L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO

La carriera del grande ex della gara di mercoledì, Ernesto Torregrossa, è suddivisa tra colpi di classe e infortuni di ogni genere, che gli hanno tolto per ora la possibilità di giocare stabilmente in serie A. Ora l’obiettivo per l’attaccante di San Cataldo è la seconda promozione da protagonista, stavolta sotto la Torre più famosa d’Italia

Pisa. “Oh Torre, Torregrossa, sai perché tu non segnavi mai”? Questo coro dei ragazzi della Curva Nord racchiude molto della carriera di Ernesto Torregrossa, ovvero il passaggio (avvenuto in maglia biancoblu) da giocatore che “non segnava mai“ a coprotagonista di una cavalcata trionfale verso la serie A. Sconfitta la nomea di attaccante poco prolifico, sono poi arrivati gli infortuni a complicare la carriera del centravanti di San Cataldo. Ora, in Toscana, cerca di ritrovare la serie A conquistata e poi perduta: talvolta ripartire serve infatti a prendere più slancio. 

Le origini. Ernesto Torregrossa nasce a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, il 28 giugno del 1992. Suo padre, Lirio, di origine venezuelana, ma nato nello stesso paese del figlio, è una bandiera della squadra locale e della città, avendola trascinata verso la fine degli anni ’80 dalla seconda categoria alla serie D. Sua madre invece, Karina, è stata giocatrice di pallavolo, sempre nella squadra locale. 

Il giovane Ernesto cresce calcisticamente nell’Udinese: è Pietro Leonardi, allora direttore sportivo dei friulani, ad offrirgli un contratto quinquennale per il vivaio: a tal proposito il padre ha raccontato a Il Fatto Nisseno che “(io e mio figlio) facemmo un po’ i furbi, dicendo che ci avremmo pensato un attimo e uscimmo dalla stanza. Non appena girato l’angolo, ci abbracciammo per la felicità“. Due anni dopo lo sbarco in Friuli, il Verona, nella persona di Mauro Gibellini, ne rileva il cartellino per 50.000 euro, facendolo debuttare in Lega Pro nell’incontro tra Hellas e Sorrento. 

Lumezzane. Dopo i primi tradizionali prestiti (Siracusa, Monza e Como) Ernesto arriva a Lumezzane, ed è in Val Trompia che arriva la prima stagione in doppia cifra: dopo infatti sei mesi di ambientamento nella nuova realtà, nella stagione 2013/2014 realizza tredici gol, contribuendo al raggiungimento della salvezza per i valtrumplini, allora allenati da Michele Marcolini. Quest’esperienza segna la carriera del giocatore: quando infatti nel 2016 arriva a Brescia, rivela in conferenza stampa che già quando giocava nel Lumezzane vedeva le Rondinelle come un punto di arrivo. Prima però di arrivare in città ci sono altre due tappe, prima al Crotone e poi al Trapani, ove si conferma la regola non scritta di tutta la sua carriera fino a quel momento: giocatore talentuoso, ma dalle medie realizzative decisamente insufficienti. 

In biancazzurro. Ernesto Torregrossa, come detto, arriva a Brescia in prestito per la stagione 2016/2017, forse la più difficile nella storia recente dei biancazzurri: il giocatore segna cinque gol, di cui uno pesantissimo nello spareggio salvezza contro il Trapani. L’anno successivo arriva Massimo Cellino, che mostra fin da subito di credere nelle potenzialità del siciliano: nel gennaio 2018 ne riscatta infatti la seconda metà del cartellino dal Verona per poco meno di un milione di euro, ed Ernesto lo ripaga arrivando per la prima volta in carriera in doppia cifra in serie B. Nell’estate 2018 il Brescia acquista Alfredo Donnarumma e con il campano Torregrossa formerà una coppia devastante: realizza infatti dodici gol e dieci assist che, uniti ai venticinque gol del bomber di Torre Annunziata, vogliono dire solo una cosa a fine anno, ovvero serie A. Massima espressione della loro intesa è un gol splendido, realizzato contro la Salernitana il 22 aprile del 2019: Torregrossa porta avanti il pallone, supera due avversari con una ruleta e serve Alfredo, che gli restituisce palla con il tacco davanti alla porta; al siciliano non resta che concludere in gol con un preciso diagonale. Il Rigamonti va in estasi, per uno dei gol più belli della storia recente biancoblu. 

Raggiunta la serie A iniziano però gli infortuni, che, ad onor del vero, continuavano già da prima a tormentare l’attaccante: a Cagliari, per l’esordio in serie A, Torregrossa non c’è; torna con il Milan ma la sua gara dura solamente quarantacinque minuti, fermandosi per due mesi. Poi la pausa causata dalla pandemia cambia tutto. 

Resta? Non resta? Il Brescia retrocede in serie B, ma Torregrossa con sette gol è comunque il miglior marcatore della squadra dietro a Donnarumma; non mancano i rimpianti di non aver mai avuto la coppia gol dell’anno precedente a pieno servizio. Ma tant’è. Nella breve pausa di mercato tra la A e la B, l’attaccante vuole essere ceduto. Con un colpo di teatro dei suoi Massimo Cellino però resiste, spegnendo il telefono durante l’ultimo giorno di mercato per non ascoltare nemmeno le offerte per lui e Sabelli. Torregrossa dunque resta, mettendosi a disposizione dell’allenatore e riprendendo a fare ciò che sa, ovvero gol e assist; lo spogliatoio è però una polveriera, e a gennaio esplode. Ernesto e Sabelli, i due più scontenti della situazione, vengono ceduti e, se il terzino fa fatica a trovare spazio all’Empoli, l’attaccante ha un debutto da sogno: Sampdoria-Udinese, gol decisivo, di testa, dopo 18 minuti dal suo ingresso in campo. Resterà il punto più alto della sua permanenza a Genova sponda Doria: infatti una serie impressionante di infortuni lo condanna a soli duecentosettanta due minuti giocati in un anno solare. 

La Torre sotto la Torre. Il Pisa, nello scorso mercato di gennaio, ha deciso di rafforzare pesantemente la sua rosa per la corsa alla serie A, e dopo Benali è arrivato da Genova in prestito proprio Torregrossa, tutto ciò post rifiuto da parte del Brescia di riaccogliere un altro figliol prodigo. L’impatto è devastante: sei gol in dodici apparizioni, e, considerata la crisi realizzativa di Lucca, è diventato il trascinatore dei ragazzi di Luca d’Angelo. Un recente post sui canali social del siciliano, in cui si parlava dei “no“ che avrebbe ricevuto in carriera, ha suscitato la curiosità del mondo dell’informazione: a chi si riferiva? Alla Sampdoria? Al Brescia che non lo ha voluto? Nessuno a parte lui può saperlo con certezza. Ciò che sappiamo è che mercoledì sera alle 19.00, per Torregrossa, non inizierà una partita qualunque, ma non solo per lui: anche per i suoi ex tifosi. 

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