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Con un rigore di Tramoni, originario della Corsica, il Brescia vince a Crotone e torna al secondo posto in classifica, alla pari con il Lecce e a un solo punto dalla capolista Cremonese. Le nona vittoria in trasferta è il record di sempre nella storia del club

Crotone. Nel 1815, al termine dell’età napoleonica, gli stati europei si riunirono a Vienna per cercare di ricreare gli equilibri precedenti all’avvento del grande generale francese, ormai defunto. Due secoli dopo in quel di Crotone Inzaghi ha proposto la sua personalissima restaurazione, cercando di ricreare le alchimie di inizio stagione messe in discussione da vari fattori esterni al campo. E i risultati sono subito giunti. Il Brescia ha infatti vinto e convinto, non ancora per il gioco tanto ricercato da alcuni tifosi, ma per la convinzione nei propri mezzi e per la maturità dimostrata. Ed è questa la notizia più bella. Oltre a quelle che arrivano dagli altri campi e che consentono alle rondinelle di tornare al secondo posto, a una sola lunghezza dalla capolista Cremonese.

Pajac in un duello con Calapai

Partenza diesel. Il copione del match è chiaro sin da inizio partita: il Brescia a fare la partita e il Crotone a cercare di ripartire. Le prime due mezze occasioni sono di marca rossoblu: sulla prima Joronen smanaccia un cross teso di Borello, sulla seconda Nicoletti inciampa sul pallone, vanificando un contropiede dello stesso Borello. Il Brescia pian piano ingrana e inizia ad accumulare mezze occasioni, soffrendo nel contempo poco o nulla difensivamente. Dopo il trentesimo la svolta del match: cross in mezzo, la sponda di Moreo viene intercettata con il braccio da Cuomo. Inevitabile il penalty, che Tramoni realizza con grande freddezza e precisione. E su questo risultato si va al riposo. A inizio ripresa Inzaghi sostituisce Huard, ammonito per un brutto fallo, con Pajac mentre Modesto, ad ennesima testimonianza di come il calcio sia talvolta un mistero, toglie uno dei migliori in campo, Kargbo, per dar spazio a Mulattieri. 

Lèris, schierato nuovamente da punta esterna

Nel secondo tempo il Brescia gestisce alla grande la gara, soffrendo praticamente mai, se non per un mezzo errore di Cistana. Bertagnoli ha la palla per chiuderla, ma Saro oggi è in giornata di grazia. L’errore non ha però, fortunatamente, conseguenze e il Brescia può festeggiare sotto il settore ospiti la nona vittoria fuori casa, record assoluto della storia del club. E da qui a maggio mancheranno ancora sette partite in trasferta. I record sono fatti per essere migliorati, o no? 

Palacio cerca di liberarsi del suo avversario

La storia. Si, Pippo (alla centesima vittoria in carriera da allenatore) e i suoi ragazzi sono nella storia. Nove successi fuori casa alla quarta giornata di ritorno sono una cifra già da capogiro, comunque andrà a finire questa stagione. Inzaghi ha gestito la partita di stasera come il miglior Allegri, accettando nel finale di giocare a cinque in difesa per gestire le energie e di questo non possiamo che esserne felici. Giusto gioire anche per Papetti, ragazzo su cui non bisogna smettere di credere, e per Mangraviti, che continua a crescere in consapevolezza. Conosciamo le difficoltà del campionato e non siamo stupiti che l’Alessandria, dopo Pisa e Brescia, abbia fermato anche il Lecce. Siamo però altrettanto consapevoli della forza della squadra che Inzaghi ha a disposizione, altrimenti i record da viaggio di quest’anno non sarebbero mai arrivati, e speriamo in una vittoria in casa anche per far gioire chi non abbandona il suo posto al Mario Rigamonti. Cosa c’è di male in questo? Anzi, se ci pensa, non è persino confortante? 

Sabelli, Bisoli e Cistana alle prese con Marras e Maric

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