UN PAREGGIO FORTE…MENTE AMARO

Il Brescia va al riposo in vantaggio 2-1 giocando un calcio rapido, veloce e di qualità. Nella ripresa il Benevento resta in 10, ma tra le rondinelle si spegne la luce e il bomber dei sanniti segna il pareggio. Sono due punti persi

Brescia. Forte, ma non abbastanza. E’ un Brescia che ti fa spellare le mani alla fine di un primo tempo entusiasmante, nel quale va in vantaggio due volte con Bisoli e Moreo (in mezzo il momentaneo pareggio di Tello), ma che nella ripresa si trasforma nella sua veste peggiore e ti lascia con la bocca aperta dalla delusione, al punto che devono venire a chiudertela con una botta da sotto il mento dopo il gol dell’attaccante del Benevento, che in estate e a gennaio Cellino aveva inutilmente inseguito. Francesco Forte, è lui l’uomo che distrugge i sogni biancoazzurri di giornata. Un bomber di quelli che toccano una palla in tutta la partita, ma la buttano dentro. Un bomber che il Brescia non ha saputo mettersi in rosa perchè se siamo qui a celebrare trionfalmente il settimo centro di un Moreo capocannoniere di squadra, beh ci siamo capiti…

La delusione dopo il gol di Forte

Errori fatali. Non riuscire a conservare il vantaggio, pur giocando in 11 contro 10 per quasi tutti il secondo tempo, è piuttosto grave quando mancano ormai solo 8 giornate alla fine del campionato. Sono punti, due, che lasci per strada e che nessuno ti ridarà mai. E’ stata la partita dei paradossi. Basti pensare a Mangraviti: sbaglia solo una volta, ma è fatale nel non mettere in fuorigioco Forte, sul quale però anche Adorni poteva-doveva fare di più. Ancora un episodio che condanna, come a Cremona nel finale di gara, un errore difensivo che esemplifica una tesi: a 3 o a 4, non è questo che fa la differenza, quanto piuttosto un’attenzione massimale che chi vuole andare in serie A senza passare dal triangolo delle Bermude dei play off non può permettersi di scordare. Si sbaglia dietro, ma si sbaglia anche davanti: la palla che Ayè ha sul piede da zero metri a un minuto dal Novantesimo va messa in rete. O meglio: un attaccante forte (con o senza la F maiuscola) la mette in rete. E senza bisogno di battersi il pugno sul cuore se poi segna.

L’esultanza dello ”squalo” Forte

La situazione. Avrebbe meritato di più, ma la sostanza è che il Brescia esce dal trittico di scontri diretti con due punti. Bene, ma non benissimo. La classifica peggiora e con le partite di questo mercoledì nella peggiore delle ipotesi le rondinelle potrebbero ritrovarsi a -3 dalla serie A e a -5 dal primo posto. Anche se così dovesse essere, l’errore in cui non deve cadere tutto l’ambiente è accartocciarsi tra depressione, frustrazione, voglia di cambiare di nuovo tutto, scatenare la caccia al colpevole che per una parte del popolo dei social è già Inzaghi, reo di aver giocato troppo presto con una sola punta mettendo Tramoni per Bianchi, di non aver tolto un centrale di difesa subito dopo il pareggio di Forte. Tirare le somme adesso non ha alcun senso. Certo domenica c’è il jolly Pordenone, una sorta di ”2” a burraco. Scartarlo sarebbe imperdonabile.

L’illusione dopo il gol di Moreo, che aveva dato il secondo vantaggio al Brescia

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