CORINI: ”A MONZA CON LA NOSTRA SOLITA IDENTITA’, PER UNA PARTITA MOLTO IMPORTANTE SEPPURE NON ANCORA DECISIVA”

”Abbiamo preparato delle strategie per metterli in difficoltà, una volta recuperata la palla. Lavoro ogni giorno come se fosse l’ultimo, ma sperando che ce ne siano ancora tantissimi. Palacio? Martedì sapremo”

Torbole Casaglia. Eugenio Corini si presenta in conferenza stampa, a due giorni dalla sfida con il Monza, con la serenità chi sa di avere preparato al meglio il match che può valere una stagione. 

Mister, gara decisiva?

“E’ molto importante, inutile nasconderlo. Con altre tre partite però ancora da giocare, il calcio mi ha insegnato che può succedere di tutto. E sono partite che bisognerà giocare al massimo perchè tutte hanno ancora degli obiettivi, come ha dimostrato il Cosenza facendo una grande gara con il Benevento”. 

Chi ha più da perdere tra voi e il Monza?

“Il Monza ci è davanti, ha vinto lo scontro diretto all’andata e siamo noi quindi che dobbiamo andare a recuperare lo svantaggio. Prima della partita di Parma avevamo la consapevolezza che sarebbe stato fondamentale vincere, che tutto passava da lì, per tener aperto il sogno contro una squadra difficile e forte. Ho sentito elettricità, vibrazioni importanti nella partita e allo stadio e tutto questo ce le siamo portati dentro la settimana di preparazione a questo match di Monza”. 

Hai ripensato alla partita dell’anno scorso a Monza con il Lecce che di fatto vi precluse la promozione diretta? Hai voglia di rivincita anche per quello?

“Si ogni tanto ripenso alle ultime quattro partite dell’anno scorso: perdemmo a Cittadella e a Monza dopo aver dominato il secondo tempo contro la squadra di Brocchi. Quella sconfitta ci fece mancare l’obiettivo nella stagione regolamentare (poi arrivò l’eliminazione in semifinale play off con il Venezia, ndr)”. 

Ci voleva una vittoria nella sofferenza come quella di Parma?

“Sì, rivedendo il primo tempo dove abbiamo rischiato quasi nulla, si vede bene che con il possesso basso facevamo fatica, anche per merito degli avversari”. 

A Monza per aggredire da subito l’avversario e giocare una gara immediatamente d’attacco?

“Identità e mentalità devono essere sempre le stesse. Bisogna accorciare il campo, riconquistare la palla e una volta fatto quello abbiamo preparato delle strategia per metterli in difficoltà. Loro hanno una struttura fisica importante in difesa, cercheremo di occupare e liberare spazi per le nostre giocate” 

Si va avanti con la solita formazione tranne Cistana per Mangraviti?

“Cistana rientra e riparto dalla coppia Cistana-Adorni, anche se sono contento di come ha giocato Mangraviti. Quanto al resto della formazione, sto pensando ancora a un paio di situazioni per lavorare strategicamente su come iniziare la partita”. 

Cosa si può migliorare in fase offensiva? Cosa manca ancora ad Ayè per raggiungere i livelli della scorsa stagione?

“Stiamo andando a riempire bene l’area per poi concludere. Quello di Ayè è un campionato particolare, ha avuto degli infortuni, non aveva mai giocato 90’ prima che arrivassi io. Bisogna gestire la sua condizione ed è quello che abbiamo fatto anche questa settimana?

Rivedremo Palacio prima della fine del campionato? Magari ai play off se non arrivasse la promozione diretta?

“Si sta curando, martedì ha una visita che ci farà capire se potrà ancora essere utile”. 

Come mai non stai più convocando Spalek dopo che alla tua presentazione avevi avuto belle parole per lui?

“Nico ha grande stima da parte mia, s’impegna sempre, ma ci sono delle situazioni che mi fanno prendere la decisione di non convocarlo. Deve fare ancora uno step per rientrare nella lista”. 

Il nuovo responsabile del settore giovanile ha detto che tutte le squadre giocheranno 4-3-1-2, il tuo modulo. Questo significa che anche tu potresti finalmente aprire un ciclo alla guida del Brescia?

“Per quanto riguarda le vicende del settore giovanile non è giusto che dica il mio pensiero perchè non mi spetta, spero che il mio percorso al Brescia possa essere lungo, per me è un onore e una bella responsabilità allenare questa squadra. Lavoro come se ogni giorno fosse l’ultimo, ma sperando che ce ne siano tantissimi”. 

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