MARTEDI GRASSO

Nell’ultimo giorno di Carnevale, il Brescia batte in rimonta il Perugia nel finale grazie al duo Bianchi-Palacio e torna in testa alla classifica in attesa del Lecce

Brescia. Metti la maschera, togli la maschera. E’ un po’ come il “metti la cera, togli la cera” di Karate Kid con il Brescia che nell’ultimo giorno di Carnevale parte bene (quattro angoli in un quarto d’ora), va sotto, si ritrova subito dopo con l’uomo in più, attacca, attacca e ancora attacca fino a quando, nel finale, con uno schieramento che più offensivo non si potrebbe (Karacic e Pajac nei tre dietro, Tramoni e Palacio quarti di centrocampo e le tre punte Moreo-Baajc-Bianchi) trova nel giro di tre minuti, tra l’81esimo e l’84esimo, il pareggio e il gol vittoria con la coppia Bianchi-Palacio, diciotto anni di differenza. Sono loro il Daniel LaRusso e il maestro Miyagi che Pippo Inzaghi dirige come Robert Mark Kamen aveva fatto a suo tempo, creando per la Colombia Pictures quel filmone che nel 1984 fece impazzire gli adolescenti e tra essi, ne siamo certi, anche l’attuale tecnico delle rondinelle.

L’esultanza di Bianchi dopo il gol del momentaneo pareggio

Sassolini e macigni. A fine gara Inzaghi, ancora una volta, risponde alle sollecitazioni di chi lo accusa di essere solo pragmatico: ”Non è giusto parlare solo di carattere, giochiamo anche bene”. E’ all’undicesimo risultato utile consecutivo (cinque vittorie e sei pareggi) e se lo può permettere. Dopo aver dovuto vedere ancora un gol subito su colpo di testa dalla torre avversaria, Pippo non ha smesso un attimo di credere in questa vittoria che è la quattordicesima in ventisette partite. Siamo al 51%, una media da sogno. Se solo i bresciani sapessero davvero sognare: 3.000 scarsi sugli spalti. L’orario infame e i prezzi alti (?) sono spiegazioni che durano fino a pagina 2. Qui c’è dell’altro e forse è arrivato anche il momento che la società apra una pagina per capire davvero cosa non va con un sondaggio in un popolazione di oltre un milioni di abitanti. La mancanza di pubblico nelle gare casalinghe rischia di pesare come un macigno nella corsa alla promozione. Almeno per qualche ora il Brescia è tornato primo da solo (vediamo oggi cosa saprà fare il Lecce in casa con l’Ascoli), ma la classifica nei primi posti resta cortissima soprattutto se da Pisa-Crotone e Monza-Parma dovesse uscire il segno 1. E all’orizzonte ci sono gli scontri diretti con Cremonese e Lecce (fuori) e Benevento (in casa).

Uno dei tanti spunti di Palacio in velocità
Cistana pronto all’impostazione dal basso

Il vecchio e il bambino. Dei tanti attaccanti che il Brescia ha nella dispensa, Bianchi e Palacio in questo momenti sono gli on-fire e, nonostante l’argentino abbia giocato 90’ come aveva fatto solo altre due volte in questa stagione (all’andata con Como e Perugia) e l’ex Genoa sia l’ultimo arrivato e il più giovane fico del bigoncio, non sarà facile rinunciarvi sabato nel gran derby allo ”Zini” con la Cremonese che inaugura appunto quel mini filotto di gare probabilmente decisive per la corsa ai primi due posti. Questa mattina Bisoli e compagni saranno già sul campo per preparare un match che stavolta va ben oltre la rivalità di confine. Mancherà Adorni che verrà squalificato, ma è tornato Pajac e almeno per qualche minuto potrebbe esserci una freccia d’esperienza in più da affiancare a quella acuminata di Palacio: Valon Behrami, in panchina con il Perugia, ma forse, chissà, in campo a Cremona.

La conclusione vincente di Palacio
Pajac in azione

Carattere, spirito, qualità, gioco. Nella vittoria in rimonta sul Perugia c’è dentro tanto, se non proprio tutto quello che serve per essere leader di un campionato. Una buona partenza, lo choc per il gol preso, la difficoltà a scardinare una squadra che con l’uomo in meno dalla mezzora non ha fatto altro che difendersi, i rischi giustamente presi (gli umbri hanno sfiorato lo 0-2 colpendo una traversa), quel meraviglioso finale nel quale Bianchi e Palacio sembravano non aver mai fatto nulla di diverso nella loro vita che giocare insieme, un probabile rigore a pochi secondi dalla fine non visto per il Perugia. A chi ancora non apprezza il gioco degli Inzaghi’s suggeriamo qualche numero: 27 tiri, 9 in porta (contro 1, quello del gol di De Luca), 66% di possesso palla, 491 passaggi con una precisione dell’ 82%, 15 angoli (a 3). Fossero tutte così le squadre che giocano male, dateci in eterno squadre che giocano male. Frittelle per tutti, è un martedì grasso. La quaresima può aspettare.

Il momentaneo vantaggio del Perugia con il colpo di testa di De Luca
Adorni in un contrasto del match che lo porta all’ammonizione che gli farà saltare Cremona
Proia in azione
Karacic avanza con palla al piede

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