“PORDENONE, ISTRUZIONI PER L’USO”

In vista della sfida che il Brescia dovrà affrontare domenica pomeriggio al “Teghil“ di Lignano Sabbiadoro, abbiamo chiesto a tre giornalisti di Cremona pregi e difetti della Cenerentola del campionato che ha fatto soffrire la capolista 

Cremona. Come è il clima in casa Pordenone? Chi sono i giocatori da temere maggiormente? Quali invece i punti deboli? A queste ed altre domande danno una risposta Mauro Taino di “Cremona Sport “, Roberto Moscarella di “Cremona TV1“ e Ivan Ghigi della “Provincia di Cremona “. 

Come si schiera in campo il Pordenone? 

M. Taino: « Il Pordenone solitamente si schiera con un centrocampo a rombo, con un 4-3-1-2, anche se in realtà contro la Cremonese ha usato una sorta di 4-3-3 o 4-3-2-1». 

R. Moscarella: « Ieri hanno giocato con Cambiaghi e un altro trequartista (Di Serio) in appoggio alla prima punta Candellone. Cambiaghi si muoveva di più partendo da sinistra e Di Serio partendo da destra, anche se in realtà il primo svariava dappertutto e il secondo andava ad affiancare la punta centrale, che giocava praticamente solo spalle alla porta. Hanno poi Pasa davanti alla difesa, un regista che ci sa fare, abile ad andare sempre a prender palla orientato dalla difesa, lanciando bene le punte». 

Che squadra è il Pordenone? Quali sono i punti forti e deboli?

M. Taino: « Nonostante la posizione in classifica, I friulani sono una squadra molto viva, sempre dentro la partita. Hanno una grande intensità nel pressing e ieri a Cremona hanno avuto anche più possesso palla rispetto ai grigiorossi. Il Pordenone predilige giocare in transizione, ma al tempo stesso però le ripartenze sono le situazioni che soffrono di più in fase difensiva: espongono infatti spesso il fianco ai ribaltamenti di fronte degli avversari. È una squadra che concede molto: oltre ad essere la peggior difesa lascia infatti molte occasioni agli avversari, anche se ieri la Cremonese non ne ha avute di pulitissime. Davanti fanno fatica a costruire palle gol e soprattutto a realizzarle». 

R. Moscarella: «Non è la classica squadra che ormai ha mollato per fine stagione, ma neanche ha il sangue agli occhi per salvarsi. Giocano sbarazzini, ma con discreta applicazione. Il Pordenone non ha tantissimo materiale, però quando riparte può far male. La Cremonese ieri non ha giocato una grande partita, ma nella prima ora di gioco ha comunque creato quattro/cinque occasioni pericolose, non concluse però con un tiro in porta, quindi il loro portiere non ha dovuto fare alcuna parata. La difesa fa chiaramente fatica, avrebbe bisogno di una guida, i giocatori sono spesso allineati male e i terzini non chiudono molto bene le diagonali. Ha certamente una discreta organizzazione, ma come dicevo con delle fragilità evidenti. Dopo infatti il pareggio della Cremonese ieri si sono sciolti, iniziando a sbagliare un po’ di passaggi. Qualche giocatore di qualità, da serie B, comunque c’è ma altri fanno davvero fatica; negli ultimi venti minuti Tedino ha poi messo dentro due ragazzi giovani, un 2001 e un 2002, con un occhio quindi in prospettiva per l’anno prossimo. Contro il Brescia non mi aspetto una partita stratosferica, però qualche colpo ce l’hanno». 

Ivan Ghigi: « Sono una squadra molto attenta, ma ieri ad esempio hanno iniziato a soffrire quando la Cremonese ha cominciato a giocare in maniera più compatta: nel giro di venti minuti ha infatti ribaltato il risultato. Per la classifica non sembrano avere più speranze, ma in campo hanno una buona disposizione. Tedino paga un po’ quella che è stata la ricostruzione del gruppo avvenuta nel mercato di gennaio: il suo rammarico infatti è di non aver avuto più tempo per oliare certi meccanismi. Stanno crescendo sul piano del gioco e dell’ordine tattico, non sono da sottovalutare, essendo infatti pronti a giocarsi la loro partita a testa alta e con la mente paradossalmente più serena rispetto alle squadre che sono obbligate a vincere per forza». 

Qual è il giocatore più pericoloso?

M.T: « Occhio a Cambiaghi. Ieri è stato l’uomo che ha messo più in difficoltà la retroguardia di Pecchia». 

R.M: « Il fulcro del gioco del Pordenone è Cambiaghi, che staziona sulla trequarti destra. È cresciuto molto rispetto all’anno scorso, viene molto spesso dentro per cercare il tiro. Ieri ha segnato, ha colpito una traversa e si è mosso davvero molto bene da trequartista». 

I.G: « Cambiaghi si è dimostrato l’uomo più pericoloso ieri, quello più dotato dal punto di vista tecnico. Ha portato lui in vantaggio il Pordenone con un bellissimo controllo fuori area, con successivo stop di petto e botta al volo che ha beffato Carnesecchi nell’angolino». 

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