: Il futuro è (ancora) un’ipotesi. E per ora, tutto sommato, va bene anche così.

Ayè ha sbagliato un gol davanti al portiere e perso la palla dalla quale è nato il vantaggio del Monza
Van de Looi e Bisoli a testa bassa dopo il gol del vantaggio del Monza

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