LA BACCHETTA MAGICA

Il Corini ter comincia al meglio: Vicenza schiantato già nel primo tempo con i gol di Moreo e Pajac, grazie ai passi falsi delle rivali la serie A diretta è a soli due punti

Brescia. Durante la cavalcata trionfale del 2018-19, su altre colonne l’avevamo ribattezzato Mago Merlino. Per come aveva impattato con un ambiente che temeva un altro anno di sofferenze, iniziato con l’improbabile Suazo, Eugenio Corini si era dimostrato uomo da incantesimi.

La terza esperienza di Corini al Brescia come allenatore è cominciata nel migliore dei modi

Tutto in un colpo. L’abbiamo ritrovato così, novello Re Mida. Gli sono bastati 95’ per far tornare il Brescia alla vittoria (mancava da quattro partite), farlo giocar bene e recuperare in un colpo solo due punti sulla zona serie A diretta. A sei giornate dalla fine, il -2 dal Lecce e il -3 dalla capolista Cremonese non sono assolutamente un gap preoccupante come invece lo era il -4 di due settimane fa dopo il deludente pareggio in casa del Pordenone. Pur con tutta la stima e l’affetto che nutriamo per il Genio di Bagnolo Mella, pensiamo però che più di un giocatore debba farsi un bell’esamino di coscienza perchè adesso addossare su Inzaghi tutta la responsabilità dei mancati risultati delle quattro precedenti partite sarebbe pura disonestà intellettuale. E non vogliamo assolutamente cadere in questo tranello. Certo la magia coriniana c’è stata e tanto fa. La bacchetta ha funzionato: intenso, veloce, brillante, concreto, ossessivo nel suo attaccare, il Brescia ha schiantato il Vicenza in un solo tempo. Il 2-0 all’intervallo era già una sentenza e così è stato anche alla fine. Nella ripresa è bastato controllare il malloppo per non farselo portar via da sotto il naso.

Lo stacco di testa di Moreo che ha dato il vantaggio alle rondinelle

Le chiavi. Con i terzini alti (strepitosa prestazione di Pajac goleador e assist man, Sabelli ampiamente sopra i suoi standard invero finora modesti), Van de Looi più rapido del solito, con un monumentale Moreo (gol e quasi assist), un Léris trequartista con licenza di svariare su tutto il fronte, il miglior Proia biancoazzurro pur senza segnare, Bisoli certezza di centrocampo, due centrali di difesa (Cistana e Adorni) attenti tranne che nell’occasione del 3 contro 1 vicentino sullo 0-0 e uno Joronen bravo nelle uscite basse, il Brescia ha tirato 23 volte contro 5 (8-2 nello specchio) e ha travolto in tutti i duelli un Vicenza che ha indispettito i mille sostenitori al seguito. Già perchè diciamolo chiaro e tondo: la tattica (subito 5-4-1 dietro la linea della palla) e l’atteggiamento molle dei biancorossi oggi avrebbe fatto perdere la pazienza anche a Giobbe.

Il rigore di Pajac per il 2-0

Ci vediamo all’Arena. Questo però nulla toglie alla buonissima prova del Brescia. Ce n’era bisogno. Per restare dentro il campionato e non dover già pensare ai play off. Sigmund Freud diceva spesso: ”Ognuno di noi ha molti avversari e uno in particolare: se stesso”. Ecco mercoledì a Pisa non si potrà pretendere che basti la bacchetta magica di Mago Merlino, toccherà ai suoi apprendisti stregoni sconfiggere l’avversario che tengono dentro se stessi.

Pajac esulta dopo aver segnato il rigore
Un conclusione di Léris (ostacolato da Boli) impiegato nell’insolito ruolo di trequartista
Ottima prestazione di Federico Proia
Pajac migliore in campo insieme a Moreo

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