…E RITORNO DA TE

Brescia. Altra scelta non c’era, per nessuno.

Così, nonostante l’orgoglio, cuore impavido Corini è tornato dal suo Brescia, relegando razionalità, prudenza e forse anche buonsenso in un angolo del suo cervello. Preso un foglio bianco, annotati pro e contro, nonostante i secondi fossero cento volte di più lo ha fatto in mille pezzi.  Ignorando volutamente quanto i conti non tornassero e, come si dovrebbe fare sempre davanti a qualsiasi tipo di sentimento, ha lasciato prevalere le ragioni del cuore.

Ha accolto il richiamo del Brescia, del suo Brescia, ferito, impaurito, per l’ennesima volta quasi orfano, ed è stata catarsi. Quando ci credi, se ci credi davvero, l’ultimo tentativo è sempre il penultimo e così, per la terza volta, è tornato, riportandoci il suo sorriso, la sua calma, la sua spontaneità e la sua lucidità , uniti ad una nuova consapevolezza, trasferendoci subito la sensazione che nulla potesse più andare storto. Un’aura magica, un’altra occasione, un’altra emozione.

Ha la calma del giusto Eugenio, di chi sa di poter dare ancora molto e vuole farlo per la sua squadra, per la sua città, prima ancora che per un sacrosanto desiderio di rivincita. Le chiavi del Rigamonti probabilmente gli erano rimaste in tasca ed ecco che alla prima spalanca la porta e le finestre di casa cambiandone l’aria viziata e confezionando una vittoria perfetta proprio sull’ostico “terreno amico”. Dopo una sola giornata di rinnovata fede le rondinelle tornano a respirare da vicino, vicinissimo la purissima aria della vetta, portando tutto l’ambiente fuori da quell’inquietudine divenuta pesantissima dopo il pareggio con il Pordenone.

Se è un sogno non svegliateci!

Già non svegliateci, perchè purtroppo quando si sogna c’è, immancabilmente, chi tira la coperta, chi punta la sveglia troppo presto, chi ci fa ruzzolare giù dal materasso. Questa volta ci auguriamo che tutti, ma proprio tutti, si godano questo sogno rinnovato e ritrovato, fino in fondo, senza bruschi risvegli sul più bello, credendo in un allenatore che per questa piazza è “l’allenatore”, lasciando lavorare tutti finalmente con tranquillità, remando insieme in un’unica direzione, ricordando i giorni a un’altra lAtitudine.

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